News e Annunci Les Ombres de Bruges
Un lamento nel buio - Ricerca di Angelique
News di Les Ombres de Bruges del 25/05/2015
Prequel per la giocata di ricerca (non richiesto, ma ormai adoriamo fare i riassunti):
Ange e Jack si trovano al pub. Lui ha rivisto la scena della dimensione onirica, passando davanti al bar del viale. Ange, invece, ha ricevuto degli appunti da Angelique, che ha avuto una visione anch'ella, a seguito d'una voce udita nel gruppo che accompagnava, ben simile a quella del mostro. Entrambi non rammentano più molto, ma Ange ha gli appunti e Jack, prima di scordare il tutto, ha disegnato gli strumenti del maniaco. Strumentazione vecchia di cinquant'anni. Questo restringe il periodo. Forse puo' aiutarli, sapere come la stava uccidendo. Ange chiede a Jack di raggiungere Angelique al museo per cercare di nuovo con lei, nell'archivio informatico delle vecchie testate giornalistiche. E' un tentativo necessario...ormai sanno che tornerà.
Opportunità di lavoro a Bruges
News di Les Ombres de Bruges del 24/05/2015
Si cercano Agenti.
HOSPITAAL
Si cercano Tirocinanti, Infermieri, Medici.
METROBRUGES
Si cercano Giornalisti, Fotografi, Grafici.
CASINO' E NIGHT CLUB
Si cercano Intrattenitrici, Ballerine, Figuranti di sala, Baristi, Buttafuori, Camerieri
ESERCENTI E COMMERCIANTI
Per licenze di negozi e locali.
Serata al casinò
News di Les Ombres de Bruges del 22/05/2015
Inaugurazione casinò - spoiler
News di Les Ombres de Bruges del 21/05/2015
Speriamo inoltre che la serata apra un nuovo scenario che possa interessare soprattutto gli interessati al gioco malavitoso.
Nuovi spunti dagli articoli del MetroBruges
News di Les Ombres de Bruges del 20/05/2015
Per questa uscita la redazione propone tre articoli, due dei quali di cronaca reale di Bruges, al fine di offrire nuovi scenari in cui far muovere i personaggi (una mostra allestita nelle sale del Belfort, la triennale che apre oggi a Bruges ed uno spunto per stare in compagnia nei locali della città). Ecco i titoli degli articoli di questo numero:
- Bruges, città sopravvissuta alla Grande Guerra;
- Arte, la Triennale di Bruges riflette sull'urbanizzazione globale;
- La raclette di moda anche a Bruges.
Il MetroBruges ricorda che è alla ricerca di giornalisti, fotografi, grafici, stagisti, in un contesto che offre svariati spunti di investigazione e ricerca.
Resoconto Il Saint Eustace in gita - Ep. 4
News di Les Ombres de Bruges del 19/05/2015
Partecipanti: Aika e Esther
Master Fato: Camiel
Data: 14/05/2015
Ora inizio - fine: 21.39 - 0.38
Le due donne, le uniche che hanno avuto da sempre un rapporto ravvicinato con l'orfanotrofio e le sue entità ed anche un po' di coraggio per seguirne le vicende si ritrovano in "sogno".
Un ambiente ignoto, un locale caldaie sotterraneo, mai visitato prima da entrambe. Ciò che sanno è di non essere sole, di fatti, mentre si interrogano sul da farsi, su una delle basse finestre appena sotto al soffitto (su livello strada) lentamente appaiono due parole nelle lingue del belgio dallo stesso significato "Dimenticare".
La porta del locale si apre in un corridoio dove c'è un telo dietro il quale dei bambini paiono giocare con alcuni balocchi. Ma non tutto il tratto è illuminato e, dopo essersi fatte l'ennesima infusione di coraggio, cercano di avvicinarsi. E' proprio in quel tratto illuminato che vengono trattenute da una sorta di volontà che tenta di non far loro raggiungere il telo da gioco e quello che c'era dietro.
Lì si palesa l'entità che più rifuggiva la loro presenza e che in precedenza le aveva cacciate dall'orfanotrofio lasciando loro solo l'accesso al giardino incolto. La suora fornisce loro alcune spiegazioni sulla sua presenza e quella degli spiriti dei bambini all'interno dell'orfanotrofio abbandonato da tempo, lasciando qualche traccia che fa comprendere alle due ragazze che non tutto è come sembra.
Solo il tempo di guardare una vecchia foto ed il contatto finisce lasciando le due donne al proprio sonno (o non sonno dipende dai punti di vista).
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Note del master per Aika ed Ester.
Cosa ricordate: Se vi incontrate potrete aver accesso a quel ricordo comune, altrimenti solo a dei flash che vi vedono insieme in un posto ignoto, oltre alle parole dell'entità.
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La quest non è stata molto difficile, anche se un po' particolare. Entrambe le giocatrici non hanno demeritato e si sono comportate consonamente all'ennesima situazione irrazionale :P. 20 px
Riepilogo Fato Aprile 2015
News di Les Ombres de Bruges del 18/05/2015
Estemporanea per eventuale affiliazione alla Mano Nera di Chanel (01.04.2015)
L'invocazione a Jeruzalemkerk, quest di Esther (07.04.2015)
La bellezza dell'antica Grecia (Furto al museo), quest di Chanel (09.04.2015)
Cluedo live party, evento di Esther (13.04.2015)
Il valzer dei mostri, estemporanea di Ester (16.04.2015)
Il boss della Mano Nera, estemporanea di Chanel (17.04.2015)
Canto di morte, quest di Chanel (18.04.2015)
Il sogno di Aika, estemporanea di Chanel (20.04.2015)
Johan ed il Circolo del Mecenate, estemporanea di Chanel (22.04.2015)
Visioni al pub - Resoconto estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 16/05/2015
Data: 11/05/2015
Chat : Pub
Master Fato: Esther
Punti esperienza distribuiti: 20 ad entrambi i partecipanti
Ora inizio: 22.27
Ora fine: 00.00
Partecipanti:
Aika
Darius
La serata è partita come sempre parte al Pub Du Phare. Buona musica di sottofondo, luci calde e soffuse in tutto l’ambiente, odore di buon cibo, birra e tanto, tanto, legno scuro invecchiato. Dalla cucina esce il tipico odore dell’olio fritto, usato nella preparazione delle famose patatine belga. Il locale è decentemente pieno, anche se la comitiva più numerosa e rumorosa si trova nella piccola saletta secondaria del locale, adibita per lo più a feste e prenotazioni private. Dalla porta socchiusa escono risa e ciarle allegre, che si diffondono nella sala principale semi-vuota. In quest’ultima si sono appena accomodati allo stesso tavolo Aika e Darius, un inglese appena arrivato in città. L’arrivo dell’uomo distrae Aika, che fino a poco prima era immersa nei suoi pensieri e fissava insistentemente e finestre del Pub. La serata serena fa presto posto ad una fitta nebbia, si fa sempre più densa fuori dalle finestre del locale. La nebbia tipica di Bruges. Fittissima, bianco candida. Come se una nuvola maestosa avesse sbagliato mira e si fosse schiantata contro la terra. Le luci, all’inizio, sfarfallano solo un poco. Dando qualche piccolo segno di cedimento, che il proprietario del pub subito scambia per un sovraccarico di elettricità, dovuto agli elettrodomestici della cucina. Tanto che urla attraverso il locale di spegnerne qualcuno, facendo precedere le sue parole da un acuto fischio. Gli addetti alla cucina non hanno il tempo di rispondergli che le luci sfarfallano più vistosamente fino a far precipitare l’intero locale in un buio pesto che ha dell’innaturale. La prima sensazione che provano i clienti del locale è il freddo, ben lontano dai diciassette gradi esterni. Un freddo umido che penetra fin dentro le ossa, come se la nebbia esterna avesse invaso l’interno del locale.
Improvvisamente il tono sarcastico che la giapponese stava usando nel parlare con Darius diventa frammentato, quasi avesse difficoltà a continuare quella sorta di provocazione gratuita e lo sguardo va oltre l’uomo, fermandosi a lungo sulla finestra, vedendo ancora una volta quella foschia che si fa intensa, fin a diventare nebbia fittissima e bianchissima, quasi un manto sulle strade > Dio.. no.. < dice spostando gli occhi sul suo interlocutore > Se.. voleva sapere qualcosa sulle usanze di Bruges… Io spero sia preparato ad affrontare il peggio.. < La voce trema e lei lo mette in guardia poco prima salti la corrente e il locale si trovi al buio più completo. Aika allunga la mano per cercare quella maschile, o anche il suo braccio e intimargli di non andarsene e fidarsi di lei.
Darius non vede nell’interruzione di corrente un evento così eccezionale e farebbe per continuare i loro discorsi, ma la reazione della ragazza sembra attirare ancora di più la sua attenzione. La mano sinistra che fino a poco prima era sul tavolo libera e disinvolta, adesso è preda della presa di lei. Sussulta. > Cosa succede? < le domanda stranito, quando comincia a percepire il freddo umido, che percorre la sua schiena e la sua pelle, tanto da procurargli un brivido iniziale.
Il proprietario impreca forte e molti clienti si domandano stupiti che cosa stia avvenendo, augurandosi che la luce ritorni il prima possibile per poter continuare le loro attività. Ma, tutti questi suoni arrivano alle orecchie di Darius e Aika come ovattati, spenti. Come se una qualche divinità lontana e capricciosa avesse deciso di giocare con il volume del suo stereo preferito. Malgrado dalle finestre del locale filtri appena la luce giallognola dei pochi lampioni che corrono lungo la strada, Aika e Darius non riescono a vedere nient’altro che buio intorno a loro. I rumori ovattati di prima mano a mano si affievoliscono fino a sparire del tutto, lasciandoli con la sensazione che il tempo si sia fermato. Passano una quantità di secondi indefinibile in quel buio e in quell’assordante silenzio. Fino a quando delle immagini cominciano a dipanarsi nel buio, all’inizio sfocate e lontane e poi via via sempre più vicine e nitide. Non possono smettere di guardare, anche se girassero la testa, si ritroverebbero sempre le stesse immagini davanti agli occhi. La prima sequenza inizia con una strada di terra battuta e una carovana, una carovana di uomini sporchi, vestiti di tuniche stracciate. Queste immagini non sembrano provenire dal nostro tempo, ma da un tempo molto più remoto. Dei cavalieri a cavallo li spingono e li costringono a camminare. Sempre più avanti, anche se non si vede la loro destinazione. La visuale si abbassa sulla terra battuta sotto i prigionieri. I loro piedi vi hanno dipinto un’infinità di croci di sangue. La prima visione piano piano sfuma e tutto ritorna nero, ma non passano molti secondi prima che appaia una macchia chiara, sul fondo, che piano piano si avvicina, seguendo lo stesso rito della sequenza precedente. Si delinea il corpo di un uomo completamente nudo, appeso per le braccia. Lui sembra illuminato da un fuoco poco distante, anche se l’ambiente in cui si trova è quasi completamente buio, si intravedono appena una lontana parete di pietra e delle panche appoggiate ad essa. L’uomo ha i capelli lunghi fino alle spalle, di un colore scuro e una folta barba sul volto e urla. Urla più forte che può, invocando pietà. Altri due uomini appaiono, con lunghe vesti scure e il volto coperto da una maschera e gli girano attorno, come avvoltoi, in silenzio. All’improvviso cominciano a pugnalarlo e continuano, e continuano, e continuano, mentre l’uomo urla con tutto il fiato che ha in gola.
Aika non trova parole per spiegarsi e probabilmente ogni parola adesso è superflua. L’ha avvisato, gli ha detto di stare al tavolo con lei e quella stretta alla mano sinistra maschile è più una costrizione e imposizione che un atto di gentilezza. Teme il peggio per l’uomo a livello emotivo e benché lo dimostri in malo modo, la sua è solo premura. Uscisse fuori, lasciasse il Pub sarebbe peggio, di questo è convinta lei. Qui almeno sono in mezzo ad altre persone, qui non sono soli, potesse mai servire a qualcosa. Il respiro della ragazza si fa più marcato, quasi volesse sopperire alla paura irrazionale con la respirazione e il controllo del corpo, una sorta di meditazione che è alla base della sua cultura. Ma è quel contatto fisico l’unico scambio che i due possono concedersi perché tutto attorno diventa un suono di voci sempre più ovattate, fino a sparire del tutto dalla percezione auditiva. Silenzio, gelido e assordante come poche cose al mondo. La giapponesina si trattiene dall’urlare, si morde le labbra e in un momento di lucidità stringe ancora di più la mano di Darius proprio per fargli sentire la sua presenza. Ma non è sufficiente. Quel bagliore iniziale diventa sempre più intenso e delle immagini scorrono sotto i suoi occhi. prova a chiuderli, il risultato non cambia: una carovana e uomini scalzi su una strada battuta e poi un uomo nudo torturato. Non ha la forza di parlare inizialmente, ed è quasi di botto che alle urla dell’uomo risponde urlando a sua volta > Basta! Smettetela di fargli del male, cosa vi ha fatto! < Proprio come nella dimensione onirica, proprio come per la vicenda dell’orfanotrofio instaura un dialogo coi morti e le presenze, in un tentativo disperato di far cessare tutto.
Al contempo, gli occhi di Darius si muovono in diverse direzioni quasi impazziti da quell'oscurità che avvolge il tavolo e l'intero locale. Le voci della clientela lentamente si affievolisce e la cosa lo stranisce ancora di più guarda verso la ragazza, ma anche questa sembra come divorata dall'oscurità mentre ogni cosa sembra calare in un silenzio inverosimile. Sente solo la mano di Aika che continua a stringerlo con una forza abbastanza sostenuta. Forse capirà qualcosa in questo modo. Il buio diventa luce, come da un proiettore delle immagini vengono osservate, ovunque nella stanza, ovunque attorno a loro > Ma è uno scherzo! < pronuncia incredulo, tra uno scossone di brivido e di timore, perchè timore c'è dentro di lui. e quelle immagini vengono osservate, da spettatore in un cinema, osservando quei cavalieri e quei monaci in carovana. Poi la scena cambia e la presa dell'altra sulla sua mano ancora sentita con maggior forza. Resta silente, però, adesso, continuando ad osservare, cercando di capire il fine ultimo di quello che i suoi occhi stanno vedendo. Che sia un fattore estraneo o forse una droga nell'aria o nella birra, non ne ha idea, ma lascia che la visione continui, cercando di resistere quel timore dell'ignoto di quello che accade, passando anche la mano destra adesso sulla mano della giapponese, cosi che anch'ella sentisse la sua presenza
L’uomo nudo della visione intanto, urla, urla finchè ne ha il fiato, fino a quando uno dei due pugnali non gli trafigge la gola. Rimane lì appeso per le braccia, senza vita. Una sacca di carne e sangue. La visione sfuma di nuovo in nero, ma un’altra compare subito a far le veci della precedente. Questa volta si trovano in un circo, un circo errante, come quello che ogni tanto passa per Bruges, solo che qui non ci sono luci elettriche o videosorveglianza. Le donne indossano ampie lunghe gonne e crinoline, gli uomini, eleganti completi di sartoria. Passando davanti a delle gabbie, gabbie di ferro, le cui aste sono state imbottite per qualche motivo. Dentro non vi sono animali, ma uomini e donne e bambini. Persone nate deformi, o affette da nanismo, c’è persino una coppia di gemelle siamesi. C’è molta calca tra il pubblico, sia giovani che meno giovani. Persino delle famiglie con bambini. Uno di questi, un ragazzetto col viso paffuto rigonfio dell’arroganza di chi non ha mai avuto un problema in vita sua, si avvicina ad una delle gabbie, occupata da un ragazzo poco più grande, in catene, molto magro con il viso deforme. > Guarda padre, guardami! Ahahahah è orrendo! Ma perché li fanno vivere, padre? Ahahah meriterebbero di morire tutti! < La risata del bambino presto si trasforma in un rantolo di puro terrore quando un paio di piccole e tozze mani gli stringono la gola da dietro le sue spalle, soffocandolo, mentre tutto attorno non si sentono che urla e scalpicci di piedi. La sequenza si interrompe bruscamente, senza completarsi. Nel buio assoluto si sentono solo dei respiri affannati, femminili, un piccolo urlo e, a seguire, una serie di tonfi sordi. Poi, nessuna visione, solo un’immagine. Una giovane ragazza bionda, caduta in un fosso di schiena, immobile, con abiti moderni. Il buio cala di nuovo sulle loro menti. > Ai-aiuto… < una voce femminile sussurra alle loro orecchie per poi scomparire nell’oscurità.
Nessuno risponde ad Aika e lei tace, obbligata ancora a vedere quelle orribili visioni che non lasciano scampo. L’uomo nudo viene trafitto alla gola, pugnalato e lei piange, sfinita da tutta quella barbarie e crudeltà. Le immagini sono forti e per quanto la donna abbia carattere, riuscire a mantenere lucidità in situazioni del genere non è semplice. Non ha la forza di parlare, singhiozza appena, ma non lascia per nessun motivo la mano di Darius, perché è l’unico legame con la realtà o meglio con al dimensione in cui si trovano loro a Bruges, quella in cui abitualmente vivono. Poi, si sussegue rapidamente una visione successiva dopo il buio, l’atmosfera circense, gabbie che non contengono animali ma uomini, donne e bambini deformi. Lentamente lei si alza, scosta la sedia ma non si sposta dal tavolo, è un gesto impulsivo il suo, dettato dall’istinto. Per come vede lei le cose è una spettatrice fin troppo vicina a ciò che vede. così, il suo alzarsi è andare incontro al bambino che deride l’altro nella gabbia, seppure resti ferma, limitandosi a spostare soltanto il busto in avanti > Basta… Vi prego, basta < Che si riferisca al far finire le visioni oppure alle prese in giro del bambino nei confronti di quello che è all’interno della gabbia è irrilevante, perché la risata si prolunga fino a trapanare le orecchie e lei rimane impietrita a sentire quel rantolo dovuto allo strangolamento. Ed è adesso che le visioni finiscono e lei coglie un’immagine molto più nitida e non sbiadita dal tempo. Sembra attuale, sembra che la ragazza caduta di schiena in un fosso sia un accadimento recente, un qualcosa di capitato da poco non sa spiegarselo. E alla sua richiesta di aiuto, prima che tutto finisca, lei risponde. > Sono qui, anima senza riposo..
Il cuore di Darius batte forte nel suo petto, mentre continua ad osservare quella scena che si pone davanti ai suoi occhi. quell'uomo continua ancora a gridare e soffrire tramite le pugnalate che poi raggiungono la sua gola fino ad ucciderlo completamente. sospira, rapidamente ed ansioso, con il cuore che sale in gola, agitato, adrenalina che scorre nelle sue vene mentre nuovamente il buio cala ed un'altra scena si sussegue. un circo e tante gabbie. la gente all'interno di queste, tutti fenomeni da baracconi insultati dagli spettatori. da un bambino invece la stridula risata che lo fa stringere i denti in un piccolo ringhio e poi questo, ucciso dal deriso davanti agli occhi di tutti. > Che siano indizi… < borbotta durante un nuovo momento di buio attorno a loro > Ma cosa potrebbero significare… < si rivolge alla ragazza che continua a stringergli la mano. Poi sente un sussurro nelle orecchie e l'immagine di una ragazza in fondo ad un fosso che chiede aiuto, o almeno crede che sia lei. Rimane confuso, non sapendo che significato dare alle immagini che ha visto quella sera.
Il buio che attornia Aika e Darius piano a piano si dirada e si ritrovano di nuovo nel pub, Aika in piedi e Darius, ancora seduto al tavolo. Lentamente tornano a vedere i contorni della mobilia del Pub Du Phare, grazie alla luce dei lampioni che filtra dalle finestre. I loro occhi ormai si sono abituati al buio e fuori dalle finestre non c’è più traccia di nebbia, tutt’altro. La serata è limpida, anche senza il privilegio di vedere le stelle, coperte dal cielo nuvoloso. Cominceranno di nuovo a sentire i suoni, gradualmente, come è successo per la vista. Sentono le voci dei clienti chiedere cosa succede, chi è che urla, perché urla. Riferiti all’urlo di Aika e alle sue parole, per i clienti senza senso. Sentono il proprietario mandare al diavolo vari tavoli e pezzi di arredamento del locale contro cui va a sbattere. Finalmente la luce ritorna, sfarfallando un poco ancora, grazie all’intervento di uno dei cuochi. La sala è di nuovo illuminata a giorno. Gli occupanti della saletta sono tutti usciti e ora sono in piedi spaesati in mezzo ai tavoli. Molti al ritorno della luce ridono e fanno battute, ignari di quello che hanno visto Darius e Aika. Il proprietario ritorna velocemente dietro il bancone e offre a gran voce un giro di birra a tutti, per scusarsi dell’inconveniente della luce.
Note del master.
Ovviamente potete giocarvi qualsiasi cosa vogliate come indagine per capire da dove venivano quelle visioni anche da soli. :)
Ma se preferite avere un supporto in chat, non preoccupatevi a chiedermelo, mastero sempre volentieri! :)
Resoconto: un lamento nel buio #2
News di Les Ombres de Bruges del 15/05/2015
Luogo: Dimensione Onirica
Partecipanti: Jack e Angelique
Master Fato: Camiel, in chat dalle 21.34 alle 23.53
PX distribuiti: 20 ad entrambi i partecipanti
Riassunto democratico senza spoiler a cura di Angelique
Come disse Ange, tutto ciò sta accadendo per una ragione.
Ed è così che all'improvviso, il loro sogno ricorrente ha uno sviluppo o, per meglio dire, un prima ed un dopo. Si ritrovano davanti alla porta del bar, quella con scritto Riservato. C'è qualcosa di strano fin da subito. La scritta è logora, c'è polvere, come se tutto avesse avuto il tempo d'invecchiare di cent'anni. Ange e Jack, scoprono quasi subito d'essere in due e questo dà forse un poco di coraggio alla coppia anomala, per entrare nel deposito. Troveranno una stanza ben diversa, che accede ad un lungo corridoio, illuminato alla fine. Il medico troverà un ombrello ed un bastone da passeggio, come armi di difesa (ma a Silent Hill sarebbe andata meglio), Ange, invece, un camice per coprire le sue nudità e la consapevolezza d'essere nel luogo del delitto, grazie all'orrenda carta da parati. Avanzeranno fino alla fine del corridoio e si troveranno davanti un'altra porta, che accede ad una vecchia cucina. Qui, invece, il Master insegna horror a Resident Evil. La povera vittima, sognata così tanto da suscitare la simpatia ed il tifo dei due ragazzi, verte in condizioni pietose. Coperta di sangue, coi denti e le unghie strappati, probabilmente aspetta la morte come agognata liberazione. Un essere incappucciato, maniaco, pervertito ed ignobile, si bea dello scempio, e si appropria d'una lunga lama con cui finire l'opera. Ange, bastone con papera alla mano, cerca di far scudo a Jack, perchè liberi la sventurata. Lui forse sta riuscendo a sciogliere i nodi, lei si sta per lanciare sul mostro, ma....
<E ora andatevene da dove siete venuti, non è consigliabile per i deboli di stomaco quanto sto per fare> e a questo invito non ci si può opporre, perché il sonno si interromperà, di colpo o continueranno a dormire senza sogni, covando una sensazione di malessere ogni volta che si passa davanti al bar la cui storia pare celare un oscuro passato sepolto dai tempi e, di quando in qua, questa voce che ricorderà come una scadenza<presto ricambierò la visita>
E si ritrovano svegli, alquanto agitati, e con il sospetto che la cosa sia tutt'altro che finita. Chissà cosa ha in serbo il Fato per loro.
Casinò e Night Club, novità
News di Les Ombres de Bruges del 14/05/2015
Il tetto del casinò è stato adibito al gioco ed al relax. Sulla terrazza è presente una piscina che si affaccia sull'oceano, accessibile ai clienti durante gli eventi organizzati dalla direzione del Night Club & Casinò o ai soci VIP. Questi possono usufruire liberamente degli spogliatoi, del servizio bar e catering. Un tavolo ospita un ricco buffet preparato nelle vicine cucine e messo a disposizione della clientela, che può rilassarsi su un divanetto in veranda o tentare la fortuna con le slot machines antiche, poste in un'area apposita.
Le aree del bar, divanetti, buffet e slots sono coperte da tendoni e verande, mentre quella della piscina con chaise long è scoperta.
La piscina è dotata di idromassaggio e riscaldata per garantire una temperatura ideale sia in estate che in inverno (compresa tra i 24° e i 28°).
L'inaugurazione di questo nuovo ambiente avverrà il 22 Maggio in una giocata collettiva in cui rilassarci insieme... forse... a Bruges non si può mai dire cosa ha serbo il Destino.
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