News e Annunci Les Ombres de Bruges
Stasera, Cluedo Live Party di Esther
News di Les Ombres de Bruges del 13/04/2015
Chat: Bed&Breakfast (The Nighingale's Nest)
Rischio: Medio
Max partecipanti: 6
La quest è una trasposizione tridimensionale del più classico dei giochi di ruolo da tavolo, il Cluedo.
Le regole variano pochissimo dal gioco tradizionale e i vari passaggi verranno spiegati via via ai partecipanti dal Master della serata che impersonerà il maggiordomo. Perciò anche se non si è mai giocato al gioco da tavolo, non si avrà nessun problema.
Il rischio è medio perché ci saranno varie sorprese durante la cena a buffet e il gioco, ma nessuno rischia di finire al camposanto, ve lo assicuro (?).
Il gioco e la serata saranno ambientati nei Ruggenti Anni '20 e nel volantino pubblicitario della serata si è cortesemente invitati ad indossare un costume a tema, quindi lasciate libera la fantasia per quel che riguarda abbigliamento e accessori dei vostri personaggi e ispiratevi al Grande Gatsby. XD
Nuova abilità
News di Les Ombres de Bruges del 12/04/2015
Resoconto Quest: L'invocazione a Jeruzalemke
News di Les Ombres de Bruges del 11/04/2015
Master Fato: Esther
Ora inizio: 21.34
Ora fine: 01.06
Partecipanti:
Chanel
Thomas
Jack
Punti esperienza distribuiti: 30 a tutti i partecipanti
Conseguenze:
L'anima di Chanel è tenuta prigioniera dall'Ombra che ha preso possesso del suo corpo e soggiogato la sua mente. Dopo la serata verrà portata in Ospedale per accertamenti, tenuta in osservazione per 24 ore e sottoposta ad un ciclo di reidratazione.
Thomas si è impadronito della pergamena contenente l'invocazione in una lingua per ora sconosciuta e riportante una rudimentale mappa della città con le sue costruzioni più antiche.
Una limpida sera si stende sopra i tetti di Bruges, una sera come tante altre sere di primavera. I negozi e gli uffici hanno chiuso ormai da parecchio e i locali sono poco affollati, e mentre sulla città calano le tenebre della notte, una nitida ombra si staglia contro la luce dei pochi lampioni che illuminano una delle via più antiche e centrali di Bruges. La flebile nebbia che comincia a salire dai canali, confonde la figura dalla quale origina l'ombra. È avvolta in un soprabito nero e si dirige a passo svelto verso il cancello chiuso della Jeruzalemkerk, la Chiesa di Gerusalemme. Lo apre senza difficoltà, cosa che apparirà quanto mai strana a chi vive in quella città da abbastanza tempo da sapere che quella Chiesa è proprietà privata di una famiglia molto antica e rispettabile. La figura scivola attraverso il cancello e lo lascia appena socchiuso. Solo chi assiste alla scena potrà accorgersi che l'alta inferriata è ancora aperta e quindi scegliere se dirigervisi o ignorarla.
Chanel, avvolta in un cappotto nero cammina sul marciapiede, con le mani affondate nelle tasche ed a capo chino, immersa nei suoi pensieri. Neppure la luna calante alta in cielo riesce a farle alzare lo sguardo dalle mattonelle di pavè che compongono la pavimentazione di quell'antica via. Ormai si trova nei pressi della chiesa di Jerzalemkerk, uno dei posti più suggestivi e turistici di Bruges. Alza lo sguardo solo quando un rumore rompe il suo silenzio meditativo e la costringe ad guardare il cancello della chiesa rimasto socchiuso. La nebbia che sale dai canali non sembra prometterle nulla di buono in una serata fino ad allora serena. Indugia per qualche istante prima di varcare il cancello aperto e seguire il percorso compiuto poco prima dall'ombra, che però non ha avuto modo di vedere. Jack, nel frattempo, vagabonda in zona, in cerca forse di chissà quale opera architettonica. Certo, piuttosto anomalo come "classico" turista: il suo vestiario richiama più quello di una specie di malvivente. Nelle tasche dei pantaloni ha i due libricini da cui non si separa mai: un piccolo dizionario dalle copertina consumata ed il suo taccuino sul quale prende fantomatici appunti. Stavolta i suoi passi lo hanno portato nei pressi di una chiesa antica, ma non fa in tempo a rendersi conto di dov'è finito che sente un rumore nelle vicinanze, quello di un cancello arrugginito che si apre. Socchiude gli occhi, osservando due figure scure entrare. Nessuna delle due riconoscibili, forse a causa della nebbia che sembra cominciare a diffondersi in zona. Si avvicina al cancello aperto e lo supera seguendo le figure. Thomas ancora a zonzo per il centro di Bruges, per motivi apparentemente inspiegabili, ma di certo è rientrato da poco dal lavoro. Indossa un abito formale di colore scuro mentre avanza per quel quartiere poco noto, soffermandosi con lo sguardo sulle vetrine caratteristiche di alcuni locali, purtroppo inesorabilmente chiusi. Storce leggermente le labbra in una sorta di smorfia mentre avanza nel silenzio. La figura, intanto, scompare dalla vista di tutti, se non di Chanel, che è la più vicina, che la può veder scomparire in un secondo tra le ombre e la nebbia di un minuscolo spazio ricoperto di ghiaia. Il cancello, infatti, conduce in un piccolissimo cortile, esattamente accanto alla grande torre ottagonale posta dietro alla chiesa. Entrandovi si può notare che non è un ingresso normalmente usato dai turisti, bensì dai custodi. Sono presenti un paio di cartelli con l'invito a non entrare se non autorizzati espresso in varie lingue. Su questo cortile danno due porte dall'aria antica e usurata. Quella un po' più grande sembra condurre all'interno della chiesa dedicata al Santo Sepolcro, mentre quella più piccola sembra portare alle scale che portano in cima alla torre. È proprio quest'ultima a riapoggiarsi allo stipite con eleganza, quando la figura scura l'ha attraversata. Nel rimbombo delle pareti di pietra si potranno sentire appena dei mormorii simili a dei sibili allontanarsi verso l'alto. Chanel probabilmente sa bene che non sia consigliabile o consentito accedere alla chiesa a quell'ora di notte, ma da quando Bruges è tornata ad essere la sua città, i luoghi aperti e scuri riescono ad insinuare una strana inquietudine nell'animo della donna, soprattutto quando la nebbia si alza. Quali siano i suoi trascorsi e cosa le provochi quella sensazione spiacevole a cui fugge in ogni modo possibile, nessuno a parte lei lo sa, ma è proprio quella sensazione a farle accantonare il galateo e la prudenza, inducendola a trovare rifugio in uno dei luoghi più lugubri della città. Alcuni frammenti di quanto letto su una guida cittadina dovrebbero tornarle alla mente, ma continua ad ignorare qualsiasi campanello di allarme le suoni nella mente. Le è parso di vedere un'ombra, andare lì dove a nessuno sia consentito andare, tra sé si domanda cosa stia facendo, prima di girarsi verso il cancello da poco varcato. Il silenzio regna, rotto dai passi di qualcuno alle sue spalle e così rompe gli indugi, aprendo la porta e continuando in quel percorso per l'unica porta certamente aperta. Jack rabbrividisce, non appena supera il cancello, raddrizzando per qualche secondo la sua schiena. Vorrebbe guardarsi alle spalle, ma forse è la paura a non farglielo fare. Si passa la mano destra sul braccio sinistro, strofinandoselo un po' come per scaldarselo, mentre continua ad avanzare. Non può non vedere i cartelli che intimano di non avanzare, anche perché uno dei quali è scritto in inglese. Sarebbe un'altra occasione per tornare indietro, ma i suoi piedi quasi si muovono da soli, seguendo ordini dettati da puro istinto. La sua curiosità è più forte della paura.
Intanto, la mano destra di Thomas, libera da impedimenti di sorta, si leva a celare uno sbadiglio. Schiocca la lingua e dopo poche parole dette tra sé, estrae il cellulare. Lo muove verso l'alto, scrutando il display, probabilmente cercando di prendere la linea, cosa che evidentemente non gli riesce. Vede di sfuggita la figura di Jack entrare nel cancello e lo chiama, agitando la mano con il cellulare, nella speranza di farsi notare dall'uomo e accelerando il passo dietro di lui.
Il sibilo prodotto dalla figura oscura, salendo, sembra sparire nel buio. La figura non sembra essersi resa conto che Chanel la sta seguendo, anche se ne sembra ignorare lei stessa i motivi, né sembra essersi accorta che anche Jack e Thomas sono dei testimoni non voluti e inaspettati per i suoi obbiettivi. Jack vedrà solo di sfuggita l'ombra di Chanel che entra dalla porta più piccola continuando il suo cammino all'inseguimento dell'ombra, per quel che ne sa potrebbe benissimo essersi trattato di uno scherzo della luce. Una volta in cima alle scale e perciò anche alla torre, la figura scura attraversa una piccola porta e si ritrova in una grande terrazza coperta ottagonale. Il soffitto è un po' basso e il pavimento è di legno, nelle parti più esposte alle intemperie è opaco e rovinato. La torre non è visitabile dai turisti e ciò è abbastanza palese dalla poca cura messa nel curarla. La figura si è tolta quello che sembra essere un lungo cappotto nero con il cappuccio, rivelando un'algida figura femminile in abiti larghi ed insulsi, ed estrae da una delle sue tasche interne una torcia da campeggio dalla luce molto luminosa e quella che sembra essere una pergamena arrotolata. Grazie alla torcia, anche Jack e Thomas, entrambi ancora nel cortile potranno avere conferma che non sono soli quella notte.
Chanel lascia richiudere alle sue spalle la porta appena superata e cerca di salire le scale che portano alla torre in silenzio, poggiando unicamente sulla parte anteriore delle scarpe per evitare che i tacchi provochino più rumore del necessario sui gradini di pietra. I mormorii non le paiono confortanti, come del resto non lo sono neppure la nebbia all'esterno ed i passi che sembravano seguirla, a cui forse si è unita una voce, tenuta bassa. La mano destra si appoggia al petto, nella parte sinistra, lì dove il cuore batte all'impazzata sotto il cappotto e lì dove terminano i gradini, si ferma anche lei, appiattita contro la parete, porta la mano destra sulla guancia, così da trattenere contro di essa i capelli e sporgersi di lato a guardare cosa si trova oltre la porta rimasta aperta alle spalle di quella che ora vede come una donna. Stringe lo sguardo su quella figura e sulla torcia da campeggio, ma è la pergamena a guadagnare maggiore attenzione da parte della donna. > Cosa sta facendo? <chiede con determinazione e quella faccia tosta che tira fuori all'occorrenza, mentre compie gli ultimi passi che la portano all'interno della terrazza> Non sa che è proibito stare qui? < chiede ancora decisa. Poco più indietro Jack tentenna. In effetti, si domanda seriamente perché si trova lì, visto che sa di star violando una proprietà privata. La figura sfuggente che ha visto poteva essere benissimo un'illusione, dovuta da un misto di nebbia e suoni lontani. La sua mente scientifica macina ragionamenti a gran velocità, e starebbe per andarsene, se non fosse che sente qualcosa alle sue spalle, ovvero qualcuno che sembra chiamarlo. Ed in barba a qualsiasi ragionamento, accelera di nuovo, con il cuore che gli batte a mille, seguendo i passi di Chanel. Neanche avesse alle calcagna un criminale. Una ulteriore conferma della presenza di qualcuno viene da una luce di torcia in cima alla torre. Si domanda se sia un custode speranzoso ed imbocca quindi la porta varcata poco prima dalla donna. La mano di Thomas che brandisce il cellulare, fiacca s'affloscia lungo il fianco, togliendo così un poco la luce che esso forniva. e solo ora si guarda intorno, un poco meravigliato, guardando meglio il posto dove si era andato a cacciare e si chiede quando mai gli ricatterà un'occasione del genere, mentre, alla chetichella, cerca di seguire le orme di Jack. Il bagliore lieve di una luce, per il momento, pare guidare i suoi passi e lesto torna a mostrare lo schermo del cellulare che fa per accendere per carpirne i dettagli, mentre fa per salire alle scale.
Nel tempo in cui Chanel sale le scale, la donna si inginocchia sui talloni vicino alla lampada da campeggio, posta esattamente al centro della terrazza. Stende la pergamena e comincia a recitarla sottovoce, dondolando con l'intero corpo avanti e indietro, sempre più intensamente. È di spalle rispetto alla porta e si vedono appena, grazie alla luce della torcia, le trecce scurissime arrotolate sulle orecchie e la dura linea della mascella squadrata. La sua voce è bassa e leggermente roca, come se avesse mal di gola, crea quasi una melodia, ritmata, continua, ipnotica. Non sta sicuramente parlando in francese, ma in un altra lingua per ora sconosciuta, e qualsiasi tentativo di decriptazione da parte dei presenti andrebbe a vuoto per via del miscuglio tra sussurro e cantilena. Sembra non finire mai, né prendere mai fiato, tra una ripetizione e l'altra. Quando sente la voce di Chanel la prima volta, la ignora, continuando a dondolare e a recitare quella cantilena, ma quando la giovane muove qualche passo all'interno del terrazzo, la donna si ferma di colpo e volta il viso, mostrandolo per la prima volta. Gli occhi, enormi e simili a due pezzi di carbone, sono la prima cosa che si può notare del suo viso smunto e pallido. Sono fissi, immobili e pieni di odio nei confronti di Chanel. > Via. Vattene via. < dice con un vero e proprio sibilo tra i denti e la stessa durezza di uno schiocco di frusta. Dopo di ché ritorna a voltarsi verso la pergamena e ricomincia a recitare dal punto dove si era interrotta, con rinnovato vigore anche nella voce, in un climax crescente.
Chanel esce allo scoperto, non preoccupandosi più di modulare il passo per non fare rumore. Il suono dei tacchi la accompagna mentre si muove verso la ragazza, in ginocchio a terra. Ormai è chiaro cosa stia facendo. Si ferma quando la donna si gira e le punta contro il suo sguardo intenso e carico di odio. Forse anche la ragazza, così come lei, non ha alcun titolo per trovarsi lì > No. Non senza che tu mi abbia risposto < che siano affari suoi o meno non ha alcuna importanza. Nel rivolgersi a lei ha fermato i suoi passi e lo sguardo scende sulla pergamena. Non può riconoscere neppure una parola di quelle pronunciate dalla ragazza e forse neppure decifrare un solo tratto sulla pergamena, eppure non sembra avere intenzione di desistere. Rimane lì, in piedi, con le mani che affondano nelle tasche e si stringono in pugni che le gonfiano dall'interno. Solo il rumore di passi che si precipitano per la scala, la inducono a distogliere l'attenzione dalla ragazza inginocchiata ed indietreggiare. Jack cerca, quasi sforzandosi fisicamente di rallentare e di controllare le sue sensazioni. Nonostante salga le scale comunque con una certa velocità, cerca di fare in modo che la combinazione sforzo fisico unito alla paura non gli faccia venire un infarto.> Calma... calma... <ripete quasi fosse un mantra, ma anche in questo caso lo fa per poco, visto che sente alle sue spalle, poco dopo il suo ingresso, la porta che si apre e passi pesanti, per non parlare di quella una strana nenia, una cantilena o qualcosa del genere, che viene da davanti a sè, forse dalla fine del suo percorso. I passi dietro di lui non si arrendono, continuano a seguirlo con insistenza. La nenia si interrompe, poi un'altra voce. Stavolta non gli è nuova, forse una persona incontrata nei giorni precedenti.
Thomas e man mano che avanza, inizia anche a sentire la fatica, con il fiato che si inizia ad accorciare > alla peggio speriamo che almeno il cellulare prenda lassù... quanto è difficile trovare un'informazione ai giorni nostri <sbuffa, mentre continua a salire con il braccio vicino al corrimano.
La donna misteriosa continua a dondolare su sé stessa, cantilenando a voce sempre più forte e sempre più disperata, con gli occhi chiusi, stretti, e il capo chino verso la pergamena appoggiata davanti a sé. Ignora bellamente le parole di Chanel. La donna l'aveva avvisata di andarsene, non era con lei che voleva prendersela. L'incantatrice ignora che vi sono altri due uomini che stanno arrivando, non facendo caso ai loro passi che si avvicinano, troppo presa com'era dal suo intento. All'improvviso la donna inarca la schiena e un urlo sovrumano le esce dalla gola, invadendo l'aria di tutta la via. Impossibile non sentirlo Le sue mani vengono portate in alto, proprio sulla parte concava della punta esterna, esattamente sopra di lei. Due lunghe spirali di fumo nero cominciano a scendere dalla punta al contrario fino ad arrivare alla donna, che finito l'urlo, lascia cadere le braccia sui fianchi, con gli occhi neri rivoltati all'indietro e la testa a ciondoloni, come in trance. Il fumo aumenta e la avvolge completamente per qualche secondo, nascondendola alla vista. Jack e Chanel essendo i più vicini alla donna, avranno la sensazione di respirare catrame. Dal fumo esce quella che sembra un torso umano mostruoso, non definito, che si scaglia ad incredibile velocità verso la persona più vicina alla donna, Chanel. Quest'ultima, alterna lo sguardo tra la ragazza in ginocchio e la porta da cui dovrebbe comparire la figura di Jack. Istintivamente indietreggia almeno finché non sente il parapetto ed il muro dietro di sé. La voce di Thomas viene amplificata dall'acustica nelle scale, eppure arrivano come parole incomprensibili almeno al suo orecchio. L'urlo della donna la fa rabbrividire e le mani escono dalle tasche a cercare un appiglio contro il muro. I palmi aderiscono al muro così come la schiena, nel momento in cui quelle spirali di fumo nero scendono ad avvolgere la ragazza. Il fumo prende forma sotto gli occhi sbarrati di Chanel, incapace di distogliere lo sguardo se non per un secondo, portandolo verso la porta aggrappandosi ad un frammento di speranza che da lì possa arrivare non un nemico ma la salvezza. Chiude poi gli occhi nel momento in cui sta per essere investita da quella figura e porta le braccia incrociate davanti al viso, cercando di buttarsi di lato e così sfuggire all'ombra. Jack arriva alla porta che conduce alla grande terrazza. Prima che riesca ad aprirla, sente l'urlo disumano che gli fa letteralmente gelare il sangue nelle vene. Apre la porta, e quasi in contemporanea un fortissimo odore di fumo gli invade le narici, con la potenza di un cazzotto diretto nello stomaco. Un odore insopportabile: non riesce nemmeno a guardare chi c'è sulla terrazza, visto che gli occhi si chiudono in automatico e si ritrova con la ginocchia a terra, a tossire come un forsennato e con l'aria che non gli permette per qualche secondo il minimo respiro. I passi dietro di lui ormai sono prossimi, ma non riesce a fare nulla, se non poggiare il palmo della destra a terra e la sinistra sul collo, quasi a voler aiutare la gola a far passare aria. O a chiudere il suo afflusso del tutto, visto l'odoraccio. Thomas mano a mano che si avvicina alla sala dalla pianta ottagonale la sente la nenia cantata dalla donna misteriosa, eccome se la sente. Calato nei panni della sua "normalità" aveva abbassato la guardia. Non ha tempo di razionalizzare quelle che sono le parole della donna, per capire. Appena quella cantilena si conclude con l'urlo, amplificato dalla tromba delle scale, fa per affrettarsi a salire velocemente gli ultimi gradini che restano. La porta è aperta e la zaffata investe anche lui. La mano dinanzi alla bocca, come se bastasse ad eliminare quell'orrida sensazione della gola che brucia e, con la voce arrochita ed ovattata> la donna, dobbiamo risvegliare la donna... con ogni mezzo <riesce solo a raggiungere l'ingresso, occupato da Jack, caduto ginocchioni.
La mostruosa figura che si sta dirigendo verso Chanel a tutta velocità va a centro, colpendola, malgrado lei avesse tentato di buttarsi di lato. Le colpisce una gamba, mentre la giovane si lancia. Per qualche secondo è possibile vedere la pelle che si intravede tra i pantaloni e le scarpe con il tacco diventare nera e poi sfumare sul grigio, per poi tornare del colore originario. Mentre l'ombra risale sul corpo di Chanel fino al petto dove si installa e si ferma. La ragazza potrà distintamente percepire la sensazione di un qualcosa di viscido e freddo correrle sul corpo fino a fermarsi sul petto e penetrarle nel cuore come una scheggia di ghiaccio. Le girerà forte la testa e il gusto di catrame in bocca non la aiuterà. La donna misteriosa cade sul pavimento, molle, come una bambola di pezza. Questo è lo scotto da pagare. Un'anima entra, un'anima esce.
Il tentativo di Chanel di sfuggire all'ombra mostruosa non è andato a buon fine, così la donna si trova inchiodata contro quel muro che si era trovata alle spalle. Le braccia a protezione della testa non servono a nulla... non è riuscita a buttarsi di lato nonostante il restare dolorante accasciata sul pavimento, sarebbe stato ben più piacevole di quanto deve sopportare ora. Il respiro è smorzato dall'odore di catrame che già le aveva invaso i polmoni, ma troppo era il terrore alla vista di quelle forze oscure che avvolgevano la ragazza, perché ne fosse pienamente consapevole. Ora non può più ignorare il malessere profondo che le attanaglia il corpo e la mente. Le parole di Thomas le giungono lontane da quella porta su cui si è dovuto fermare ed anche la presenza di Jack, in ginocchio, è relegata ai margini della sua consapevolezza. Stringe i denti sul labbro inferiore, nel tentativo di non cedere al terrore ed a quella sensazione di gelo che le percorre il corpo dopo l'intensa fitta alla gamba. Le mani vengono portate entrambe sul petto, poco prima di cadere a terra, inerme. Jack, intanto, sta lottando contro il senso di disgusto che proprio non vuole abbandonare le sue narici. Dopo secondi, lunghi un'eternità, riesce finalmente a venire a patti con lo schifo in gola e ad alzare gli occhi. Riesce così a vedere tutta l'ultima scena, scoprendo finalmente che la donna che aveva davanti è miss Swan e vedendola crollare a terra come un sacco di patate. Cerca di rimettersi in piedi, per poi precipitarsi verso la donna che è caduta a terra e cercare con le forze rimanenti di sollevarla e cercare di spostarla verso la porta. Il suo obiettivo è il seguente: portarla via da... qualunque cosa ci sia lì, chiudere la porta alle spalle e cercare di portarla in un luogo più sicuro. Thomas non può fare niente con il passo bloccato dall'altro uomo, il fantoccio è ancora lì in mezzo. Appena Jack si rialza, lui cerca, con passo spedito, di recarsi verso l'incantatrice. Ora non c'è più filtro per il naso e per la gola che inizia a bruciare per la zaffata ancora presente nella sala. Protende entrambe le braccia verso la donna, sicuramente l'origine dell'urlo disumano che ha sentito poco prima, e comincia a spintonarla nel tentativo di interrompere qualsiasi cosa stesse facendo.
Chanel cade a terra, sopraffatta da quello che sta provando. L'incantatrice è ancora lì, al centro della stanza, un fantoccio dalle orbite vuote. Jack dopo essersi ripreso dalla sensazione di soffocamento si alza e si avvicina a Chanel, cercando di portarla via da lì. Il fumo nero è scomparso. L'uomo riesce a prenderla in braccio ed alzarla senza particolari problemi, mentre Thomas si dirige verso la donna con gli occhi ruotati. La scuote violentemente, ma senza successo. Thomas potrà percepire l'ultimo flebile respiro uscire dalla sua bocca, prima di smettere definitivamente di respirare. Lo scambio è concluso. Un'anima entra nella dimensione onirica, una esce. La pergamena giace ancora abbandonata di fronte alle ginocchia dell'incantatrice. A guardarla meglio, non vi sono solo le parole in quella lingua sconosciuta, prima pronunciate dalla donna, ma anche una specie di rudimentale mappa della città.
Jack, forse grazie all'adrenalina, riesce nel suo intento di salvare Chanel. Gli sembra che l'uomo dietro di lui sia riuscito a fermare il pericolo. Adesso concentra la sua attenzione sulla donna inerme che stringe a sé, controllandone le funzioni vitali da semplici stimoli esterni. Sembra respirare, anche se debolmente, e ciò fa comparire sul volto dell'uomo un leggero sorriso. Si rivolge a Thomas > Chiama l'ambulanza, miss Swan potrebbe avere bisogno di cure... anche se non dovrebbe essere nulla di grave < La richiesta è detta quasi come un ordine, ma il tono è visibilmente dettato dall'ansia. Thomas scuote la strega, una, due... più volte, ma l'effetto non è quello sperato infatti il debole respiro svanisce. Apre le dita e lascia quel corpo che poi, mollemente, raggiunge terra. Lo sguardo va poi sulla carte e, guardando a destra e poi a sinistra, cerca di raccogliere la pergamena. Uno sguardo fugace, prima di celarlo alla vista. E si volta poi, cercando di guadagnare la figura di Chanel e Jack> questa è andata <e un poco il capo sistema nel cercare di inquadrare la figura di Chanel che si cela dietro le spalle di Jack> ...e lei? <un poco sorpreso, forse, prima di avanzare verso il turista> bisognerà chiamare le autorità, ma bisogna sapere cosa dire... così manderanno i soccorsi anche per lei... <lo sguardo penetrante, alle parole di Jack e poi sorride appena> abbiamo pensato la stessa cosa... ma converrà dire che noi siamo venuti qui perché abbiamo sentito un urlo... potrebbe essere difficile dover spiegare, farò io la chiamata non ti preoccupare <inizia a fare strada per il percorso in discesa della torre e, prima di chiamare i soccorsi chiama il redentore dei detentori del tempo che, della polizia, è il vicario.
Chanel giace semi incosciente tra le braccia di Jack e si domanda se riuscirà a ricordare qualcosa di quella notte. Per ora nell'incoscienza il suo pensiero è quello del gelo che le ha attanagliato il cuore, facendo emergere sentimenti che non credeva di provare e pensieri che non sembrano appartenerle. Ci metterà un po' di certo a riprendersi e poi probabilmente tornerà a casa con le sue gambe. Un altro pensiero che non le appartiene e ricordi che sembrano svaniti e lontani. Tornare alla pace, quello il suo pensiero principale e riposare, probabilmente per qualche giorno. Dopo che Tutti sono usciti dal terreno religioso, Thomas resta in attesa delle autorità per il tempo e rilascia anche le sue generalità laddove debba essere ascoltato nei giorni a venire. Ha già deciso la sua versione che, tra l'altro, è quella condivisa anche con Jack. Lo sguardo torna alto, verso la torre ed il segreto che cela.
Furto al Museo - Resoconto di Chanel
News di Les Ombres de Bruges del 10/04/2015
Johan
Thomas
Willow
Ora inizio: 21.45
Ora fine: 1.41
Master fato: Chanel
Punti esperienza distribuiti: 30 a tutti i partecipanti.
In sintesi:
Johan, Thomas e Willow partecipano all'inaugurazione della mostra "La bellezza dell'Antica Grecia". La mostra è solo all'apertura delle porte quando alcuni camerieri, anticipando i tempi entrano nella sala portando flute di champagne per gli ospiti. Da sotto la porta chiusa alle loro spalle, inizia a filtrare del fumo bianco, un narcotico che farà perdere conoscenza alla maggior parte degli ospiti, trasportandoli nella dimensione onirica, dove si ritrovano con l'anima di uno dei camerieri, morto. Grazie alle loro capacità occulte, Johan e Thomas assistono impotenti a quanto accade nella sala del Belfort dove si trovano i loro corpi inermi. Un secondo cameriere e le guardie che presidiavano la porta, rubano uno degli oggetti in mostra, un manufatto di ben poco valore rispetto agli altri a disposizione, un aryballos, ovvero un vaso di terracotta utilizzato per contenere oli profumati.
Resoconto:
All'ingresso del Belfort, le locandine annunciano l'inaugurazione della mostra che celebra la bellezza del corpo umano nell'antica Grecia. Tutto è stato preparato con dovizia e cura nelle sale che si trovano al piano terra dell'edificio storico più importante della città. I visitatori vengono accolti nel cortile. Le porte delle sale infatti sono chiuse ed ai lati delle stesse stazionano guardie private, vestite in abiti scuri e con occhiali dalle lenti a specchio che impediscono di vedere i loro occhi che si muovono veloci sul luogo e chiunque oltrepassi gli archi che dalle strade adiacenti danno accesso al cortile interno, anch'essi sorvegliati. Tra le varie autorità presenti, qualcuno riconoscerà il sindaco, accompagnato da Genevieve, la figlia del proprietario del museo della tortura. Il direttore del MetroBruges è accompagnato invece da una collega giornalista. All'illuminazione interna del cortile data da lampade giallognole poste nei quattro angoli formati dall'incontro delle mura, si uniscono brevi lampi di luce bianca dovuti al flash di una macchina fotografica di un fotografo del MetroBruges, unico autorizzato a scattare istantanee del luogo e dell'evento.
Il campanile del Belfort ha da poco annunciato le ventuno e trenta, con nove rintocchi sordi seguiti da uno più acuto e breve, quando un uomo calvo e dall'età apparentemente di circa settant'anni, vestito con un completo grigio, camicia bianca, cravatta grigia ed un pullover con fantasia a rombi bianchi e bordeaux che si intravede sotto la giacca abbottonata, prende la parola, portandosi al centro del cortile e cercando di richiamare l'attenzione dei presenti.
"Signori, un attimo di attenzione per favore. Sono Hugo Larget, curatore della biblioteca comunale e socio fondatore insieme ad altri..." e così dicendo si gira e con ampio movimento del braccio, indica un gruppo di persone alle sue spalle, tra cui una donna anziana dallo sguardo severo "...del Circolo del Mecenate, un'associazione culturale di recente fondazione. E' con orgoglio che vi accompagnerò per questo viaggio che abbiamo organizzato per voi tra le bellezze dell'antica Grecia, che ci auguriamo sia la prima di tante iniziative dell'associazione, con il patrocinio dell'amministrazione comunale e del MetroBruges." Un cenno del capo da parte del curatore della biblioteca e le guardie aprono la prima sala adibita ad ospitare la mostra, quella sul versante nord-ovest dell'edificio e sotto l'occhio vigile di telecamere a circuito chiuso, la visita può avere inizio, mentre le luci nel cortile si abbassano così da non illuminare l'interno della stanza che gli ospiti si apprestano a visitare, immersa nell'oscurità quasi totale.
Hugo Larget e le autorità si uniscono a coloro che varcano la soglia della prima sala, porte che vengono richiuse con un chiavistello dall'esterno quando anche le guardie entrano al seguito dell'ultimo visitatore. Tra i primi ad entrare, Thomas, professore di storia recentemente entrato nella fazione dei Detentori del Tempo, Johan studioso d'arte e storia e discendente di un artista fiammingo e Willow, un'attrice canadese arrivata da poche ore in città e nella sala resta un gruppetto formato da non più di trenta persone. Nel buio solo qualche faretto illumina il pavimento perchè gli ospiti possano vedere solo dove mettono i piedi. I fasci di luce si interrompono quando incontrano i piedistalli e le basi delle vetrinette che ospitano le opere che solo in un secondo momento appaiono sotto i riflettori, sistemati ad hoc per enfatizzare i principi e gli ideali di bellezza dell'antica civiltà greca.
Il rappresentante dell'associazione culturale rimane ai margini della sala, accanto ad una vetrinetta sigillata in cui sono conservati alcuni reperti archeologici e lascia qualche attimo ai visitatori per guardarsi attorno prima di riprende la parola. "Permettetemi di illustrarvi i tre capolavori chiave della mostra, simbolo dei principi di bellezza e virtù, tanto cari agli antichi greci". Hugo Larget abbandona la sua posizione defilata e si avvicina a dei piedistalli che su cui si trovano le sculture che aprono la mostra. "Sono il Doriforo di Policleto, nella versione bronzea realizzata nel millenovecentoventi dallo scultore tedesco Georg Römer, la copia romana marmorea del Discobolo proveniente dalla Villa Adriana di Tivoli e l'Ilisso, il dio del fiume scolpito da Fidia per il frontone occidentale del Partenone. Partiamo con il Doriforo...". La vivacità nello sguardo dell'uomo svela il trasporto e l'entusiasmo con cui probabilmente a breve si appresterà a descrivere l'opera con dovizia di particolari, ma questo entusiasmo viene interrotto bruscamente quando un uomo in giacca e camicia bianca con pantaloni e papillon neri entra nella sala da una adiacente, spingendo un carrello coperto da una lunga tovaglia bianca, su cui sono appoggiati flute riempiti di un liquido frizzante dal color giallo tenue ed un paio di secchielli in argento con un paio di bottiglie di champagne all'interno, seguito da un altro, che spinge un analogo carrello. "Non era questo il momento...", pronuncia Larget con tono ostile verso il cameriere, per poi allargare le braccia, arrendendosi ai primi ospiti che si avvicinano ai carrelli e prendono un flute "Servitevi pure...", borbotta tornando tra le autorità, che alternano sguardi interrogativi tra i camerieri ed i loro orologi.
Thomas, Johan e Willow non gradiscono l'interruzione della presentazione e ne approfittano per avvicinarsi alle opere ed ammirarle da vicino. Solo Willow approfitterà dell'offerta del primo dei camerieri e prenderà dalle sue mani un flute di champagne prima di portarsi davanti ad uno dei piedistalli. La porta dalla quale sono entrati i camerieri viene richiusa da un terzo individuo, dall'esterno, mentre gli ospiti si avvicinano, prelevando uno o più flute, da consegnare poi a coloro che li accompagnano e nel frattempo danno rapide occhiate alle vetrine che contengono i vari reperti. Qualcuno dopo il prologo di Monsieur Larget si lamenta sottovoce del fatto di essere chiuso lì dentro, a subire una conferenza per ogni colpo di scalpello dato al marmo in cui sono scolpiti i capolavori, sotto lo sguardo attento delle guardie celato dagli occhiali con lenti a specchio. Tra un sorso di Champagne e l'altro, ecco del fumo bianco che inizia ad insinuarsi da sotto la porta chiusa della sala adiacente, iniziare ad avvolgere le caviglie dei primi ospiti ed innalzarsi velocemente verso i loro visi. Fumo che inizia a fluire anche da sotto i carrelli, da quello spazio celato dalla tovaglia. Il primo dei due camerieri rovescia gli occhi all'indietro e cade sul pavimento, con il corpo scosso da violente convulsioni, seguito da altri ospiti. "Tutti a terra! Presto!". E' la voce di una delle guardie ad alzarsi su tutte. In un attimo, il panico si diffonde ed alcuni cercano di raggiungere le porte chiuse dall'esterno su cui battono colpi, mentre le guardie compiono alcuni passi di corsa verso i carrelli. Il secondo cameriere, guarda attonito il collega e le guardie, quindi cerca scampo sotto il suo carrello, restando con solo le gambe piegate che spuntano da sotto la tovaglia. Il fumo bianco riempie presto la stanza e nessuno può esimersi dal respirare l'aria rarefatta, tranne le guardie che estraggono dalla tasca interna della giacca un paio di mascherine antismog con cui si proteggono le vie respiratorie, anche se in maniera molto blanda.
Dopo alcuni secondi di inazione, il fumo bianco brucia la gola e smorza il respiro. Gli occhi iniziano a lacrimare e nessun luogo nella sala può dare rifugio agli ospiti. Le urla di panico ed allarme sono state ben presto sostituite da rantoli e versi di dolore. Nessuna controfigura per Willow l'attrice canadese, che potrà però evitare di riportare troppi danni fisici, perchè come lei, Thomas e Johan, tutti coloro che hanno seguito il consiglio della guardia, si sono risparmiati una caduta, dato che nessuno è abbastanza resistente a quel gas che è costretto ad inalare, ad eccezione di Willow che resterà cosciente anche se provata ed impossibilitata a muoversi dalla posizione assunta. Thomas, che cerca comportamenti anomali tra gli ospiti, prima di perdere i sensi nota che nella confusione generale anche ospiti ed autorità rivoltano gli occhi all'indietro dopo essersi accasciati a terra, uno dopo l'altro ed altri visitatori sono in preda a convulsioni, sotto lo sguardo delle due guardie che si muovono fluidamente come se sapessero esattamente cosa fare per raggiungere il secondo carrello. Sarà forse frutto di addestramento, disciplina ed esperienza se riescono a mantenere quell'autocontrollo. Entrambe si guardano velocemente attorno e sollevano la tovaglia, sotto cui si infilano mentre le coscienze di tutti i visitatori tranne quella di Willow, si perdono nell'oblio, nella dimensione onirica.
Gli occhi di Johan e Thomas, come quelli di tutti i visitatori si chiudono nel momento in cui perdono conoscenza e quando li riaprono, avranno la sensazione che la coltre di fumo bianco all'interno della sala del museo si sia fatta più spessa, tanto da celare totalmente le pareti, le statue e le vetrinette. Quello che appare a loro poco dopo sono le pareti spoglie del Belfort e ombre indistinte. Solo grazie alle loro abilità occulte riescono a distinguere i tratti fisici delle coscienze di coloro che li circondano e contemporaneamente ciò che sta accadendo nel mondo reale, dove i loro corpi sono distesi a terra, insieme agli altri ed al centro della stanza tornano a stagliarsi le guardie, in abiti scuri, quando riemergono da sotto la tovaglia. Non hanno più la mascherina e gli occhiali, ma una maschera antigas recuperata da sotto il carrello. Il secondo cameriere che sembrava aver cercato riparo sotto la tovaglia emerge anch'egli con addosso una maschera antigas ed un'altra stretta nella mano destra, mentre la sinistra regge una borsa sportiva nera che consegna ad una delle guardie. "Quell'imbecille..." mormora il cameriere, avvicinandosi al collega che lo precedeva, svenuto sul pavimento. "Si crede tanto furbo... avrei voglia di lasciarlo qui a crepare". Si rivolge alle guardie che intanto vanno verso il gruppo di autorità caduto ai piedi di una delle vetrinette che contiene manufatti antichi e pur lamentandosi, il cameriere infila la maschera antigas al collega, che rimane comunque esanime. Willow nella sua apparente incoscienza potrà sentire distintamente quanto sta accadendo attorno a sè. "Cosa succede?"... La voce che parla è quella di un uomo, o meglio della sua anima che si trova nella dimensione onirica, in quella sala vuota circondata da pareti di pietra dove si trovano Thomas e Johan. E' una voce allarmata, che tutti potranno udire ma di cui nessuno a parte Thomas e Johan potrà vedere il viso. "Dove siamo? , pronuncia ancora l'ombra ma nessuno sembra essere in grado di rispondere.
Nel mondo reale, sotto lo sguardo di Thomas e Johan, le guardie raggiungono l'angolo in cui si trovano le autorità, ma non le degnano di uno sguardo. Quello che vogliono evidentemente è altro. La borsa sportiva viene appoggiata a terra ed alcuni strumenti vengono estratti dal suo interno. Il fumo si sta lentamente diradando ed una delle guardie lancia una bomboletta di vernice spray al cameriere mentre una la trattiene per sè. "Cosa è stato?", pronuncia allarmata la guardia che tiene in mano la bomboletta spray, ma non si muove. Ha percepito dei movimenti da parte di Willow e poche sillabe sussurrate. A nulla serve il fazzoletto che la donna teneva nella mano e con cui cercava di ripararsi il naso e la bocca, ma la sua coscienza è vigile, capace di affidarsi solo all'udito, seppur i suoni le provengano come da un sogno. Con questo unico senso a sua disposizione può percepire i movimenti e le voci di coloro che sono svegli, così come il suono degli spruzzi di vernice che vengono diretti verso gli obiettivi delle telecamere alle quali si avvicina il cameriere. La vernice impedisce la trasmissione delle immagini di quanto sta avvenendo in quella sala ed in quella adiacente, nell'area a sud ovest del Belfort, fino ad allora invase gas fumo bianco. "Cosa vuoi che sia stato? Abbiamo spruzzato gas paralizzante in dosi da elefante... non fare la mammoletta. Non abbiamo tanto tempo...". E' il cameriere che parla e si gira in direzione di una delle guardie che si adopera per aprire la vetrinetta. Nel momento in cui Thomas e Johan guardano la fonte della voce nella dimensione onirica, potranno vedere il cameriere che spingeva il primo carrello che si guarda attorno, con espressione terrorizzata. "Io... non dovrei essere qui...", pronuncia allarmato ma la sua voce si smorza quando le mattonelle del pavimento attorno ai suoi piedi iniziano a muoversi, sollevandosi, e la terra affiora sotto di essa spinta da qualcosa che preme per emergere. Il cameriere riceve parole sprezzanti da Thomas, che nel frattempo insieme Johan ragione su come potrebbero intervenire in quella situazione, per portare l'attenzione di coloro che si trovano all'esterno del Belfort, su quanto sta accadendo.
All'improvviso, nella sala del Belfort, finalmente risuona l'allarme che Willow ed i due uomini nella dimensione onirica si auguravano di sentire, si innalza a rompere il silenzio irreale in cui la sala era sprofondata. La donna sentirà passi concitati ed il rumore di ruote sulle mattonelle della pavimentazione. Thomas e Johan hanno portato la loro attenzione sul cameriere che guarda allarmato verso il basso, dove la terra viene spinta verso l'alto. Ad un primo sguardo ciò che emerge appaiono come dita nere ma nel procedere, queste sembrano smaterializzarsi in fumo nero. Uno scatto fulmineo e le mani di fumo nero escono dal terreno ed afferrano le caviglie della coscienza del cameriere che inizia ad agitarsi. L'urlo di terrore dell'uomo si alza nella dimensione onirica, quando inizia a sprofondare... "Aiutatemi!", urla allungando le mani verso Johan e Thomas, che però rimangono quasi del tutto indifferenti alla sua richiesta. Thomas ha intuito che la dimensione onirica richiede un tributo e quel tributo sarà l'anima nera del ladro e Johan ritira le mani che aveva istintivamente allungato alla richiesta di aiuto. Nel mondo reale, le porte del Belfort vengono aperte e fanno irruzione i soccorsi. Poliziotti con maschere antigas e giubbotto antiproiettile che brandiscono pistole. Gli agenti controllano la situazione, poi danno il via libera al personal emedico, che entra con le barelle, pronto a portare via i visitatori svenuti, partendo, ovviamente dal sindaco e dalle autorità del posto. Tra i primi ad essere soccorsi, anche Willow, Thomas e Johan, ancora incoscienti anche quando una maschera di ossigeno viene posta sui loro visi. Thomas, nella dimensione onirica si avvicina alla vetrinetta rimasta aperta e sarà facile per lui notare uno spazio vuoto in corrispondenza di un biglietto su cui sono stampati i caratteri "aryballos, vaso utilizzato per contenere oli profumati. Veniva utilizzato dagli atleti durante i loro allenamenti...". La coscienza del cameriere è stata reclamata dalla terra della dimensione onirica, in cui è sprofondata inesorabilmente tra le urla di terrore che vengono soffocate ed infine tacciono quando l'uomo scompare totalmente. I soccorsi vengono seguiti da una donna in borghese che si avvicina ad ampie falcate alla vetrinetta aperta. Il sistema di allarme è scattato in ritardo e le guardie ed il cameriere si sono dileguati, insieme al corpo esanime del loro complice ed ai carrelli, di cui rimangono solo i flute rovesciati a terra e finiti in frantumi. "Che diamine...", impreca la donna con vero stupore nella voce, nel constatare cosa, tra i tanti oggetti preziosi, sia stato trafugato. Il soccorritore che si prodiga per Willow rimane esterrefatto nel constatare che la donna si riprende quasi immediatamente e sembra avere riportato alcuna conseguenza grave dall'inalazione prolungata di quel gas. "Com'è possibile?", chiede osservando la canadese e poi volgendo lo sguardo verso uno dei poliziotti più vicini, che si avvicina a Willow. "Signorina, favorisca un documento. Abbiamo molto di cui parlare e spero per lei che non abbia una parte in tutto questo. Se dovessero esserci dei morti, è in guai seri...", chiaro che la facilità con cui Willow si dimostra subito vigile, nonostante tutto, porti ad avere sospetti su di lei e la donna vedrà lo sguardo accusatore del soccorritore e del poliziotto posarsi su di lei. La canadese dimostra carattere nel respingere le accuse del poliziotto che nel frattempo esamina i documenti di Willow, alternando lo sguardo tra il passaporto ed il viso della ragazza, mentre il soccorritore cerca di esaminarle gli occhi, visibilmente arrossati e sintomo di un'intossicazione a cui la donna si è dimostrata resistente. Thomas e Johan nel frattempo si risvegliano e nel tornare non ricorderanno nulla di quanto accaduto nella dimensione onirica, così come gli altri visitatori. Willow rimane l'unica testimone di quanto avvenuto nella sala chiusa del Belfort.
Stasera Quest Mecenati Artefatti Maledetti
News di Les Ombres de Bruges del 09/04/2015
Si tratta di un evento apparentemente ordinario che aprirà scenari che coinvolgeranno tutti i gruppi attualmente attivi (Politie Brugge, Mano Nera, Loggia Massonica, Detentori del Tempo).
Pulizia
News di Les Ombres de Bruges del 08/04/2015
Ringraziamo tutti indistintamente per la visita.
99° Giro delle Fiandre
News di Les Ombres de Bruges del 04/04/2015
La domenica di Pasqua, al via il Giro delle Fiandre 2015 con due muri in più.
Il percorso è stato svelato ufficialmente nel Novembre scorso. La partenza del "Ronde van Vlaanderen 2015" sarà come sempre da Brugge, mentre l'arrivo sarà a Oudenaarde. I muri passano da 17 a 19 con gli ultimi 150 chilometri uguali. L'intero percorso da Bruges a è lungo 264,9 km (contro i 259,1 dell'ultima edizione vinta da Fabian Cancellara, al terzo successo alla Ronde). Le nuove salite sono il Tiegemberg e Berendries. Il Tiegemberg è al chilometro 87,3, il Berendries al chilometro 171,1. Rimane comunque il Koppenberg, 14esimo muro al km 220,3, la salita sulla quale sono puntati tutti gli occhi e le attenzione in chiave di vittoria: un'ascesa di 600 metri con pendenza media del 11,6%, e una pendenza massima del 22%).
Ecco i muri della Ronde 2015
1. Km 87,3 Tiegemberg
2. Km 112,9 Oude-Kwaremont (con pavé)
3. Km. 123,2 Kortekeer
4. Km. 130,7 Eikenberg (con pavé)
5. Km 133,8 Wolvenberg (Km 133,9 Ruiterstraat prima sezione di pavé) (Km 137,8 Kerkgate seconda sezione di pavé) (Km 139,8 Holleweg terza sezione di pavé)
6. Km 146,5 Molenberg (pavé) (km 151,5 Paddestraat quarta sezione di pavé) (Km 164 Haaghoek quinta sezione di pavé)
7. Km 167 Leberg
8. Km 171,1 Berendries
9. Km 176,4 Valkenberg
10. Km 187 Kaperij
11. Km 194,4 Kanarieberg
12. Km 210,3 Oude-Kwaremont (con pavé)
13. Km 213,7 Paterberg (con pavé)
14. Km 220,3 Koppenberg (Km 224 Mariaborrestraat sesta sezione di pavé)
15. Km 225,7 Steenbeekdries
16. Km 228,2 Taaienberg (con pavé)
17. Km 238,4 Kruisberg (con pavé)
18. Km 248,2 Oude-Kwaremont (con pavé)
19. Km 251,7 Paterberg (con pavé)
Mai come quest'anno il Giro delle Fiandre, la Corsa dei muri in programma il giorno di Pasqua, si presenta così incerto. Ad ampliare il lotto di favoriti la concomitante assenza di due specialisti del calibro di Fabian Cancellara e Tom Boonen, vincitori delle ultime tre edizioni della mitica corsa belga, che quest'anno taglia il traguardo delle 99 edizioni. Ma anche il fatto che, fra i partecipanti, nessuno sembra possedere qualcosa più degli altri.
Tra i corridori da seguire con maggiore attenzione il gallese del Team Sky, Geraint Thomas, terzo alla recente Gand-Wevelgem vinta da Luca Paolini, già messosi in luce alla Milano-Sanremo, dove fu protagonista di un attacco prima del Poggio. Al suo attivo il successo ad Harelbeke. La sua condizione di forma è apparsa invidiabile. Come del resto quella esibita dal ceco Zdenek Stybar, campione del mondo di ciclocross 2014 e sempre fra i protagonisti negli inferni del nord. Ad Harelbeke è stato fra i migliori e potrebbe rappresentare una valida alternativa per il successo finale.
Alla Etixx-Quick step fanno molto affidamento sull'olandese Niki Tersptra, vincitore dell'ultima Parigi-Roubaix, corridore avvezzo alle sfide dure. Alla Gand-Wevelgem è stato battuto solo da un Paolini stratosferico. Da seguire i belgi Greg Van Avermaet (Bmc), secondo l'anno scorso dietro Cancellara, e Sep Vanmarcke, della Lotto-Jumbo. Anche loro cercheranno di trovare la vittoria nell'uovo di Pasqua.
La "classica delle pietre e dei muri" in Belgio sarà trasmessa in diretta tv [//su Rai Sport 1 dalle ore 12.10 con passaggio anche su Rai 3 intorno alle ore 14.30] ed sarà visibile anche in diretta streaming [//su Rai.tv].
Nella giornata di Pasqua, le piazza del Burg sarà transennata e verrà allestito il podio di presentazione degli atleti, che dovranno presentarsi alla consueta "cerimonia della firma" prima di poter prendere il via.
Gran parte della zona del centro sarà ugualmente transennata e chiusa al traffico automobilistico.
Sculture di ghiaccio andate a fuoco - Epilogo
News di Les Ombres de Bruges del 03/04/2015
Devon Laurent, incaricato dall'Amministrazione Comunale di Bruges di esaminare le sculture destinate alla mostra dello scorso Natale, è stato convocato in Questura.
Dalla sua testimonianza e da quella degli artisti che hanno scolpito le statue andate a fuoco, è emerso che il loro unico comune denominatore era il ghiaccio, fornito da un'unica azienda.
Le indagini chimiche su alcuni campioni, hanno rilevato all'interno di alcuni blocchi di ghiaccio commercializzati da tale fornitore, forti concentrazioni di metano che a contatto ravvicinato con le fiaccole del giocoliere in piazza del Markt e con le fiamme libere utilizzate per sciogliere le sculture al termine dell'esposizione, ha preso fuoco, causando il rogo che ha consumato le sculture e ferito i lavoratori impiegati nel tendone dell'esposizione (uno dei quali deceduto in ospedale).
Il caso è stato chiuso dalla Politie.
Quest introduzione Mecenati Artefatti Maledetti
News di Les Ombres de Bruges del 02/04/2015
Essa avrà inizio con un evento apparentemente ordinario che aprirà scenari che coinvolgeranno tutti i gruppi attualmente attivi (Politie Brugge, Mano Nera, Loggia Massonica, Detentori del Tempo).
Di seguito, la notizia d'agenzia pubblicata nell'apposita bacheca on game.
Notizia d'agenzia
La Bellezza dell'Antica Grecia
Centocinquanta capolavori, scelti per rappresentare il concetto di armonia del corpo nato nell'antica Grecia, ma anche per raccontare come questo ideale abbia influenzato l'arte in ogni tempo. E' per questo che il Belfort ha deciso di aprire i battenti della grande mostra intitolata "La Bellezza dell'Antica Grecia". Nell'esposizione temporanea verrà esposta una carrellata di pezzi unici che mettono al centro e celebrano la bellezza del corpo umano.
Chi pensa che la scelta sia un appiattimento culturale, non considera che i greci pensavano la bellezza come una dote fisica e psichica, era anche una questione morale, all'armonia esteriore doveva corrispondere quella interiore. "In questo senso la loro idea si può riassumere con la frase Kalos Kagathos, vale a dire bello e buono", spiega il curatore della biblioteca comunale, Hugo Larget ed uno dei soci fondatori della Associazione Culturale Circolo del Mecenate, che ha organizzato l'evento con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Bruges e del MetroBruges.
Tra i capolavori in mostra ci saranno sei sculture di Fidia appartenenti al Partenone, fianco a fianco con il Torso del Belvedere in prestito da Musei Vaticani, ma anche l'atleta nudo rinvenuto nel mar Adriatico nel 1999, e la scultura di Fidia Ilissos, in dialogo con la copia romana del perduto Discobolo di Mirone. Ma accanto ai gruppi scultorei, che già da soli incarnano l'apice dell'armonia greca, ci sono anche oggetti, terrecotte, opere in bronzo e vasi per raccontare il mondo e il contesto in cui queste creazioni hanno visto la luce. L'obiettivo della mostra è quindi proprio quello di immergere lo spettatore in un mondo sospeso, etereo ma tuttavia solido della bellezza antica.
http://ombresbruges.altervista.org/Quest/LocandinaMostra.jpg
Circolo del Mecenate
News di Les Ombres de Bruges del 01/04/2015
Questa associazione non è altro che una copertura del gruppo di gioco Mecenati degli Artefatti Maledetti, così che sia più semplice il contatto in on tra studiosi ed appassionati d'arte, storia ed archeologia con l'organizzazione segreta che ha lo scopo di trovare (o scambiare/comprare dalle fazioni esoteriche) e custodire artefatti magici che verranno introdotti in ambientazione attraverso apposite quest.
Potranno far parte dell'Associazione anche cittadini di Bruges che non intendano far parte dell'organizzazione segreta, attraverso tesseramento annuale.
L'Associazione Culturale può in autonomia organizzare mostre, convegni ed iniziative di vario titolo in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Bruges (Gestione), con esercizi pubblici e commerciali e privati.
In on l'Associazione ha un proprio sito internet per essere facilmente rintracciabile da tutti gli interessati (in bacheca on Siti Internet Aziendali) dove verranno poi comunicate tutte le iniziative promosse dall'Associazione
Di seguito riportiamo quanto scritto nella homepage del sito (thread introduttivo).
"L'Associazione Storica e Culturale Circolo del Mecenate si propone di perseguire la finalità di favorire lo sviluppo della Cultura Storica, Artistica e Letteraria, sotto ogni aspetto possibile ed ipotizzabile. Pertanto l’Associazione intende offrire in generale a Tutti i soggetti interessati, nonchè ai suoi Soci in particolare, l'erogazione di servizi, facilitazioni, consulenze, iniziative, promozioni, convegni, congressi, tavole rotonde, interventi sui mezzi di comunicazione di massa, pubblicazioni anche periodiche su carta e su supporti magnetici (CD, DVD e simili), ricostruzioni storiche ed ambientali, spettacoli teatrali, viaggi ed escursioni anche turistiche su luoghi ed itinerari storici rilevanti, mostre, manifestazioni, concorsi, dibattiti, corsi di preparazione e di formazione e quant'altro ancora sia conforme o comunque almeno compatibile con l'oggetto sociale.
Come tale, l'Associazione si pone come strumento di collaborazione, di sostegno e di completamento, con i Poteri Pubblici, offrendo agli Enti Pubblici, anche Territoriali ed agli Enti Privati i propri servizi citati per migliorarne il rapporto con gli Utenti.
L'Associazione sviluppa inoltre una propria cultura dell'attività predetta e del relativo impegno sociale.
L'Associazione può anche avere relazioni culturali e sociali con altre Associazioni al solo fine di stimolare lo scambio di opinioni e la collaborazione nello sviluppo delle finalità associative.
Il Patrimonio dell'Associazione è costituito dai liberi conferimenti dei Soci e dagli eventuali contributi di tutti gli altri soggetti, pubblici e privati che vogliano concorrervi.
Sono previste assemblee dei Soci al fine di pianificare l'attività dell'Associazione Culturale o promuovere iniziative in ambiti compatibili all'oggetto sociale.
Possono fare richiesta di associazione ordinaria tutti coloro che si identificano nell'oggetto sociale sopra riportato."
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