News e Annunci Les Ombres de Bruges
Fato all'opera
News di Les Ombres de Bruges del 11/05/2015
Il master Camiel sta intrattenendo Jack e Angelique in dimensione onirica, mentre il master Esther sta portando un po' di "ombre" al pub cittadino, traumatizzando il nuovo arrivato Darius e Aika.
Presto i resoconti.
Post terremoto: manufatti
News di Les Ombres de Bruges del 08/05/2015
Tali reperti vengono studiati in loco per rispetto nei confronti del luogo di sepoltura che gli storici dichiarano di non voler "saccheggiare" (qualche superstizioso allude che la vera ragione sia legata a motivi scaramantici per via di un'antica maledizione).
Varie sono le ipotesi sul futuro della cripta che attira la curiosità di molti cittadini che ne richiedono l'apertura al pubblico a breve.
Alcune informazioni sulla cripta sono già state pubblicate sul MetroBruges del 14 Marzo (Numero 6, anno II, disponibile anche on line) ed ora i reporter della testata giornalistica locale sono alla ricerca di approfondimenti sui manufatti.
Non è assurdo ipotizzare un nuovo scoop sui prossimi numeri del MetroBruges.
Un lamento nel buio - Resoconto estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 05/05/2015
Master fato: Camiel
Punti esperienza distribuiti: 15 ad entrambi i partecipanti
Resoconto estemporanea a cura di Jack
Pre Scriptum: un ringraziamento a Camiel per aver applicato anche qui il concetto di democrazia ed avermi dato la libertà di "essere volontario" per tutto ciò XD
Una serata come le altre, qui a Bruges. Due persone che si incontrano per caso per strada: Jack, dall'umore piuttosto basso a causa di brutte notizie che l'hanno raggiunto direttamente dalla madre patria, e Angelique, che si allontana rapidamente dal Museo come se scappasse da una sorta di destino inevitabile però fortemente bramato da una parte di sè. Hanno già avuto modo di conoscersi, anime notturne in una città che nelle ombre rivela molto più di ciò che è mostrato alla luce, e decidono entrambi di affogare i propri pensieri nell'alcool. La donna accompagna l'uomo in un bar non lontano dal museo, dove sa che servono liquori potenti, ed una volta dentro cominciano a bere. Mentre Angelique è perfettamente a suo agio sia con il locale che con le bevande che lei stessa ordina per entrambi, Jack è molto meno preparato. Entrambi però, con il passare del tempo e dei bicchieri, si lasciano andare a confidenze che vanno bel oltre la frequentazione superficiale voluta da entrambi, ma prima che la cosa diventi un pò troppo seria, ecco che fa il suo ingresso l'Imprevisto.
Le luci del bar cominciano ad andare ad intermittenza, per poi improvvisamente spegnersi del tutto e lasciare tutti gli avventori nel buio più completo. Fuori dal locale comincia a piovere copiosamente, ed il barista che esce a controllare all'esterno nota che tutta la città sembra essere senza corrente. I due protagonisti della nostra storia non si fanno prendere dal panico, anzi sembrano scherzarci sopra... almeno finchè ad Angelique, complice una momentanea quiete del locale, non sembra di udire un lamento, proveniente da una porta secondaria del locale. Jack purtroppo non può confermare la cosa, ma decide di accompagnare la donna nella sua perlustrazione. Arrivano ad una porta lì vicino, con affissa una targhetta bronzea con la scritta "Riservato". La donna bussa un paio di volte, anche perchè da dietro la porta sembra provenire della luce, ma nessuno risponde. Quando entrambi ancora si domandano cosa stia effettivamente succedendo...
"Una brezza gelida pare salire ora lì dove filtrava la luce nella zona più prossima ai due la temperatura è scesa di qualche grado. Una voce femminile sussurra alle loro orecchie <Il tempismo di alcuni mi ha uccisa ancora, ancora e anc...> parole che svaniscono così come svanisce ora quella voce che si incunea nelle loro teste ed un flash viene loro dedicato visivamente per qualche secondo. E' un'immagine che popolerà i loro incubi per i prossimi giorni. Una persona, dai lunghi capelli, con il capo chinato ed una camicia da notte insanguinata. Solo quest'immagine a perseguitarli in sogno. La luce torna così come se ne era andata e la porta aperta conduce solo al magazzino con le scorte del bar... almeno in questo momento, ma chissà che segreto cela nel suo passato"
Dopo l'improvvisa apparizione, gli scossi Angelique e Jack torneranno a casa. Lunghe notti di veglia li aspetteranno.
Cancellazione personaggi inattivi
News di Les Ombres de Bruges del 04/05/2015
Ringraziamo tutti per la visita.
Body Art & Natural Cosmetics
News di Les Ombres de Bruges del 22/04/2015
Sarà possibile ammirare opere fotografiche di un famoso artista di body art e chi lo vorrà potrà a sua volta fare da tela/modello per una pittrice, inoltre verranno presentati nuovi prodotti cosmetici ispirati ai balsami utilizzati nell'antichità...
Per tutta la durata dell'evento possibilità di prendere appuntamento presso l'erboristeria, contattando il master fato Chanel per una estemporanea.
Tutto qui? Un evento "mondano" in una città moderna?
No ovviamente, ma non intendiamo svelare di più a parte che la partecipazione alla serata o alle estemporanee aprirà scenari inaspettati per tutti i personaggi che si lasceranno coinvolgere attivamente.
Rischio perdita pg: nullo
Il valzer dei mostri - Estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 21/04/2015
Chat: Viale
Partecipanti: Aika, Angelique, Lysandros
Punti esperienza distribuiti: 10 a tutti i partecipanti
Master Fato: Esther
Ora inizio: 21.45
Ora fine: 00.35
Circa a metà della sua lunghezza, la Steenstraat si apre in un piccolo patio pedonale circondato da grandi alberi che, ora che è primavera, sono ricoperti di piccole gemme verde chiaro. È una serata nuvolosa, ma non troppo fredda. Le luci dei locali sono accese e illuminano la grande via. Diverse persone camminano per strada, concedendosi una passeggiata, ma superano tutti un poco distratti quel piccolo rettangolo, ricoperto dai sampietrini. Sotto la flebile luce gialla dei lampioni pubblici, si intravede la figura di un uomo vestito di scuro, seduto su una sedia, con in mano qualcosa di voluminoso che muove con grazia. La brezza leggera porta con sé fino alla strada delle note allegre, leggermente stridenti. L'allegria delle note contrasta fortemente con la solitudine dell'immagine, generando spontanea malinconia. Solo alcuni bambini cercano di fermarsi ad osservare quella figura e ad ascoltare ciò che il suo strumento ha da dire, ma vengono subito trascinati via con malagrazia dai genitori.
Definire Aika un’amante dei dolci è una esagerazione, eppure oggi ha deciso di concedersi una qualche prelibatezza, in una delle pasticcerie più rinomate della città, rigorosamente con tanto cioccolato, da far venire il diabete soltanto a guardare il dolce. La fila è inclemente, nonostante l’orario, molti fra abitanti e turisti formano calca alla cassa per avere lo scontrino e successivamente ordinare al banco. Una volta raggiunto il suo scopo, con il dolce in mano, si dirige, tra la folla, all’uscita. All’esterno del negozio, l’aria fresca della sera porta con sé delle note, musica prodotta da una fisarmonica, poco distante dalla sua posizione. Potrebbe essere un buon intrattenimento mentre mangia il suo dolce. Così, il passo si fa appena più spedito, in direzione dell’uomo che suona allegramente. Quando può vederlo, il contrasto è netto: note spensierate fanno da contorno ad un’immagine cupa e seriosa, quasi malinconica. E’ puro istinto il suo frugarsi nelle tasche alla ricerca di qualche spicciolo.
Angelique cammina lungo il viale. Quella belga è una primavera ben più in sordina di quelle provenzali, con quel tripudio di rose e lavande odorose, ma pur sempre deliziosa. Peccato che ad Ange le scene bucoliche non importino affatto. Si limita a camminare tra Le coppie innamorate e le famiglie frettolose, con apparente noncuranza. Cerca un localino alla moda ben frequentato. Il posto, insomma, dove potrebbe fare qualche incontro interessante. Da quando è a Bruges non ha frequentato nessun uomo, con grande gioia di Angelique. Lei, invece, è assai nervosa. Si è truccata con cura, esaltando gli occhi color smeraldo, ed ha indossato un tubino di seta nera, troppo scollato e troppo corto. Sente le note d'una fisarmonica, o uno strumento comunque simile. Non sa perchè i passi la portino verso di lui. Forse per noia, forse perchè quel vecchio fisarmonicista assomiglia ad uno a cui Angelique era affezionata da piccola. Arriva a pochi passi da lui. La musica è allegra, ma lui mette tristezza. Un sentimento al quale Ange è davvero poco affine.
Lysandros, il greco, chiude dietro di sé la porta d'ingresso dell'erboristeria Le Tilleul. Era andato li non solo per prendere un tè, ma anche per cercare la proprietaria, alla quale avrebbe voluto chiedere se cercavano commessi. Se voleva sopravvivere in quella città, se voleva davvero lasciarsi il passato alle spalle e ripartire da zero, cambiare vita, la prima cosa che gli serviva era un lavoro. Dopo i fatti della notte scorsa al B&B, con l'edificio sotto sequestro, era finito di nuovo in mezzo alla strada, e la cosa l'aveva demoralizzato non poco. Cammina lungo il viale, senza guardare i passanti che affollano i marciapiede, ancora a quell'ora. Fuma una sigaretta, stretto nel suo giaccone nero, con le mani affondate nelle tasche dei jeans sdruciti, quando ad un certo punto si ferma, attirato da una musica che, sebbene non ricordi di aver mai sentito, gli risulta familiare. Il giovane greco si avvicina a pochi metri dal signore che suona, fermandosi in piedi davanti a lui.
L'uomo continua a suonare, dandosi il tempo con delle rapide contrazioni delle spalle. Malgrado sia completamente solo, sembra allegro. Poggiato davanti ai suoi piedi, un barattolo di latta, che probabilmente un tempo conteneva del caffè, vuoto, se non per qualche spicciolo sul fondo. La musica, mano a mano che i presenti si avvicinano si fa sempre più forte. È un valzer. L'uomo alza gli occhi grigio-azzurri dallo strumento quando intercetta l'ombra di Lysandros, il più vicino di tutti, praticamente di fronte a lui. Poco lontano scorge la figura elegante di Angelique e, pochi passi più indietro, Aika si avvicina con passo spedito. Un sorriso genuinamente allegro e affettuoso si fa strada sul volto pieno di rughe e saluta ogni presente con un profondo cenno del capo. Il pastrano verde che indossa doveva essere di buona fattura anche se ora è consunto e sdrucito e la fisarmonica non è messa molto meglio, ma riesce ancora a fare bene il suo lavoro, quando le lunghe e magre dita del vecchio si muovono veloci sulla tastiera.
| https://www.youtube.com/watch?v=4VQwQzoGF_o |
Lentamente, la giapponese addenta il suo dolce, seguendo con gli occhi le magre dita dell’uomo, che magistralmente si muovono lungo la tastiera della fisarmonica. Anche la musica, per quanto sia un valzer ritmato, racchiude in sé un senso di inquietudine, forse per via di quelle scale che si ripetono e intrecciano fra loro. E’ un attimo, il dolce ha perso quel poco di interesse che poteva avere per la ragazza, che adesso si avvicina ulteriormente all’uomo, osservando cosa abbia vicino come oggetto per raccogliere gli spiccioli. Una vecchio barattolo di latta, in cui lascia un paio di euro, inchinandosi leggermente a porgere anche un sorriso sincero. Compie qualche passo indietro, senza rendersi conto di chi potrebbe investire o a chi potrebbe pestare i piedi. Infatti, è proprio contro Lysandros che va ad urtare la propria spalla. > Oh, mi scusi.. < Ha il tempo di pronunciare quelle poche parole, poi, riconosce la figura del ragazzo che ha avuto modo di conoscere tempo addietro. Lo guarda in silenzio, quasi i suoi occhi nerissimi avessero altro da dire, ma lei non avesse il coraggio di pronunciare altro, perché probabilmente teme si finisca a parlare di Joel, della sua morte, di quel battito d’ali. Gli occhi le si fanno lucidi per pochi attimi, ma non piange. Tira appena su con il naso > Non l’avevo vista, sono proprio sbadata.. < dice esprimendosi in un flebile sorriso e l’affianca, mantenendo lo sguardo sul musicista ora, con quel dolce al cioccolato quasi del tutto intero, non fosse per quell’unico morso. Seria, per quanto provi a non mostrarlo>
Non vi sarebbero motivi per fermarsi ad ascoltare quel vecchio barbone, ma il valzer che inizia a suonare scuote, nel subconscio di Angelique, qualcosa di attraente ed inquietante al contempo. Lo guarda nei dettagli. Il cappotto liso, le rughe profonde, e quelle dita meravigliose ed agili sullo strumento. Poi sposta la sua attenzione sugli altri ascoltatori ed è lì che nota Lysandros. Il vicino di stanza di Angelique, se mai avessero avuto modo di prendere possesso di quelle camere. Di Aika, invece, ammira solo i lineamenti affusolati ed esotici. Con un paio di passi s'avvicina al ragazzo greco. > Mi offri una sigaretta? < chiede al greco con un tono di voce basso e seducente. Nel pieno della notte ha smesso di essere la ragazza timida e morigerata che l’uomo ha incontrato qualche giorno fa. > Bentrovato, Lysandros < lo saluta, facendo capire che si conoscono. > Anche te affascinato dal fisarmonicista? Non ha qualcosa di....inquietante...? <Strano affermare quella cosa di quel vecchio gentile ed innocuo.
Quando gli occhi del giovane greco incrociano quelli cerulei del vecchio musicista, questo ricambia con un sorriso, quasi a ringraziamento di quella compagnia in quella sera nuvolosa. Una ragazza si avvicina e porge qualche spicciolo al musicista, il quale ricambia con un sorriso ancora più dolce e generoso. Lysandros riconosce la figura di Aika, la giapponese che ha conosciuto qualche giorno addietro, e quando questa urta la sua spalla tornando indietro, istintivamente la rassicura con un sorriso e con le mani va a toccarle le spalle, solo per un secondo, come per aiutarla a tenersi in equilibrio > Figurati < risponde con un sorriso stanco ma sincero. > É bravo, vero? < chiede serio, indicando con il mento il musicista che continua a suonare davanti a loro. Alla ragazza che gli chiede una sigaretta, e che sembra conoscerlo, inizialmente non riesce ad attribuire un'identità. La guarda un po' spiazzato e stupito, ma quando in quel volto riconosce la sua vicina di stanza Angelique, il volto si apre in un sorriso cordiale. Estraendo una sigaretta, e porgendola ad Angelique, esclama > Oh, ciao Angelique, non ti avevo riconosciuto così… < breve pausa, come per trovare le parole adatte > ...al buio! < conclude infine, salvandosi in corner > Si, è molto bravo, devo dire che ha qualcosa che mi affascina. < dice infine, tornando a posare lo sguardo sul musicista. > Oh, ma che maleducato: conosci Aika? < chiede infine.
Il vagabondo osserva di sottecchi la giapponese chinarsi a poggiare sul fondo del suo barattolo una moneta da due euro. Senza smettere di suonare, l'uomo china di nuovo la testa, coronata da riccioli grigi, con fare galante e un sorriso ampio che scopre una fila di denti bianchissimi. > Grazie madamigella... < dice gentile con una voce graffiante, ma carezzevole all'orecchio, come quella di un burbero vecchio nonno. Possiede uno spiccato accento inglese e modi molto educati e pacati, come se nulla fosse strano al mondo, né nulla lo disturbasse. Osserva e ascolta tutto ciò che i giovani dicono, di sottecchi, con discrezione. Dopo un poco si ferma e quando c'è un secondo di silenzio esordisce. > Forse il signore vuole far ballare una di queste due belle signore? < chiede con aria divertita, ricominciando il valzer e modificandolo leggermente, rendendolo un poco più veloce.
Aika dice in risposta a Lysandros > Molto..< Il sorriso di Lysandros è sincero e questo la spinge a rimanergli maggiormente affianco, non curandosi inizialmente dell’altra donna a cui lui la presenta in secondo momento. L’atteggiamento della giapponesina cambia, la postura, sempre impeccabile retaggio di tradizioni culturali e di educazione, si sposta leggermente in avanti ad accennare un inchino tipico delle sue parti. Non flette del tutto il busto e la testa rimane ben sollevata con lo sguardo verso la donna. Il nome poi non viene pronunciato, dopotutto ci ha pensato Lysandros, sarebbe solo un ripeterlo, una perdita di tempo, priva di senso. > Lieta di fare la sua conoscenza < Sì, l’atteggiamento è di una compostezza disaminate, perfino nel tono. > Oh, no grazie. Ballare non fa per me. Sono sicura che la signorina qui.. Angelique se non erro.. sarà lietissima di accompagnare le sue note e deliziarci con le sue movenze < commenta infine accennando un sorriso indecifrabile.
Angelique si presenta subito dopo la giapponese. > Piacere, Ange... < Sussurra sensuale, evitando di darle la mano. Odia il contatto fisico, soprattutto con le donne, ed è ben contenta che la ragazza abbia usi e costumi così poco occidentali. Porta la sigaretta alle labbra e s'avvicina a Lysandros, per poterla accendere con la sua. Poi torna con lo sguardo sul vecchio musicista. Ange sta godendosi il suo tabacco, soffiando cerchietti che si intrecciano tra loro. La risposta di Aika le fa alzare il sopracciglio destro, vagamente irritata. Comunque non risponde, ricambiando solo il sorriso indecifrabile. Attende che Lysandros faccia la sua mossa.
Non può fare a meno di notare, il greco, la disarmante compostezza con cui Aika saluta Angelique, e nell'osservare la presentazione fra le due ragazze, non riesce a non trattenere un sorriso divertito. In effetti il comportamento delle due ragazze è assolutamente opposto: morigerata e distaccatissima la giapponesina, fin troppo intraprendente ed estroversa la francese, che subito dopo si accosta a lui per accendere la sua sigaretta usando la brace della propria. Quando il vecchio musicista gli chiede di far ballare una delle due ragazze, guarda prima l'una poi l'altra, mantenendo il sorriso sulle labbra e con un'espressione astuta e maliziosa risponde al musicista. > Vede signore, la cosa mi piacerebbe anche, però quando si ha la fortuna di essere in compagnia di due belle dame, non è mai bello doversi trovare a sceglierne una, perché così facendo si va incontro al rischio inevitabile di dover per forza rifiutare l'altra, e questo non è certo un atto da gentiluomo. < afferma, con un tono esageratamente galante e visibilmente scherzoso, guardando divertito le due ragazze. > Eventualmente posso lasciare alle due ragazze l'onore di sfidarsi a duello per poter ballare con il sottoscritto. < conclude ridendo di gusto, mostrando la sua volontà di scherzare, e guardando prima una poi l'altra ragazza con una scherzosa aria di sfida.
L’uomo anziano rallenta la musica, ritornando allo stesso ritmo di prima. Il vecchio alza gli occhi verso la piazza deserta, cercando con lo sguardo altri passanti e possibili spettatori per qualche secondo. Non ve ne sono, anzi, mano a mano che il tempo scorre il grande viale si fa via via sempre più vuoto. Sospira, con un mezzo sorriso pacato sul volto e ritorna ad abbassare lo sguardo sui tasti, sui quali le sue dita si muovono senza sforzo e in piena sincronia con le braccia. Le luci dei locali, quali negozi e ristoranti, cominciano a spegnersi, come da buona abitudine belga. Solo i locali notturni e i bar rimangono aperti, come lucciole nella notte. Il lampione della piazzetta illumina dall'alto il nostro uomo, facendolo quasi sembrare su un vero palcoscenico. > Come vuole signore... < risponde a Lysandros con aria serafica, continuando a suonare.
Aika, non volendo certo rischiare di dover ballare esordisce così > Non ce ne sarà affatto bisogno signori. Anche il guerriero più scaltro e coraggioso, sa quando arriva il momento di ritirarsi < Saggezza orientale che in questo contesto viene sviscerata con una nota di sarcasmo, ad intendere che della competizione a lei interessa poco e niente. Il tono ancora una volta pacato, calmo e il sorriso cordiale rivolto ad entrambi le illumina il viso. Si prende la briga di trovare un fazzolettino in cui avvolgere il resto del suo dolce, chissà magari lo finirà all’hotel dove alloggia momentaneamente, in attesa di poter riprendere possesso della propria stanza la B&B dell’amica. Poi, sempre con molta lentezza, tipica di chi pesa ogni gesto, recupera altri due ero dalla tasca, compie ancora una volta pochi passi verso l’uomo con la fisarmonica > Mi raccomando li faccia divertire stasera… < dice più con un’aria di provocazione, che una critica o giudizio vero e proprio. Si rimette in piedi, allungando le gambe poco prima flesse e, con un semplice gesto della mano, si limita a salutare i presenti, andandosene poi per la sua strada.
Lysandros quasi non lascia finire di parlare Aika, che già prende lui l'iniziativa, anticipando la risposta di Angelique > Bene! < esclama il giovane, posando delicatamente la mano poco sotto le spalle delle due ragazze, in gesto di commiato. Il sorriso e l'aria divertita non sono spariti dal suo volto, ma la sua espressone sembra essersi fatta un tantino più seria. Rivolgendosi al vecchio musicista, dopo aver strizzato l'occhio in gesto amichevole > Allora lei mi aggiorni sulla vincitrice, io purtroppo devo andare < Poi rivolgendosi alle due ragazze e accarezzandole amichevolmente sulla schiena, saluta con aria finalmente seria e con tono fermo >Io purtroppo devo andare, si è fatto tardi, e domani ho delle faccende da sbrigare, mi dispiace. Ci incontreremo di sicuro, di nuovo<e togliendo la mano dalla schiena della due ragazze, fa un cenno di saluto, manda due baci muovendo qualche passo all'indietro, e si allontana, alla ricerca di un posto in cui dormire.
Angelique rimane divertita e stupita dalle parole del greco > Mon cher, prima di vedermi duellare per te, dovrai offrirmi ben altro d'una sigaretta. < Bisbiglia divertita e sarcastica al contempo. I passi alle loro spalle, gli schiamazzi dei bambini, vanno via via scemando. Con aria distratta continua a fumare ed osserva le serrande dei negozi abbassarsi. Le luci si spengono, e quella che illumina il musicista acquista spessore, come fosse un occhio di bue messo apposta per lui. Lysandros e Aika sì accomiatano all’improvviso, lasciandola con la sigaretta quasi terminata ed il musicista preso dal suo pezzo. Adesso è sola, nella strada semideserta. Un ultimo cerchio di fumo sancisce la fine della sigaretta, ma lei resta immobile, quasi attendesse ancora qualcosa. Da lontano arrivano alle loro orecchie i dodici rintocchi del Belfort. Uno dopo l'altro risuonano nella città, come fanno da secoli, puntualmente ad ogni ora. La giapponese porge all'uomo altri due euro > Al meglio delle mie capacità... < risponde il vagabondo, con aria divertita, facendole l'occhiolino. La guarda andare via. Poco dopo anche Lysandros se ne va, lasciando sola la ragazza con il tubino e i tacchi alti. Al dodicesimo rintocco l'uomo smette di suonare, interrompendo la melodia all'improvviso. Fa un profondo sospiro e sposta lo sguardo grigio su Angelique. > È ora, devo andare. < dice con calma, come se stesse parlando del tempo. Un venticello freddo si è alzato improvvisamente, colpendo entrambi. Il vecchio si alza e rimette la fisarmonica nella sua custodia, stringendosi nel vecchio soprabito di lana cotta verde. Vedendo l'immobilità della donna, l'uomo sposta di nuovo lo sguardo verso di lei. > Forse è ora che una bella ragazza come lei torni a casa, a quest'ora chi gira per le strade non ha sempre buone intenzioni... < dice con la voce bassa e roca e un lampo di avvertimento negli occhi color acciaio. Dopo di che, si alza portando con la mano destra la custodia della fisarmonica. > Arrivederci madamigella... Faccia la brava < dice con un sorriso affettuoso e una strizzata d'occhio, rivolto alla donna, come se sapesse quello che lei fa con gli uomini. Si avvia ciondolante verso una piccola via secondaria e buia. Quando passa sotto il secondo lampione della piazza, Angelique vedrà, solo per un secondo, un leggero contorno, come un aura attorno alle spalle dell'uomo, simili a grandi ali... Ma in un battito di ciglia non c'è nulla di più che un vecchio vagabondo che ciondola nel buio.
Angelique osserva il vecchio congedarsi. Ormai non vi è più possibilità di racimolare qualche euro. Sembra che tutti siano rientrati a casa. Sorride alle sue parole. Pover'uomo. Sapesse. Eppure sembra lui sappia, Possibile che la conosca? L'aperitivo deve averle dato alla testa. Stasera s'immagina cose assurde. Scuote il capo mentre s’allontana > Stia tranquillo. Buonanotte < Gli risponde pure? Neanche fosse suo padre. Lei un padre, non l'ha mai avuto. Segue con lo sguardo il suo passo malfermo, fino a che giunge sotto un altro lampione. Un'aura luminosa, simile ad un paio d'ali, appare e scompare in pochi istanti, alle spalle del musicista. Sbatte le palpebre due volte. Angelique direbbe che è sembrato, per un istante, uno dei gargoyles che studia. Sua nonna parlerebbe di angeli. Lei, invece, ricomincia a camminare verso il viale, per poi infilarsi in un piccolo bar. Berrà per un paio d'ore, ma rifiuterà di approcciarsi con nessuno. Il vecchio non apprezzerebbe.
Il sogno di Aika - Estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 20/04/2015
Estemporanea
Data: 20/04/2015
Chat: Dimensione Onirica
Master Fato: Chanel
Punti esperienza distribuiti: 20
Ora inizio: 11.00
Ora fine: 13.16
Resoconto
Il sonno non deve essere facile nelle stanze che si trovano sopra il centro massaggi, in cui Aika ha trovato asilo grazie al Vice della Mano Nera, Robert. Lì le attività svolte sono di tutt'altra natura rispetto a quella dichiarata sull'insegna dell'esercizio commerciale. I sonni della giapponesina sono tormentati, visti anche i recenti avvenimenti che l'hanno toccata da vicino. Bruges si sta rivelando per quello che è alla ragazza e probabilmente altri si sarebbero allontanati a gambe levate da quella realtà che mina fortemente le razionali certezze di ogni individuo, anche dalla forte spiritualità. Finalmente Aika può godere del meritato riposo. La mattina è forse il momento più tranquillo della giornata in quell'edificio e così Aika può sognare in tutta tranquillità, almeno finchè l'oscurità dovuta alle palpebre abbassate, non si trasforma lentamente in altro... tutto si fa più chiaro come se qualcuno avesse alzato la tapparella inondando di luce la stanza in cui Aika si trova, che nella realtà è totalmente buia. La giapponese percepisce quella luce che le appare come una fitta nebbia grigia... la familiare nebbia di Bruges, che anche ora che l'inverno ha lasciato spazio alla primavera, torna a tormentare i sogni e gli incubi dei suoi cittadini.
Mentre il corpo di Aika rimane abbandonato e dormiente sul letto, la sua coscienza si stacca da esso, restando seduta avvolta dalla nebbia... nebbia che si dirada e che lascia intravedere la piazza del Burg con i suoi palazzi bianchi e grigi. In effetti tutto è privo di colore in quel momento, come se qualcuno avesse scattato un'istantanea in bianco e nero del luogo ed in quella fotografia, Aika si trovasse totalmente immersa, al centro della piazza, vedendosi con la percezione che ha di sè stessa, vestita con ciò che in quel momento la fa sentire più a suo agio: i suoi jeans, i suoi anfibi e il maglione che è solita indossare sono al loro posto, ossia a fasciarle ogni centimetro del corpo. Le coperte che stringe al petto si dissolvono così come il letto e la ragazza si ritrova per qualche secondo a fluttuare nell'aria per poi scendere lentamente verso l'asfalto. Le foglie degli alberi sono nere ed il cielo plumbeo, tanto grigio che si potrebbe pensare che non esista un sole oltre a quelle nuvole fitte. Anche le decorazioni dorate dello Stadhuiss, l'edificio dove ha sede l'amministrazione comunale, sembrano prive di colore ed attrattiva, mentre le statue dei conti, dei santi e delle personalità con cui sono adornate le sue varie nicchie, sembrano avere espressioni più dure e minacciose guardando la piazza dall'alto, in questa strana dimensione in cui Aika è stata calata nel sonno. Il luogo turistico appare deserto, come non capita mai di vedere di giorno e davanti ad Aika si apre con i suoi vicoli ed i suoi monumenti. Qualsiasi luogo dove la donna potrebbe voler andare, sembra aperto e pronto ad accoglierla.
Aika è visibilmente perplessa ma muove i suoi primi passi che, anche se lievi, nel silenzio irreale della dimensione onirica, risuonano a contatto con l'asfalto. Le statue sembrano spostare i loro occhi marmorei e l'inclinazione delle loro teste pare cambiare nel seguire i movimenti della ragazza, ma forse è solo un'impressione dovuta alla suggestione o al sogno in cui Aika si è calata. Lei cammina in direzione di un vicolo sconosciuto, ma non sembra essere la giapponesina a spostarsi, ma la piazza stessa a scorrere in scatti violenti sotto i suoi piedi che fanno apparire gli edifici come strisce di colore dalle gamme grigie che si confondono ed i contorni stessi di ciò che la circonda non esistono più. Esiste solo la giapponesina, che si muove in un luogo al tempo stesso familiare eppure totalmente diverso da come è abituata a vederlo, che si distorce al primo passo e torna nitido nell'attimo in cui i piedi si fermano prima di compiere il passo successivo... e sebbene la sua meta appaia lontana centinaia di metri, le bastano pochi movimenti per raggiungerla e trovarsi di fronte al vicolo buio la cui unica nota luminosa è data da un viso pallido che circonda occhi intensamente blu che la fissano. Un passo avanti e la figura appare così come era l'ultima volta che l'ha vista in vita. Joel, con un completo ispirato agli anni venti ma con il papillon slacciato che pende da sotto il colletto della camicia.
E' strana la sensazione dovuta al movimento della ragazza, perché è come se fosse la piazza ad andarle incontro, quasi agevolasse il suo camminare riducendo le distanze ogni volta che mette passo in direzione del vicolo. E, sebbene questo si ritrovi dalla parte opposta, arrivare al suo ingresso è fin troppo facile, quasi ci volessero soltanto poche falcate delle gambe. Gli occhi rimangono fermi sull'ingresso e lei arresta il suo cammino nel momento in cui intravede una sagoma a lei familiare, vestita come la sera del Cluedo Party al B&B di Esther. Pietrificata, ne riconosce i lineamenti del viso, quegli occhi azzurri e la fisionomia si fa più nitida. Joel... "Tu sei morto". Non che abbia chissà quale razionalità, ma i sogni spesso si identificano con gli episodi vissuti nella realtà e quotidianità, episodi che nel sonno rimangono impressi, confondendosi con il mondo reale. Ecco perché mantiene il ricordo ed ecco perché afferma quanto ha appena detto all'uomo, o meglio a quella figura nitida sì, ma dai contorni leggermente differenti da come la ricordava. Joel non ha la solita espressione, non ha quella faccia da schiaffi che lei ha avuto modo di conoscere quando rubò il portafoglio alle due ragazze nei pressi della chiesa, proprio lì, nel cuore del Burg. "Il tuo vestito.. hai il papillon slacciato". Non è fondamentale glielo faccia notare, anzi è proprio una di quelle frasi apparentemente senza senso, ma quel particolare l'ha colpita, quanto la consapevolezza che lui sia morto.
Nonostante gli occhi di Joel appaiano tormentati, sul suo volto sembra aleggiare un accenno di sorriso quando il ragazzo si avvicina ad Aika "Ehi...". Esordisce come se niente fosse con il sorriso che si fa più ampio ma l'espressione si fa perplessa quando la ragazza gli dice che è morto. "Ok. Dovresti lavorare sul tuo modo di dare brutte notizie...". Seguono attimi di silenzio "Comunque lo sospettavo..." e la guarda con quell'aria un po' sofferente ed un po' serena, di chi è tormentato ma non vuole far pesare la sua condizione su chi gli sta di fronte. Annuisce quando lei gli fa notare il papillon slacciato e l'uomo alza la mano appoggiandola sul colletto aperto. "Mi manca l'aria..." e così dicendo trae un profondo respiro, apparentemente cercando di incamerare quanto più ossigeno possibile, come se ne avesse un disperato bisogno. "La mia nuova condizione ha dei vantaggi. Non ti devi dispiacere per me".
Eppure Aika dice che le dispiace... che lui sia morto, che lei gli abbia dato questa notizia con pochissimo tatto, quasi se ne fosse resa conto dopo la sua osservazione e ovviamente le dispiace la sua condizione attuale, anche se è probabile non colga il suo malessere e tormento, fino a quando lui non le rivela che gli manchi l'aria. L'atmosfera diventa grottesca e ironica allo stesso tempo... "Beh, devi respirare a pieni polmoni, slacciati anche la giacca e inspira profondamente...". Dialogo davvero surreale, chi mai darebbe consigli ad un morto, sapendo quale sia la sua condizione? Ma nei sogni tutto è lecito, così come è normale quell'atteggiamento della ragazza nei confronti della presenza d Joel. Lei, senza nemmeno rendersene conto, ripete gli stessi movimenti che aveva compiuto dopo il furto alle due ragazze, dopo quella corsa nel vicolo e poggia la schiena contro il muro e si lascia scivolare verso il marciapiede, andando a sedersi con le gambe incrociate. Lo osserva dal basso. "Ti fa male?" ed indica il petto, il torace maschile che rammenta essere stata la parte che gli è stata schiacciata durante il party. Insomma, una morte atroce quella di Joel, che scuote appena il capo. "E' strano..." e parla quasi più a sè stesso che a Aika mentre la guarda da quella breve distanza, in un mondo che sembra del tutto immobile attorno a loro. Nessun canto di uccello, nessun rumore dalla piazza che di solito è gremita di turisti, nessun suono di zoccoli dei cavalli che trainano le carrozze per le strade della città a risuonare contro le mura degli alti edifici vuoti. "Quando sono arrivato sentivo ancora il sapore delle tartine della nonna del bed and breakfast, la sete ed un peso sul petto... con tutte le emozioni che può provare l'animo umano. L'adrenalina, la paura, il desiderio... Poi ho capito che erano cose che non mi appartenevano più ma mi è rimasto un peso qui..." e le mani dell'uomo si poggiano aperte sul petto e scorrono fino alla gola "che mi toglie il respiro. E' l'unica sensazione che non riesco a dimenticare". Le è di fronte anche ora che la ragazza si è abbandonata, sedendo a terra "E' l'unico svantaggio. Tu come stai?". Le chiede guardandola dall'alto per un attimo e poi piegando le gambe così da mettersi con il viso alla sua altezza, appoggiando gli avambracci sulle cosce e restando così in equilibrio, con il busto proteso in avanti.
Aika non trova che siano strane solo le parole di Joel, ma tutta la situazione che si sta venendo a creare "Uhm, la morte ti fa bene. Diventi più socievole del solito". Riflette sul fatto che solo in un sogno Joel potrebbe chiederle come stia, visto che in vita e nella realtà non si è mai curato troppo della ragazza, anzi ha rimarcato più volte il consiglio di farsi gli affari propri. Ma è una battuta dettata dal sarcasmo e dal carattere della nipponica, che diventa seria e si sofferma a ripensare attentamente a come stia. "Non lo so". E' un dato di fatto non lo sappia, perché a Bruges succede di tutto con poco preavviso, quasi che il destino fosse sadico nel non far mai abituare i cittadini alla normalità. Non gliene lascia il tempo, semmai gli concede delle pallide illusioni che vengono puntualmente smentite. Lo sguardo rimane nei suoi occhi anche adesso che l'uomo è all'altezza della ragazza. "Nessuno capisce cosa ti sia successo... C'è stato un battito d'ali. Tu ricordi qualcosa?". Intorno a loro regna il silenzio, tutto è immobile, fermo, nessun passante o turista, nessun canto di uccelli o presenza di animali. Sono sospesi in un limbo, in una dimensione differente e le viene in mente un particolare... "Perché le statue mi guardano come se fossi un'intrusa? Vivo qui da due mesi ormai...". Lo chiede come se fosse normale che le statue abbiano qualche atteggiamento, totalmente intrappolata nel sogno in cui si trova. Joel sorride. Il limbo in cui si trova e le sue ultime esperienze sicuramente hanno cambiato il ragazzo, a sua volta libero di apparire in quella dimensione come più gli aggrada ed è con sincero interesse che chiede alla ragazza come si senta e scuote la testa quando lei gli chiede se ricorda i dettagli della sua morte. "Non ricordo ma per me non ha più importanza la vita o la morte. L'importante è che tu sappia che non ti avrei fatto del male" e parla a voce bassa per poi volgere lo sguardo oltre il vicolo, dove la piazza appare deserta. "Le statue guardano tutti così e forse sono la cosa meno terrificante che puoi trovare qui" ed ancora guarda Aika, con espressione seria quando rivolge il viso verso di lei. "Quando sarà il momento, arraffa tutto quello che puoi..." e le fa l'occhiolino. Dopo quella frase criptica, si alza in piedi quando il campanile del Belfort annuncia lo scoccare delle tredici, guardandola dall'alto per qualche secondo prima di proseguire "Dovresti svegliarti adesso, pigrona" ammicca nuovamente e compie un paio di passi indietro, nelle profondità del vicolo buio.
Joel appare rincuorato dalle parole di Aika, che sa che anche se il ragazzo ha sempre dato l'impressione di non volerla tra i piedi, non ha mai avuto motivo di farle del male. La ragazza invece appare confusa dal suo consiglio di arraffare quanto può, si alza e cerca di seguirlo nel vicolo, chiedendogli di aspettare e non lasciarla lì, ma Joel indietreggia ancora. "Non posso dirti tutto, ti pare? " e così si congeda lasciandola con il sorriso sul volto quando si gira e scompare nell'oscurità del vicolo, mentre la giapponesina viene riportata alla realtà. Se prima il suo sonno era profondo, adesso inizia ad agitarsi nel letto. Tende la mano lungo il materasso come volesse afferrare il braccio di Joel per trattenerlo ancora e lentamente viene strappata al sogno. Per questa volta la dimensione onirica non si prenderà i ricordi di Aika che potrà ricordare l'esperienza come un sogno particolarmente lucido, lasciandola libera di reagire come preferisce, portando con sè quell'esperienza per i giorni a venire o relegandola in un cassetto della memoria.
Cluedo Live Party - Resoconto quest
News di Les Ombres de Bruges del 19/04/2015
Chat: B&B (The Nightingale’s Nest)
Master Fato: Esther
Punti esperienza distribuiti: 30 a tutti i partecipanti
Ora inizio: 21.30
Ora fine: 02.04
Partecipanti:
Joel
Aika
Raphael
Willow
Lysandros
Conseguenze: Morte di Joel. Il B&B verrà sigillato dalla polizia per qualche giorno per permettere alla scientifica di fare i sopralluoghi necessari. Nessuno potrà entrarvi, né vivervi, quindi ospiti e proprietarie dovranno trovare una stanza all’hotel o presso la casa di qualche amico. Nelle tasche di Joel è stato trovato un coltellino a serramanico, foto della casa, di Esther, degli ospiti e un foglio con appuntati gli orari di entrata ed uscita dalla casa. Ogni partecipante alla serata sarà interrogato in Questura, senza capo d’accusa, per mettere a verbale ogni dettaglio possibile.
Costumi di ogni partecipante:
[url=https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/ef/26/b5/ef26b58b516deba0b5d725729c579b8d.jpg]Aika[/url]
[url=http://www.polyvore.com/cluedo_live_party/set?id=155554052]Esther[/url]
[url=http://oi57.tinypic.com/2edz87r.jpg]Willow[/url]
[url=http://pescaralovesfashion.com/wp-content/uploads/2013/06/tumblr_mnss74FFf01r66csno1_500.jpg]Lysandros[/url]
[url=http://images.gqitalia.it/imgs/gallery/moda/articoli/007221/brooks-brothers-gatsby-5-2209467_0x410.jpg]Joel[/url]
[url=http://www.tvprato.it/wp-content/uploads/2013/12/Humphrey-Bogart-1024x768.jpg]Raphael[/url]
Il cielo al di fuori delle finestre del Bed&Breakfast è sereno e un poco più freddo rispetto ai giorni precedenti. La grande casa di pietra è illuminata a festa e sul cancellato che porta alla porta di ingresso campeggia, ingrandito, il volantino che si è potuto trovare ovunque in città nelle ultime due settimane, riguardante il tema della serata. Accanto alla porta di ingresso c'è una targa di legno, decorata e anticata per l'occasione, riportante la scritta "Tudor Hall". La porta è chiusa, ma fra poco verrà aperta. Esther si guarda allo specchio per controllarsi un'ultima volta. Sarà il Master del gioco e della serata e quindi impersonerà il maggiordomo. Dopo un rapido ritocco al rossetto rosso scuro, scende le scale e apre la porta d'ingresso. Sul banco della reception, dal quale sono spariti, per l'occasione, la cassa e ogni cosa tecnologica che vi era abitualmente poggiata sopra, sono ordinatamente disposti i tre mazzi di carte, rispettivamente luogo, arma e personaggio. Sente un leggero sfrigolare provenire dalla cucina e un buon profumo diffuso per tutta la casa. Si dirige dalla nonna, attraversando il salotto (dal quale era scomparsa la televisione) e in cucina trova la tavola imbandita. > Nonna, hai fatto un lavoro meraviglioso! < esclama con un sorriso luminoso. La guarda con affetto, anche lei è vestita per l'occasione, con un abito lungo, verde scuro e una fascia decorata sui capelli corti. > Dovrebbero arrivare da un momento all'altro... < dice, lanciando uno sguardo all'orologio nascosto dietro il bancone della cucina, e poi alzando il viso verso la porta di ingresso, che dalla sua posizione si intravede appena.
Aika, in quel frangente, gioca in casa, è proprio il caso di dirlo, dato che soggiorna da parecchio al B&B di Esther. La preparazione alla serata ha richiesto del tempo, vuoi anche perché la giapponesina non è esperta di un periodo storico prettamente occidentale, ma dopo qualche ora di preparazione, eccola che entra in scena. Non che sia di casa, ma abitando lì scende semplicemente le scale, arrivando al piano terreno, mentre con lo sguardo cerca l’amica.
Joel cammina sul marciapiede in direzione del B&B con in mano il volantino sul retro del quale si è appuntato l'indirizzo del posto, che confronta con i numeri civici esposti fuori dai vari cancelli quando li supera. Ci sarà una serata tema al B&B e già il papillon nero gli stinge il collo facendogli pensare che sarà impossibile arrivare a fine serata con quell'affare attorno alla gola. Il volantino che tiene in mano ed annuncia la serata parla chiaro, chiedendo abbigliamento anni '20, così è costretto a conformarsi per raggiungere il suo scopo. Arrivato alla sua meta, devia sul vialetto di accesso della vecchia casa e lo percorre. Da dove si trova vede la porta chiusa e la casa agghindata per l'occasione e poco altro. Ancora deve arrivare all'ingresso e mentre lo fa infila la mano destra sotto la giacca, a controllare la presenza di qualcosa che tiene nella tasca interna
La canadese, Willow, capisce di essere arrivata a destinazione quando intravede la grande casa di pietra, decorata e illuminata. Avanza con passi normali, nulla di frettolosi, nonostante mentre avanza si guarda se stessa, per vedere se tutto risulta al suo posto o che non si sia dimenticato nessun accessorio. Di tanto in tanto la mano destra, controlla i suoi orecchini, pendenti. Non ha dimenticato niente. Sospira, poiché la sera risulta pacifica e serena. Partecipazione a tema, cosa che le rallegra e le giova immensamente. Il volantino che tiene all’interno della borsa, visto il lungo tragitto, non ha fatto altro che leggerlo e stra-leggerlo. Arriva lungo l’ingresso dove nota la porta ancora chiusa, con i primi arrivati. Will dona loro un confortevole e gentile sorriso.
Raphael parcheggia la macchina nel parcheggio antistante il B&B e ne esce poco dopo, pronto per una serata diversa dal solito indubbiamente, un momento di relax che il questore ha deciso di prendersi dalla routine ben più nera della serata noir; indossa un completo anni venti alla Humphrey Bogart. Si guarda un attimo intorno stirandosi il collo, muovendolo leggermente prima di avviarsi, dopo aver chiuso la macchina con antifurto annesso e connesso, in direzione del vialetto; passo lento ma deciso e sguardo assorto in qualche pensiero tutto suo, di fatto avvicinandosi alla porta ed a Joel. Il greco, Lysandros, all’interno dell’B&B, non è molto sicuro di aver scelto il look giusto per la serata. Gli anni '20 li aveva visto soltanto nei film, prima d'ora, quelli che parlano di gangster come Al Capone, di poliziotti italo-americani e di giudici corrotti... A dare un tono un po' naif e sbarazzino al suo costume, c'è un berretto grigio, di quelli tipici da operai. > Un look un po' malriuscito, perdonami ma non son riuscito a trovare di meglio. < dice sorridendo ad Esther, mentre varca la soglia del salotto. Rivolge un saluto gentile anche alla nonna, con un leggero inchino e un timido. > Salve Signora < proprio prima di rendersi conto di non essere da solo. Nota infatti che già diverse persone sono giunte alla festa, e si guarda attorno con un sorriso un po' imbarazzato, indeciso se presentarsi subito o meno, in attesa di incrociare qualche sguardo conosciuto. >
Esther lascia la cucina nelle mani sapienti della nonna e si dirige verso la porta, ora aperta. Si posiziona dietro al banco della reception, aspettando gli ospiti che devono arrivare. Sente dei passi leggeri sulle scale e intravede Aika scendere, completamente trasformata. > Chapeau! Sei splendida! < commenta, godendosi gli ultimi momenti prima dell'inizio della recita, dove lei non dovrà parlare, se non strettamente necessario. All'esterno si comincia a notare un certo andirivieni di persone in abiti retrò. Esther si sporge un po' per vedere, ma in quel momento spunta Lysandros, l'altro suo ospite che parteciperà alla serata. > In realtà sei molto elegante < commenta con un sorriso allegro in tutta risposta. Anche la nonna risponde al saluto del greco con un cenno del capo e un sorriso. La ballerina fa un profondo respiro, preparandosi all'inizio della serata, e si affaccia alla porta, lanciando uno sguardo a tutti i presenti, tra cui riconosce il suo Raph, vestito da Humphrey Bogart. > Benvenuti a Tudor Hall < dice allargando le braccia in un gesto di benvenuto. >
Aika rimane perplessa ascoltando la risposta di Esther riguardo agli abiti di una cultura ancora parecchio sconosciuta per la giapponese. È curiosa di comprendere in cosa consista il gioco vero e proprio, di questo stranissimo ricevimento. Mentre aspetta che tutti gli ospiti entrino nella casa, le pare di scorgere il Greco, a cui concede un cenno con il capo quando lui la vede. > Alla fine sei venuto a stare qui < Sorride leggermente provocatoria, in direzione di Lysandros e occhi sempre su Esther. Il giovane greco, un poco imbarazzato, staziona nel salotto. È più che altro incuriosito dalla serata a tema e da quello che potrebbe essere il suo svolgimento. Fra i tanti invitati riconosce Aika, alla quale si avvicina per salutarla. > Sembra che ci sarà da divertirsi oggi < esclama con un’espressione curiosa, che non nasconde un certo entusiasmo. > Chissà chi sarà l’assassino… < accenna infine sottovoce all’orecchio della giapponesina, prima di scostarsi da lei, spostandosi qualche metro più in là, per scorgere i nuovi arrivati.
All’esterno, Joel cammina senza fretta nonostante si renda conto di essere un poco in ritardo. Che la serata sia iniziata o meno ha poca importanza per l'uomo che si ferma a poca distanza dalla porta. Dopo pochi secondi la porta si apre e Esther gli si presenta davanti. > Buonasera a lei. La ringrazio. Sono Michael Crane. Ci siamo sentiti al telefono. <si presenta sorridendo alla ballerina, dietro la quale scorge la figura di Aika. Il sorriso scompare e deglutisce vistosamente, prima di entrare. Willow mantiene un atteggiamento un po’ riservato, poiché dei presenti non conosce nessuno. Avvicinatasi, cerca di rompere il ghiaccio. > Buonasera < Quando la porta d’ingresso viene aperta, nota la presenza di Esther. > Oh buonasera, grazie per l’accoglienza, madame. Sono Willow Anderson, avevo chiamato l’altro giorno a telefono… < Scandisce bene il nome e cognome, nella presentazione, porgendo pure la mano verso la proprietaria. Dopo la stretta avanzerà nel corridoio mescolandosi agli altri ospiti. Osserva curiosa l’ingresso, in ogni suo aspetto con il sorriso sulle labbra. Raphael si avvicina con passo deciso e vagamente ciondolante, calandosi nella parte; saluta i presenti con un cenno del capo e poche parole, accompagnando il tutto con uno sguardo attento, ma non invasivo. Quando la porta si apre fa entrare prima Joel e Willow e poi fa lo stesso andando a guardare ovviamente Esther, a cui dona un sorriso caldo > ehhhh che ne dici? < Mostrandosi in quella mise così investigatore anni venti, ridacchia entrando e togliendosi la sigaretta dalla bocca, le posa una mano sul fianco protendendosi a darle un bacetto sulle labbra> non ho mai baciato un maggiordomo…<sussurra, ridacchiando prima del piccolo bacio, si scosta subito dopo donando un sorriso a chi vede all'interno a mo’ di saluto.
Esther annuisce divertita alle parole di Aika e le risponde scherzosa, mentre la osserva, palesemente a disagio in quelle vesti così lontane dalla sua cultura. Il primo ad entrare in casa è Joel, che Esther conosce come Michael. > Sì, ricordo bene la telefonata, benvenuto e grazie a lei per la partecipazione. < lo saluta e lo invita ad entrare con un semplice gesto della mano. L'uomo viene subito seguito da una giovane donna, che Esther non ha mai visto, le dà il benvenuto con aria calorosa e amichevole e, dopo averle stretto la mano che lei le porgeva, la invita ad entrare con lo stesso gesto riservato all'uomo che l'ha preceduta. Infine si avvicina alla porta Raphael. > L'andatura è perfetta... < commenta semi-seria, lanciandogli un occhiata di finto studio, mentre cerca di soffocare una risata. Si allunga per rispondere al suo bacio leggero, subito dopo. > C'è sempre una prima volta... < gli risponde, facendogli un occhiolino. Si rivolge, poi, alle cinque persone di fronte a lei nell'ingresso del B&B. > Benvenuti, questa come avrete intuito, non sarà una serata normale. Metteremo in scena il più classico dei giochi da tavolo, il Cluedo. Spiegherò le regole della serata mano a mano che questa procederà, quindi anche chi non ha mai giocato non dovrebbe avere nessun problema. Appena siete pronti possiamo cominciare. < conclude l’introduzione, aspettando il loro via per iniziare il gioco.
Aika, nell’ingresso, continua a parlare con Lysandros, pur continuando a guardarsi attorno, con fare curioso, per vedere chi ha deciso di partecipare all’evento. Pur non sapendo il nome, la figura di Joel non le è sfuggita, anzi ci si sofferma con attenzione e una certa preoccupazione. Ed è su di lui che rimane con lo sguardo a lungo, evitando di salutarlo, evitando ogni tipo di contatto con l’uomo in questione. Raphael, riceve il benvenuto con lo stesso cenno del capo di pochi attimi prima, essendo una presenza fissa al B&B. Finalmente decide di staccare il sedere dalla reception e avvicinarsi maggiormente agli altri presenti, prestando attenzione alle parole della padrona di casa che introduce il gioco. Durante l’ingresso, Joel viene superato da Willow, a cui cede il passo, come ogni galantuomo dovrebbe fare. Lui la guarda brevemente anche se non viene degnato di uno sguardo dalla connazionale. > Grazie a lei per l'accoglienza < risponde ad Esther prima di entrare. Mentre Raphael saluta affettuosamente la padrona di casa e Joel ne approfitta per sgusciare all'interno della casa di cui osserva l'arredamento con attenzione particolare. Si mette le mani nelle tasche dei pantaloni, soffermandosi con lo sguardo sulla padrona di casa, in silenzio ad ascoltare la presentazione della serata. Gli occhi blu vagano sulla stanza della reception, sulle scale che portano alle stanze e sulle porte che si affacciano sugli altri ambienti.
Willow, una volta fatte le presentazioni, avanza di qualche passo, leggermente tentennato, mentre ammira l’arredamento. > che meraviglia, quanto è accogliente < mormora fra sé e sé. Continua a guardare, e osservare i vari ospiti che si ritrovano lì. Da Esther e Aika a Raphael, da Joel a Lysandros. Totalmente impeccabili, perfetti e soprattutto in tema. Rimane silente quando Esther, spiega l’introduzione. A solo pensare i giochi da tavola, Will, non ha mai giocato. Il gioco Cluedo, si l’ha sentito nominare, ma mai giocato.
Raphael sorride annuendo alla sua Esther donandole un piccolo occhiolino guascone > Ahhh si si c'è sempre una prima volta...magari faccio l'assassino..sarebbe un bel contrappasso… < ridacchia, scuotendo il capo per un secondo, prima di adocchiare tutti i presenti in una panoramica generale. Dopo torna a fissare Esther che si appresta a spiegare le regole del gioco, incrocia le braccia al petto rimanendo in attesa, distrattamente si umetta le labbra in un mero gesto riflesso, tornando per un secondo a spaziare su tutti, soffermandosi su Aika che ovviamente riconosce, ed a cui dona un piccolo sorriso di saluto, prima di tornare serio in attesa.
Lysandros ascolta con aria indifferente Aika, continuando inizialmente a curiosare oltre la porta dell’ingresso per vedere i nuovi arrivati, ma quando la giapponesina finisce di parlare non può fare a meno di rimanere sorpreso da quella risposta apparentemente ambigua, ma alle sue orecchie molto chiara. Non ha mai giocato a Cluedo prima d’ora, e mai ne ha sentito parlare, ma non si scoraggia per questo e anzi ascolta attentamente, con aria interessata.
Il maggiordomo Esther vede un paio di sguardi confusi tra le persone che le stanno davanti e rivolge a tutti un sorriso amichevole e rassicurante. > L'idea era quella, entrare completamente dentro il gioco, che si svolge negli anni Venti... Devo dire che sono impressionata dalle vostre mise. < commenta gentile. Nell'aria c'è un buon profumo di cibo che preannuncia una cena a buffet. > La prima parte della serata durerà poco e sarà quella dove voi a caso prenderete possesso del vostro personaggio e questo avverrà in privato. < dice alzando gli occhi e il viso verso le scale che portano al piano superiore. > Fortuna vuole che siate in cinque, esattamente come le stanze. Vi prego di seguirmi così iniziamo. < conclude con un ampio sorriso rivolto a tutti i presenti, prendendo in mano il mazzo di carte dei personaggi dalla reception. Aspetta le loro risposte prima di voltarsi e condurli uno ad uno in una stanza diversa al secondo piano. Una volta posizionati tutti i partecipanti, Esther farà il giro delle stanze, in un ordine casuale. Una volta dentro farà scegliere una carta personaggio dal mazzo stesso e comunicherà le successive istruzioni. >
Per quanto Aika si sforzi, di tanto in tanto lo sguardo le cade inevitabilmente su Joel, quasi volesse comprendere cosa diamine ci faccia in un posto del genere. Per come l’ha conosciuto c’è qualcosa che non le quadra, quasi un dubbio che vuole togliersi. Così, con una scusa qualsiasi, cerca di affiancarlo proprio quando Esther riprende a spiegare le regole del Cluedo, in cui stanno per cimentarsi. Il tutto viene fatto con molta naturalezza, come se fosse quasi un caso quel suo andargli incontro e trovarsi vicino al Canadese. Non intende certo destare chissà che preoccupazione e soprattutto non intende rivelare a voce alta quanto avrebbe da dirgli. Con passo deciso, ma calmo si muove verso l’uomo a cui sussurra qualcosa all’orecchio. Joel ha già guardato tutto ciò che gli interessava ed adesso si sofferma di più sui presenti, in particolare su Lysandros, di cui commenta l’abbigliamento, sicuramente più comodo di quello scelto da lui. Il profumo del cibo è una distrazione non da poco, ma l'uomo da solo uno sguardo al corridoio da dove immagina provengano gli aromi. Si gira quando viene raggiunto da Aika che gli si affianca. Ascolta il suo sussurro, guardando altrove, poi e le rivolge un sorriso ammiccando> La ringrazio. Anche il suo è un bel vestito signorina. <sembra che il suo rivolgersi ad Aika sia terminato lì, almeno finché non si gira voltando le spalle alla sala alla ragazza e poi segue le istruzioni di Esther.
Willow sospira, presa dai suoi pensieri, con nonchalance. Segue Esther, che li accompagna alle camere e gliene fa scegliere una, non dicendo niente. Non ha domande per il momento, ha capito e compreso come verrà svolta la prima parte. Si limita a fare un semplice sorriso.
Il Questore, Raphael, ascolta il dire di Esther annuendo con aria sorniona e divertita, passandosi distrattamente una mano alla base del collo, forse a lenire un muscolo indolenzito o forse in un mero gesto riflesso; comunque si lascia guidare nella sua stanza adocchiando gli altri che fanno lo stesso > L'assassino è il maggiordomo si sa….< ridacchia seraficamente prima di entrare nella sua stanza per prendere le nozioni del caso e potersi così calare nella parte assegnatagli, per una volta ci sarà un omicidio senza aver il dovere morale di mettere in gattabuia il colpevole.
Nel frattempo, Lysandros non avendo molta familiarità con il gioco, e non conoscendo praticamente nessuno lì, si limita ad ascoltare e ad osservare attentamente, restando in piedi con la schiena dritta, le mani dentro le tasche e i pollici infilati tra le bretelle e la camicia, appena sopra l’attaccatura delle bretelle ai pantaloni. Incrocia lo sguardo di colui che dice chiamarsi Michael, che sembra rivolgergli un complimento, o un apprezzamento sulla scelta del suo vestito. Non è ben sicuro di aver capito, tuttavia, e non volendo distrarsi dalle spiegazioni di Esther, si limita a rispondere al tizio con un occhiolino amichevole, accompagnato da un leggero movimento del capo. Appena la proprietaria del B&B finisce di parlare, annuisce con la testa, e con un leggero sorriso afferma > Va bene < e attende così di essere condotto nella sua stanza per l’inizio del gioco.>
Esther accompagna tutti nelle rispettive stanze, dopo aver salito le ripide scale del Bed&Breakfast. > Ahahah certo come no... < ribatte Esther alla battuta sorniona di Raphael, prima di lasciarlo in una delle stanze. Entra per prima nella stanza dove ha lasciato Aika. Mette davanti agli occhi dell'amica le carte, messe a ventaglio dal dorso, in modo che non vedano il personaggio, e la fa scegliere. Ripete la stessa operazione in ogni stanza, comunicando alla fine al partecipante il carattere e il modo di fare del personaggio che dovranno d'ora in poi interpretare. Ogni personaggio ha sia una variante maschile, sia una femminile, in modo da adattarsi perfettamente a chiunque la peschi quella carta. La carta dell'assassino era stata estratta quel pomeriggio da sua nonna e sulla carta prescelta è stata fatta una piccola "x" rossa. Ed è proprio Willow, nella seconda camera nel quale entra Esther, ad estrarre tale carta. > Oh là là < dice scherzando. Dopo di che, si avvicina al suo orecchio e le sussurra le successive istruzioni, che questa volta dovrà compiere solo Willow.
Aika rimane basita alla risposta di Joel, al punto da fissarlo negli occhi per qualche secondo, ma non lo dà a vedere, mentre segue tutto il gruppo su per le scale. Gli risponde con nonchalance, ringraziandolo. Si allontana quel che basta da Joel e aspetta di capire in quale stanza dovrà preparare la sua parte e cimentarsi con il personaggio che, a breve, le sarà assegnato. Una volta raggiunta la prima camera, la giapponesina vi accede insieme ad Esther, così da poter pescare la carta che ancora non va ad osservare, ma che tiene ben salda nella mano sinistra.
Joel qualche parola scambiata con Aika ed un occhiolino da parte di Lysandros sono tutto quello che ottiene da quell'inizio di serata, cosa che non sembra dispiacergli affatto, visto il sorriso sornione che indossa come un accessorio del completo anni venti. Viene lasciato solo in una delle stanze e quando Esther torna, pesca la carta del colonnello Jaques Moutarde. Si muove lentamente all'interno dell'ambiente sconosciuto, guardandosi attorno fino a raggiungere la finestra e lì scosta la tenda e guarda la strada di fronte alla vecchia casa. Si gira e si appoggia ad una parete, incrocia le braccia davanti al petto e lì aspetta ulteriori istruzioni.
Nell’attesa, Willow osserva la stanza in cui si trova. Compone semplici passi e ne ammira i dettagli. Quando sente bussare la porta, ella si volta in quella direzione> avanti< commenta, senza pensare due volte. Vede la bella Esther, con quel mazzo di carte in mano. Si ritrova a scegliere una carta che le presenta dinnanzi Esther. Con la mano mancina, visto che con la destra tiene la borsa, prende e sceglie una carta, facendola scivolare lentamente, verso l’uscita dal mazzo. Dopo averla mostrata ad Esther, quella si china su di lei e le sussurra le istruzioni del caso all’orecchio. Willow sorride a riguardo, rimanendo silente e attenta a quello che sente dire. Annuisce, cala la testa come dicesse si. Non perde tempo giustamente. Lascia le scarpe in camera, per facilitare le cose, se sarà possibile e per evitare di inciampare nelle scale. In modo tale di scendere velocemente, cercando di far più silenziosamente possibile, verso le scale. Si ritrova nella reception, nonostante prima si guarda intorno, prima a destra e poi a sinistra. Sceglie due carte, ognuna da un mazzo diverso, quello delle armi e quello dei luoghi e le deposita all’interno di una busta, insieme alla carta che ha appena estratto, lasciandola sulla reception. Risale su, nella sua camera, sistemandosi com’era prima, rimettendosi le scarpe.
Raphael sorride quando infine la sua compagna entra nella sua stanza, le fa un piccolo occhiolino avvicinandosi a lei e cercando di darle un bacio ora che sono soli. > Prima che l'assassino mi uccida, voglio un bacio dal maggiordomo…< sussurra sornione godendosi quel momento intimo. Si umetta le labbra che sanno piacevolmente di lei e pesca la carta, legge con aria divertita > Ahhh il divo dello spettacolo...ho il vestito adatto…< Imposta la voce con aria guascona, con voce profonda e baritonale, prima di scoppiare a ridere e scuotere il capo, con il chiaro intento di prepararsi ed uscire dalla stanza subito dopo.
Lysandros viene condotto in una delle stanza ed estrae la sua carta. Quando ce l’ha in mano, la osserva con attenzione > Dominic LeBlanc. Molto bene < dice, infine, alzando la testa e rivolgendo un sorriso ad Esther. Quando è solo si mette a gironzolare per la stanza, scostando le tendine delle finestre per curiosare fuori, solo per ingannare l’attesa.
Il maggiordomo osserva Willow che scende dalle scale, nel frattempo lei entra nelle altre stanze, facendo fare la scelta a tutti quanti. Quando arriva alla camera di Raphael, già si aspetta un'imboscata. Ride alla sua prima frase e risponde al suo bacio. > Stiamo giocando, non dovremmo... < dice con l'aria di una che non se ne pente minimamente. Si gode la sua reazione quando scopre di essere un Cèsar Rose, il maschile di Miss Scarlett. > Che lo spettacolo abbia inizio... Aspettami qui. < gli dice schioccandogli un bacio leggero, se lui lo vorrà, prima di uscire dalla stanza. Si assicura che Willow sia tornata nella sua camera e gli strizza l'occhio. > Bel lavoro! < le sussurra a mo' di incitamento. In ogni stanza ha spiegato brevemente a tutti i partecipanti la storia e il carattere dei loro personaggi e i loro rapporti con la famiglia Lenoir che possiede Tudor Hall. La trama del gioco in sé è molto semplice, l'erede dei Lenoir viene ucciso la sera del suo trentesimo compleanno e tutti i suoi ospiti potrebbero aver avuto un motivo valido per ucciderlo, il mistero sta nello scoprire chi l'ha fatto, dove e con che cosa. Illustra ad ognuno le nove stanze in cui sarà possibile indagare e le sei possibili armi. Dopo tutto ciò si mette in mezzo al corridoio e invita tutti ad uscire a gran voce. > Perfetto, la parte più noiosa è finita, ora c'è un buffet che ci aspetta in cucina! < commenta aspettando che gli altri escano e si dirigano in cucina con lei.
| Possibili armi: Candelabro, un tubo di piombo, una chiave inglese, una pistola (ovviamente finta), un coltello e una corda || Possibili luoghi: Stanza ospiti al piano di sopra, stanza della nonna al piano terra, corridoio, cucina, conservatory, biblioteca, salotto, giardino, ripostiglio al piano terra. |
Aika, lentamente e sempre in solitudine in quella stanza, scopre finalmente la carta, andando a carpire qualche informazione sul suo personaggio. Un sorriso le affiora sulle labbra nel leggerne le caratteristiche e la descrizione. > Julie Olive.. una cara ragazza.. < Esther ricompare nella stanza in cui Aika ha preso posto. Arrivano le ultime delucidazioni, viene narrata la storia, presentata la vita del cadavere (prima che diventasse tale), quali siano le armi e i posti in cui trovare indizi. Ed una volta che ha appreso quanto necessario per giocare, lascia la camera e si avvia insieme agli altri verso il Buffet. > Possiamo già iniziare? < domanda alla padrona di casa. Le prelibatezze semmai a dopo, fosse rispettosa delle regole, inizierebbe da una stanza in particolare: quella della cara nonnina…
Joel si raddrizza e ricomincia a camminare per la stanza, guardandosi attorno, in attesa di ricevere ulteriori istruzioni che arrivano insieme ad Esther. Viene istruito a dovere dalla padrona di casa e successivamente accoglie l'invito a scendere al piano di sotto. Quando scende le scale e fa il suo ingresso in cucina ha una postura diversa da quella tenuta ad inizio serata, interpretando il suo personaggio. Tiene il mento più sollevato, con maggiore fierezza, la mano destra per metà nascosta dalla giacca e la sinistra infilata nella tasca dei pantaloni> Molto bene. Adoro i buffet, anche se... vi ho mai raccontato di quella volta che ho subìto un'imboscata durante un pranzo a buffet al palazzo reale di Bruxelles a cui ero stato invitato dalla regina in persona? Pace all'anima sua < scuote la testa con espressione affranta. > Con il vostro permesso, mi dirigerei verso la biblioteca < la richiesta è rivolta sia a Esther che a sua nonna, nel caso fosse presente nella stanza.
Willow fa segno di ok, con il pollice verso su, verso Esther, come risposta al suo incoraggiamento. Entra in camera, dopo il lavoro compiuto, si sistema si ricongiunge con gli altri, come se nulla fosse accaduto di diverso. È come se stesse girando un film. Dopo tutto è un’attrice, un’artista, quindi cerca di entrare nel personaggio. Immedesima Patricia Pervenche. Cammina, avanza, schiena dritta e spalle aperte. Andamento fluido, composto ed elegante. Sbatte leggermente le palpebre degli occhi. Avanza e scende lentamente, come nulla sa niente e come se fosse una specie di sfilata di moda o una sorta di tappeto rosso. Si dirige dove Esther ha indicato di esser tutti presenti. Sente le parole di Joel in quanto > Suvvia, non mi dica che risulta a dieta, oppure non gradisce le deliziose pietanze < Ammette sempre con quella punta artistica, lenta e antipatica su certi punti di vista; con una risata cristallina. > Sono eventi davvero eccezionali e non vanno mai mancati....chi mai ha pensato di fare un imboscata? < Farfalla con quella mano, a destra e manca. La sua voce risulta un po’ acidula.
Raphael ridacchia con Esther annuendo al suo dire di aspettarlo, si umetta le labbra adocchiando ancora la carta e preparandosi alla scena, sospira per calarsi nella parte ed esce dalla stanza quando sente chiamare, si muove con aria altera, mento alto e sguardo sbruffone, gli viene anche bene diciamolo; scende in cucina osservando gli altri con aria seria > Ahhh i buffett...sicuramente niente a che vedere con i pasti sul set del mio ultimo film… Ahhh adoro il caviale del Volga… < Agita una mano con fare snob mentre procede piano osservando gli altri con un sopracciglio alzato.
Non appena Esther dichiara aperto il gioco, Lysandros, che aveva appena finito di leggere le caratteristiche del suo personaggio, si precipita a passo svelto verso il salotto. Scendendo le scale non si cura degli altri giocatori che eventualmente incrocia, e procede deciso con aria sicura, quasi ignorando la loro presenza, mantenendo un atteggiamento distaccato e altezzoso, che certamente non si addice al suo carattere reale, e che evidentemente deve essere collegato al personaggio da lui interpretato, a quel Dominic LeBlanc. Una volta giunto in salotto, continuerà a non mostrare troppa importanza per gli altri giocatori, standosene in disparte con aria disinteressata e altezzosa, e con uno sguardo che, ad un osservatore attento, potrà rivelare una buona dose di frustrazione e invidia.
Esther conduce il gruppo giù per le scale, attraverso il corridoio e il salotto, passando sotto l'arco simile a quello di una casa hobbit. Nell'andata prende la busta con le carte scelte da Willow e, dopo avergli dato un'occhiata, la sistema con nonchalance nella tasca interna della giacca. Una volta arrivati in cucina, indica il tavolo da pranzo, ricolmo di leccornie dolci e salate e diversi tipi di drink, sia un alcolici, sia analcolici. > Prego servitevi pure. < dice con aria allegra e distaccata. Sente la domanda di Aika > Prima il cibo, poi le indagini. Sono faticose avrete bisogno di forze... < dice facendo un occhiolino all’amica. In quel momento arriva la nonnina, che comincia a girare tra i presenti con un vassoio di sfoglie e pizzette appena sfornate. Dopo un poco si ferma davanti a Joel e gli chiede se ne vuole un po’, con aria affettuosa. > Dai Michael, prima mangiamo, poi indaghiamo. < dice con un sorriso la ballerina, uscendo per un attimo dalla parte. Dopo un poco la nonna Marianne ha monopolizzato l'attenzione di tutti, continuando ad offrire cibo e bibite a volontà e ciarlando allegramente con tutti. Esther si dilegua silenziosa e fa in pochi minuti il giro della casa distribuendo equamente le armi finte e quelle con i luoghi possibili, eccetto l'arma finta e la carta luogo, scelte da Willow, che i concorrenti dovranno indovinare. Gli indizi non saranno difficili da trovare.
Il passo di Aika si fa svelto nel raggiungere la camera della nonnina e già che c’è, mentre vi si reca, concede dei sorrisi gentili a chiunque incontri, dando ad intendere, con ammiccamenti vari ed espressioni del viso, che sarebbe disposta anche a spingersi oltre, perché l’importante è arrivare al fine. > Ben gentile. Qualunque cosa vi serva < Dice prima di raggiungere la stanza in questione, rispondendo ad Esther che non le da il consenso per spostarsi > Lo farò per voi, non temete < Il viso che si illumina di una luce diversa, fredda, calcolatrice, con quel tono fin troppo gioviale e socievole. E se la nonnina serve, Aika prende un piatto dall’isola e lo serve proprio alla proprietaria del B&B > Ecco. Questo è per voi, ora fatemi andare.. < Un paio di battute, poi, riprende il suo percorso, sempre abbia convinto Esther. Entra nella camera della Nonna, accosta la porta senza chiuderla e si guarda attorno con molta attenzione. Sebbene conosca gran parte del B&B, in quella camera non ha mai avuto motivo di entrare, anche per rispetto della privacy della vecchina, ovviamente. Un sospiro e lascia da parte la recitazione. Quel minimo di esperienza che ha, la utilizza per cercare gli indizi. >
Joel chiacchiera amabilmente con Willow > Ah, mia cara, sapesse... < si rivolge alla donna calatasi anch’ella nel personaggio. Joel, come da copione e da personaggio, sfodera storie assurde riguardanti la sua capacità militare e sull’imboscata al buffet reale. Intrattenendo egregiamente la ragazza. Ci mette un po' prima di capire che l'invito di Esther sia rivolto proprio a lui e quando si gira perplesso a guardarla, è facile trovare una spiegazione per quel suo esitare > Michael? Mi perdoni Milady. Il mio nome è Jaques. Colonnello Jaques Moutarde, per servirla < ammicca verso di Esther e prende una sfogliatina offerta da Marianne, poi rivolge il suo sguardo a Aika che si isola dal gruppo come Lysandros e poi a Raphael. Willow rimane silente mentre ascolta le parole di Joel. Nei suoi aneddoti, ella rimane sconvolta > Ohhh quante avventure. Davvero piene di azione e avventure… In ogni caso, io sono Patricia Pervenche < si presenta, scandendolo perfettamente, assicurandosi che tutti lo sentissero bene, per poi continuare a ciarlare allegra sulle varie cene di gala alle quali Patricia ha partecipato.
Raphael, nel frattempo, osserva i vari presenti con aria fintamente stanca ed annoiata, solo quando Joel inizia il suo sproloquio lui emette un piccolo sospiro roco > ohhh di grazia no...non ci erudite ve ne prego con la storia del Bangladesh...non sarà mai interessante come il mio ultimo film… Ho interpretato niente po po di meno che Giulio Cesare… < porta una mano alla tempia sospirando > Quoque tu Brutus..filii mii… < con voce stentorea muovendosi e toccandosi il fianco fintamente ferito, prima di fingere di accasciarsi contro la parete, un attimo e poi torna eretto sorridendo lievemente > sicuramente lo avrete visto… il mio nome è Cesar Rose… Ma lo avevate già capito no? < dandolo chiaramente per scontato. >
Il greco, nel pieno rispetto della sua parte, mostra poco interesse verso i presenti e si pone in un angolo del salotto, leggermente in disparte, più esattamente verso la biblioteca, dalla quale estrae un libro a caso e lo sfoglia con aria annoiata. Lo sfoglia mostrando un finto interesse e quando la nonna di Esther si avvicina per porgergli il vassoio, il suo sguardo sembra perfettamente calato nella parte: uno sguardo annoiato e altezzoso allo stesso tempo. > Oh, sì… < dice sbadigliando, con aria fiacca. > credo che assaggerò giusto una tartina < dice riempiendosi le mani di tartine, tramezzini e pasticcini. Con la stessa aria svogliata e sorniona, si tratterrà a a parlare con la nonna del libro che stava sfogliando, rivivendo la sua gloriosa infanzia da bambino prodigio. Concludendo così > Non come adesso, invidiato da tutti per le mie capacità, e tenuto in disparte quasi per disprezzo… Oh, ma verrà il giorno in cui avrò la mia vendetta, signora, ci può contare… < esclama a voce alta, assicurandosi di farsi sentire dai presenti, ai quali però continua a non mostrare la minima attenzione.
Il maggiordomo si rende conto del suo stesso errore. > Perdonatemi Monsieur Moutarde, errore solo mio... < dice con una riverenza prima di dileguarsi a sistemare gli indizi. Quando ritorna sono tutti a ciarlare allegri, immedesimati nei rispettivi personaggi. Ne esasperano i tratti caratteristici ed Esther si appoggia allo stipite della porta della cucina a guardarli per qualche secondo, in silenzio, con un sorriso che va da un orecchio all'altro. Dopo pochi minuti, vedendo che la voglia era quella di cercare gli indizi, più che di mangiare interrompe con grazia i loro discorsi, fingendosi trafelata da una corsa. > Signori, signore... Monsieur Lenoir è morto! Morto! Il corpo è in giardino... Oh signore vi prego non guardate è una visione truce... Oh mio dio, mi sento svenire... < dice appoggiando la schiena allo stipite e portando una mano alla fronte, fingendosi sconvolta. Fa calmare il finto respiro affannoso un poco. > Nessuno è entrato od uscito, quindi l'assassino deve essere qui, uno di noi! Oh che il buon cielo mi assista! < dice scivolando un poco sullo stipite, mentre sua nonna in cucina incita i giocatori a cominciare a girare per casa alla ricerca degli indizi che potrebbero svelare il colpevole. All’annuncio, Aika sbuffa, scordandosi per diversi attimi la sua parte, poi, ritrova la calma e riprende nella sua perlustrazione. Senza risultati. Al momento, la camera della nonna è un buco nell’acqua. Joel china il capo ossequioso verso Esther che si congeda. Annuisce più volte a confermare quando ha appena detto a Willow che sembra impressionata dai racconti del personaggio che sta interpretando e a sua volta ascolta quanto ha da dire. Dopo di che, porta alle labbra una sfogliatina che addenta e mastica con lentezza mentre lo sguardo finisce su Raphael che interpreta a sua volta un personaggio > Un film? Bazzecole. Non sono cose da uomo virile quelle... Giulio Cesare? Sapete che l'ho conosciuto durante una campagna in Italia? Forse però era un suo omonimo < osserva la sua performance e scuote la testa con espressione di biasimo > Questi attori... < si sporge verso Willow e sussurra > Sono peggio degli intellettualoidi frustrati e vendicativi < e lancia un'occhiata a Lysandros di cui ha sentito le parole. L'arrivo di Esther da nuova enfasi alla recita e si guadagna lo sguardo esclusivo del canadese che la ascolta. Invitato dalla nonna Marianne, esce dalla stanza ed in barba a quello che aveva preannunciato non si dirige verso la biblioteca ma su per le scale. Si chiude la porta alle spalle e si ferma a guardare la finestra è aperta, poi si mette a perlustrare il posto. Lysandros all’annuncio dell’omicidio in giardino non si scompone, e continua a sfogliare il suo libro e a mangiare le sue tartine > Prima o poi qualcosa doveva succedere… < borbotta tra sé, lanciando uno sguardo alle direzioni prese dagli altri giocatori, prima di scegliere la propria, la biblioteca dietro di lui. Quando vede Esther entrare, Willow assottiglia lo sguardo > Mio dio! Quale disgrazia è avvenuta questa sera < la mano libera la mette ad altezza cuore, una faccia sconvolta, turbata e la bocca aperta, sguardo che quasi esce fuori dalle orbite, per poi osservare tutti quanti i presenti. L’assassino e tra noi, e quindi si mette anche lei alla ricerca del disgraziato/a di chi ha commesso il delitto. Inizia ed avanza nella ricerca, esplorando. Si dirige verso il giardino , dove Esther ha detto dove si trova il corpo. Raphael sta per rispondere ad una delle provocazioni che Joel gli ha lanciato quando arriva l'annuncio, corruga la fronte > ohhh che roba...che sia la sceneggiatura di un nuovo film? Come inizio niente male… < serio fa per avviarsi guardandosi intorno mentre procede anch’egli in direzione del giardino, alla ricerca di indizi.
Esther durante la perlustrazione dei partecipanti si ferma in cucina, discreta, lasciando la sua casa in balia degli eventi. Aika esplora la camera della nonna, senza successo. Lysandros esplora la biblioteca anche lui senza successo alcuno. Mentre Willow che decide di indagare in giardino, sicuramente troverà qualcosa di interessante e senza particolari difficoltà. Al contrario, Raphael non troverà nulla in giardino e dovrà continuare a cercare per trovare una carta o un'arma finta, sempre che ce ne siano in quel luogo. Joel non si è probabilmente reso conto di essere uscito dal terreno di gioco e di essere entrato nella seconda camera libera in quel momento al Bed&Breakfast. La finestra è aperta, una cosa di cui le proprietarie del B&B non sanno nulla, convinte di aver chiuso tutto, come al solito. Dopo pochi secondi dalla sua entrata Joel sentirà freddo, molto freddo, fin dentro le ossa e, all'improvviso, si sentirà gettato a terra e schiacciato da un ammasso di ombra non identificabile. Un peso sul suo torace, un peso sempre più pesante. All'inizio potrà urlare e poi neppure quello. Tutti i presenti nella grande casa potranno sentirlo. Esther, seguita dalla nonna, si precipita verso la porta della camera dove l'uomo è entrato, ma non riusce ad aprirla neanche con delle forti spallate. > Michael! Michael! Cosa succede? < urla alla porta, con il volto terreo. Ma dall'altra parte solo qualche singulto e poi il silenzio. > Oh dio... Cosa succede? < urla terrorizzata, sperando che sia solo un brutto scherzo.
Joel, appena entrato nella camera, torna ad essere solo, con la scusa di cercare indizi per risolvere il delitto. Ne approfitta per slacciare il papillon che penzola da sotto il colletto ed un paio di bottoni della camicia. Da basso non si sente niente. Quello che sente è qualcosa che lo butta per terra e lo fa sbattere sul pavimento. Qualcosa lo schiaccia non sa cosa. Non vede niente a parte una sagoma nera sul suo petto e può solo agitare le gambe e le braccia nell'aria, cercando di togliersi di dosso quella cosa, qualsiasi cosa sia. Urla con quanto fiato ha nel petto, finchè di fiato non ce n'è più. Sente la voce di Esther oltre la porta ma non ha più modo di rispondere. Il viso diviene rosso, gli occhi quasi escono dalle orbite ed corpo viene scosso da convulsioni violente, battendo colpi sul pavimento con le estremità, finchè non si fa tutto buio ed immobile.
Willow, intanto, continua nell’esplorazione del giardino. Ancora non riesce a credere che qualcuno ha ucciso il Monsieur Lenoir. Cerca qualche indizio o qualcosa. Troverà un qualcosa, che luccica, davvero interessante. Un qualcosa che ha attirato la completa attenzione, senza sforzarsi eccessivamente. Sta per afferrarle l’oggetto quando sente urlare verso l’interno della casa. > Ma che succede?! < sbuffa un po’ preoccupata, mentre tentenna con i passi. Raphael si aggira per il giardino con aria assorta, pochi passi dietro a Willow. Sospira appena quando sente urlare di nuovo, socchiude gli occhi ma un particolare stona, Esther ha urlato Michael, il nome vero di quel ragazzo; corruga la fronte e si volta verso l'ingresso, un attimo e poi prende a correre di gran lena verso le voci; raggiunge la porta con il seguito annesso > Che succede...non è uno scherzo vero? < La faccia di Esther ovviamente gli concede la risposta, serra la mascella ed tenta di dare un calcio deciso alla porta, con il chiaro intento di sfondarla nel caso e precipitarsi all'interno subito dopo. una volta aperta; sarà un susseguirsi di eventi al rallentatore, si come in un film, il corpo a terra, lui che urla di non entrare nella stanza, lui che si china sul corpo esaminandolo ed evidenziandone il decesso; è morto davvero qualcuno questa notte e non è un gioco, via i panni del guascone attore, torna il questore volente o nolente e sarà una lunga notte, fatta di rilevamenti, di scientifica sul luogo e tutti gli annessi e connessi.
Quando non si sentono più rumori all’interno della stanza, un brutto, bruttissimo, presentimento invade il cuore di Esther, propagandosi in tutto il torace, come un veleno che si diffonde grazie al flusso sanguigno. > Oddio... No... < batte con forza alla porta della camera, pensando che sia stato Joel a chiuderla, altrimenti non sarebbe spiegabile questo blocco improvviso, su una porta nuova. Non sente gli arti dell'uomo battere sul pavimento. Dentro la sua testa c'è il caos e sua nonna, arrivata subito dopo di lei, continua ad urlare. > Michael! Michael! Ti prego, apr... < Raphael è arrivato di corsa. La porta è robusta e cede un poco al suo calcio, ma non del tutto. Esther gli dà la botta finale e quella si apre. Muove qualche passo all'interno, istintivamente. Il corpo dell'uomo è immobile, rosso in viso, con gli occhi aperti. Una visione terrificante. > Oh mio dio, no... < dice a voce alta osservando la scena. Raphael la tira indietro e constata la morte dell'uomo. In lontananza si sentono distintamente dei battiti di enormi ali che si stanno allontanando. Anche Willow dal giardino potrà sentirli chiaramente, anche se non potrà vedere la macchia scura da cui proviene il rumore. Le urla hanno attirato anche l’attenzione di Willow che pensa ancora possano far parte del gioco. Pensa a questo ancora, oppure è solo la finzione dello scopo? Si ritrova lì nel giardino, con la tremarella, che non sa che fare. Raphael, non lo vede più, magari è scattato prima di lei. Corre e si avvia a destinazione.Vede la nonnina ed Esther, mentre la porta risulta aperta. A quanto pare Raphael è dentro ad esaminare. La mano la mette davanti alle labbra, poiché nessuno mai si aspettava una cosa simile. Lasciando stare il gioco, qui Will non sta recitando, risulta più vera che mai. No per via del gioco o dell’attrice che svolge di mestiere. > oh mio dio, vi prego ditemi che non è quello che penso < La voce trema, con i primi sintomi di paura. Trema pure, come quando sente freddo. Non ha ben capito cosa sia successo. Vorrebbe tanto sapere cosa sia successo. E forse non avrà risposte certe o comprensibili.
PERSONAGGI:
Aika -> Julie Olive - Gran lavoratrice, molto impegnata e con una miriade di contatti in ogni dove, anche se nessuno sa precisamente di cosa si occupi. Per lei nulla è gratuito, se fa un favore ne vuole un altro in cambio. Complottatatrice di professione.
Frase tipica: « Lo farò per voi. Che cosa intende fare/dare in cambio? »
Joel -> Colonnello Jacques Moutarde - un militare ora in pensione. Ha contratto parecchi debiti di gioco presso molti casinò, che ora gli sguinzagliano dietro i loro scagnozzi. Esagera perennemente le sue gesta, dipingendosi come un grande eroe. Ottimo atleta e bugiardo seriale.
Frase tipica: « Vi ho mai raccontato di quella volta che io… »
Willow -> Patricia Pervenche - Amica della deceduta madre del Dottor Noir. Proviene da una ricca famiglia di politici, che raccoglie fondi per qualsiasi causa, si cura di essere sempre al centro dell’attenzione. Sempre padrona di sé stessa, fa fare il lavoro sporco ai suoi assistenti. Se qualcuno di loro parlasse dei suoi affari, gli potrebbe essere fatale. Impassibile e influente.
Frase tipica: « Tutto è fatto meglio se me ne occupo da sola. »
Raphael -> Cèsar Rose - È una star del cinema ed è presente a tutti gli eventi sociali. Al centro delle attenzioni delle riviste di gossip. La sua più grande paura è che la stampa scopra le attività sgradevoli che gli hanno permesso di guadagnare un posto in alto. Manipolatore e affascinante.
Frase tipica: «Come? Tu non sai chi sono io?»
Lysandros -> Dominic LeBlanc - governante di casa Tudor ed educatore del Dottor LeNoir (la nostra vittima). Vive dei ricordi di un’infanzia da bambino prodigio, non se la sente di andare avanti. Ricorda perennemente agli altri quello che ha perduto e continua a ripetere che il suo giorno arriverà, prima o poi. Frustrato e geloso.
Frase tipica: « Sono stanca di essere ignorato e di non ricevere ciò che mi è dovuto. »
Resoconto estemporanea (quest "Canto di Morte
News di Les Ombres de Bruges del 18/04/2015
Data: 18.04.2015
Luogo: Viale
Partecipanti: Liam
Master Fato: Chanel (in chat dalle 1.10 alle 2.25)
Punti distribuiti: 10
Liam, investigatore privato in cerca di fama e pubblicità, decide di indagare sulla strana morte del senzatetto trovato deceduto in un vicolo più di un mese fa.
Il cielo è sereno e l'assenza della Luna lo mostra trapuntato di brillanti stelle che sembrano seguire la figura di Liam mentre passeggia lungo il viale dello shopping di Bruges. Di notte, quando i turisti sono tornati esausti nelle loro stanze d'albergo a riposare dopo le fatiche diurne ed i cittadini si preparano per una nuova giornata di lavoro, la città assume tinte oscure e nell'immobilità e nel silenzio, nuovi abitanti ne prendono possesso. Un paio di cani randagi trotterellano sul marciapiede, superando Liam ed addentrandosi nel vicolo che costeggia la Gourmandise, la pasticceria, e dopo pochi minuti l'inconfondibile rumore di bidoni dell'immondizia rovesciati romperà per un attimo il silenzio. L'investigatore prosegue conscio che quel rumore annuncia probabilmente l'inizio del pasto per due randagi particolarmente fortunati, ma si ferma di fronte ad un gatto nero seduto sul davanzale di una finestra. Gli occhi viola di quell'animale lo fissano come se potessero leggere l'inquietudine dell'uomo che si trova a passeggiare a tarda notte, senza una meta. Quegli occhi attirano l'attenzione di Liam e quando il felino salta dal davanzale e cammina lentamente addentrandosi in un vicolo, l'uomo lo segue, senza un perchè. Il gatto non sembra allarmato dalla presenza di Liam e procede piano finchè il vicolo non incontra un muro. Sembrerebbe un vicolo cieco se non si intersecasse con un vicolo in trasversale, molto più stretto, che Liam riesce a vedere solo perchè il gatto si ferma e fissa l'uomo prima di sparire dietro l'angolo di una casa alla sua destra. L'oscurità è quasi totale e Liam procede a tentoni, finchè non estrae dalla tasca il suo accendino e con esso illumina una piccola porzione di strada davanti a sè e la fioca luce gli permette di vedere una sagoma seduta a terra. Occhi viola che lo fissano, incorniciati dalla pelle rugosa e capelli come fili d'argento di una donna, vestita di stracci.
Liam la guarda, confuso per un attimo da quegli occhi che sembrano conoscerlo, ma inizia a conversare con lei. Ha sentito della protesta dei clochard al via del Giro delle Fiandre ed il suo peregrinare a tarda notte sembra avere sortito gli effetti che si auspicava. Si presenta e le chiede il suo nome e la donna risponde che "nell'ambiente", la chiamano Regina, poi inizia con discrezione le proprie indagini. Le chiede chi fosse il vagabondo trovato morto nel vicolo e se abbia idea di chi possa averlo ucciso, se si tratta davvero di omicidio. Liam è senza dubbio a disagio di fronte a quella donna che parla in maniera lucida, utilizzando termini che denotano una cultura fuori dall'ordinario. E' impressionato da lei, incapace di distogliere lo sguardo dai suoi occhi viola, anche quando l'anziana si muove ed inizia ad accarezzare il gatto che ha condotto l'investigatore fino a lei e che ora siede placido al suo fianco. La donna si interrompe più volte, socchiudendo gli occhi e reclinando la testa come se fosse in ascolto e quando lo fa, si porta l'indice davanti al viso, invitando anche Liam al silenzio. Sembra una vedetta all'erta, pronta a carpire ogni minimo rumore ed ogni minimo movimento, anche quando Liam non sente nulla. L'americano è sempre più perplesso, ma si appunta mentalmente ogni parola detta dalla clochard, finchè non viene congedato e lui non si oppone. Il tempo è passato in fretta per entrambi, in una conversazione che è andata ben oltre le aspettative dell'investigatore, che lascia a terra vicino alla donna una generosa offerta per le preziose informazioni ottenute e si allontana.
Cluedo... con il morto
News di Les Ombres de Bruges del 14/04/2015
I presenti nella casa hanno distintamente percepito un forte battito d'ali all'esterno in allontanamento.
Il B&B ora è chiuso per i rilievi della scientifica e tutti i presenti verranno convocati in questura per raccogliere le testimonianze.
Gli ospiti e le due proprietarie dovranno lasciare l'edificio per qualche giorno per permettere le indagini, quindi dovranno alloggiare presso l'hotel o presso case di amici.
Segue il resoconto completo della serata masterata da Esther.
Con l'occasione ringraziamo Gianluca (player di Joel) per la collaborazione e lo attendiamo on line con un nuovo personaggio.
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