News e Annunci ASoIaF - Il Grande Inverno
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News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 04/09/2017
Quest di scenario: aggiornamenti e organizzazione.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 02/09/2017
Ambienti selvaggi: nuovo inserimento nel manuale
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 01/09/2017
Taiga e tundra sono ambienti del nord del pianeta, la steppa si trova a diverse latitudini. La foresta boreale o taiga, si sviluppa generalmente a sud della Tundra. Sono formazioni forestale di clima freddo, dominata da conifere. Questo bioma è chiamato taiga che significa “ boschi freddi” o boschi boreali, che significa “boschi del nord”. Lì crescono, favoriti dal clima meno rigoroso che quelli della tundra e per un suolo che soffre meno l’effetto della nevicata. La temperatura media è di 19º C in estate e -30° C in inverno, la media annua delle precipitazioni raggiunge 450 mm. Sono boschi di abeti, salici azzurri e pioppi, pini e larici e di betulle. La fauna è composta da animali che resistono al freddo, molti dei quali ibernano: alci, bisonti, lupi, orsi, linci, martore, scoiattoli, marmotte, castori, lemmings e cervi. La Taiga è uno dei principali biomi terrestri. La Taiga è caratterizzata da terreni umidi che non di rado danno ospitalità a sconfinate radure, zone umide, paludi e torbiere, ecosistemi di vitale importanza per la sopravvivenza di molte specie acquatiche e terrestri. Questo ambiente particolarmente suggestivo, è caratterizzato da un clima continentale rigido e particolarmente secco. Gli inverni di norma sono lunghi e freddi e possono durare fino ai 10 mesi, mentre le estati sono brevi eppure ben soleggiate. Durante l’inverno le temperature raggiungono perfino i -45° mentre in estate si oscilla fra gli 8 ed i 16°. Per quanto piova davvero di rado, il terreno è pur sempre umido vista la notevole presenza di falde acquifere. Alla foresta, spesso, si alternano zone umide che formano acquitrini, paludi e torbiere.Il Bosco-TundraTra il confine nord del bosco boreale, dove gli alberi attivamente si rigenerano, e la tundra priva di alberi c’è una zona di transizione dinamica conosciuta come «bosco-tundra». L’estensione di questa zona può variare da pochi chilometri fino ad oltre 200 chilometri nelle zone della Barriera. È naturalmente frammentata ed è composta di parcelle la cui copertura forestale è relativamente densa, interrotti da aree di licheni e brughiera, così come in zone poco boscosa.Questa zona di transizione ospita più specie rispetto al sistema boreale e al sistema della tundra, poichè contiene entrambe le specie. Gli alberi del bosco-tundra, spesso sono poco sviluppati, e la sua rigenerazione è lenta. In inverno il bosco-tundra è un habitat importante per il Caribù e lo Yak servendo di appoggio a sua volta alle attività di allevamento delle renne dei popoli indigeni. La zona ospita anche le attività pastorizia di pecore, di pesca e la raccolta dei prodotti non legnosi.Le funzioni fisiche più importanti del bosco-tundra sono stabilire e proteggere i terreni fragili e sostanze nutritive, prevenire l’erosione, conservare le risorse idriche e la capacità dei bacini, filtrare sostanze inquinanti, servire come un indicatore del cambiamento climatico e, in collaborazione con il bosco boreale stesso, essere un serbatoio di carbonio.La tundra
La tundra nasce e si estende in genere, a nord della taiga, e rappresenta uno dei biomi più freddi e aspri della Terra. Gli ecosistemi della tundra sono costituiti da regioni brulle, dove il clima è freddo e caratterizzato da forti venti, con scarsa piovosità. Le zone a tundra sono coperte di neve per gran parte dell’anno, fino all'arrivo dell’estate con un’esplosione di fiori selvatici.Ne esistono di due generi: di montagna, che si apre in aree tipicamente collocate tra rilievi montuosi e rialzate e di piana, chiamata anche il deserto di ghiaccio. Capre di montagna, pecore, marmotte e uccelli vivono nella tundra di montagna nutrendosi di insetti e piante basse. La flora resistente, come le piante a cuscinetto, sopravvive su questi pianori di montagna crescendo in depressioni rocciose dove trovano un ambiente più caldo e riparato dal vento. La tundra di piana, con una temperatura media che va dai -12° C ai -6 °C, ospita varie specie animali, tra cui volpi artiche, orsi polari, lupi grigi, caribù, oche delle nevi e buoi muschiati. La stagione di crescita estiva dura appena 7-8 settimane. Il terreno, ghiacciato, è il cosiddetto permafrost. “Frost” significa “gelo” in inglese e “perma” sta per "permanente". Dunque il permafrost è ghiaccio che non si scioglie mai. Al massimo, in estate, si scongela solo lo strato superficiale che dà origine a un ambiente molto umido, perché l’acqua non riesce a essere assorbita e a penetrare (a causa, appunto, del ghiaccio che rimane intatto a pochi centimetri sottoterra). Il permafrost è uno strato di suolo congelato e piante morte che si estende per circa 450 metri sotto la superficie. In gran parte della tundra, in particolar modo nelle terre oltre e avanti la Barriera, resta congelato tutto l’anno. Nelle regioni meridionali del Nord, lo strato superficiale sopra il permafrost si scioglie durante l’estate, formando acquitrini e laghi poco profondi che richiamano un’esplosione di vita animale. Gli insetti sciamano intorno agli acquitrini, e milioni di uccelli migratori accorrono per mangiarli.Nella tundra, il fattore limitante è la temperatura. La media annua delle precipitazioni è bassa, circa 250 mm, e la temperatura massima supera i 10º C. Il sottosuolo ha uno strato di ghiaccio permanente, il cui spessore varia a seconda della stagione. Nella tundra, le forme di vita dominanti sono muschi e licheni. Nonostante le scarse precipitazioni, entrambe le forme crescono bene, perché l’evaporazione è quasi inesistente e vi è un’alta concentrazione di umidità. Il suolo, povero di sostanze organiche, ha una carenza di sostanze nutritive. Tutta la tundra è zona di torbiere, alcuni depositi di carburante fossile, la torba, costituiti da residui vegetali che si sono accumulati nel corso di migliaia di anni nelle paludi. Per il freddo intenso, il processo di decomposizione è molto lento e la formazione di suolo fertile è scarsa. La fauna della tundra ha anche poca diversità. Le renne sono gli animali simbolo della tundra: migrano periodicamente, in conformità con i cicli di riproduzione di forme di vita di cui si alimentano. Le renne sono addomesticate e utilizzate come animali da tiro e da carico. Altri mammiferi che si nutrono di piante e licheni sono i lemmings, specie di topi di campo. Ci sono anche lepri artiche, lupi, volpi, linci e orsi polari, e anche un tipo di bovino selvatico adattato al freddo estremo, il bue muschiato e lo Yak. Molti di questi animali ibernano, cioè, entrano in letargo invernale, dopo aver accumulato riserve nel loro corpo durante la breve stagione calda. È maggiore la varietà di uccelli: ci sono gufi “nivali”, palmati come l’oca e il matto, e il falco più grande consciuto, girifalco. Altri uccelli provenienti dal sud, trovano nella tundra le condizioni necessarie per la nidificazione e riproduzione. Durante i giorni d’estate ci sono anche alcuni moscerini e zanzare. È sorprendente che in zone così fredde questi insetti vengono a riprodursi fino a formare sciami enormi. Nella breve stagione estiva, parte della neve si scioglie, il sottosuolo della tundra, gelati durante tutto l’anno, impedesce il drenaggio formandosi stagni e paludi. L’acqua stagnante raggiunge quindi temperature sufficienti per la riproduzione delle larve di zanzara.Tradizionalmente, la tundra è abitata da cacciatori, pescatori e allevatori di renne, che muovono dalle taighe dai boschi, cercando cibo per le loro greggi e raggiungono la tundra nel’epoca meno fredda dell’anno.La steppa
Il Westeros è una terra molto condizionata dal mare che la circonda su tutti i lati; quindi la steppa è un ambiente raro, in aree molto all’interno del continente, lontane dal mare: alcuni confini tra Dorne e le Terre della tempesta e alcuni confini confini tra Terre della Tempesta e Altopiano. Steppa significa "pianura secca", molto diffusa nelle regioni in cui ci sono inverni freddi ed estati calde e poco piovose.In pratica la steppa è una pianura arida, priva di alberi ma ricca di piccola vegetazione: erba e arbusti bassi a perdita d’occhio. E, qui e lì, animali quali roditori e rettili, insetti e ungulati (per esempio i cavalli).
Brividi!
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 30/08/2017
Il fortilizio è alle vostre spalle. Siete partiti all'alba ed è tardo pomeriggio. La sua vista vi ha accompagnato per diverse ore, in cui alcuni di voi si sono voltati spesso, come se il profilo della costruzione, alto sulle colline di Silverwood, fosse una consolazione e, almeno fino a poco fa, una via di fuga dinanzi all'Inverno che vi si è spalancato davanti. Ma ora, le luci che avete osservato diventare sempre più fioche scompaiono. Il cielo scivola verso sera, promettendo l'oscurità. La neve è stata clemente tutto il giorno: non nevica, non tira vento. Ma il freddo è intenso e penetrante e le membra iniziano a dolere dopo quelle ore a cavallo. State procedendo verso Sud. A Ovest vi affiancano le pendici boscose delle colline. A Est intravedete a distanza i Picchi svettanti. Dinanzi a voi non v'è alcuna strada battuta. A breve dovrete accamparvi per la prima notte senza alcuna protezione che voi stessi e il gruppo. O come piace dire alla gente del Nord: il branco.
Stagione II: calendario e avvisi
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 27/08/2017
Quest di scenario: la lunga marcia.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 25/08/2017
Children
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 23/08/2017
Alla fine, il passaggio sboccava in un’apertura da cui cadeva una cascatella. Qui, Kendra ha trovato un’incisione sulla parete che recitava Sweetweather – se la mia conoscenza della lingua degli Antichi non m’inganna, dovrebbe significare “clima gradevole”, o comunque “dolce”. Una scritta curiosa, a cui non abbiamo saputo dare un senso.Oltre la cascata c’era... un ambiente incredibile: una grotta più ampia che sfociava in una vallata, purtroppo impossibile da affrontare per chi non aveva attrezzatura adatta com’eravamo noi; luce e neve entrano da aperture sul soffitto e l’acqua scorre a terra in un torrente. C’erano alberi là sotto, e delle strane rocce verticali a forma di colonna o stele.
Stavamo tutti ammirando lo spettacolo, quando Derek e Kendra ci hanno fatto notare un fuoco, laggiù nella valle, e una canoa ancorata ormeggiata legata. Già questo ci ha fatto intuire di non trovarci davanti a un semplice individuo che si nasconde nei cunicoli senza uscirne mai, ma prima di poter esplorare meglio la zona siamo stati bersagliati da...... non ho modo di descriverlo meglio: da oggetti di fuoco scagliati da alcune creature piccole come bambini che si muovevano intorno all’imbarcazione. Non solo, da qualche parte sopra di noi (immagino da uno degli sbocchi con l’esterno) ci è giunta una voce chiara, di donna anziana, che cantilenava qualcosa come Goauaaai! Goauaaai!Mi considero una persona razionale. Però stasera sono certa di aver visto le creature di cui parlano le leggende, quei Figli della Foresta che si nascondono dagli uomini fin dall’alba dei tempi.Li abbiamo disturbati, e ogni bambino del Nord sa cosa capita a chi manca di rispetto ai Children. Sarà bastato seguire il loro ordine di andare via? Me lo auguro.Lascio lo spazio che segue per chi volesse integrare il mio racconto: mi rendo conto di essere ancora terroriz un po’ scossa, potrei aver dimenticato o non notato qualcosa.Claere Douglas
Ripresa e staff a regime.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 21/08/2017
Accessi estivi, parziali modifiche.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 05/08/2017
IGI: accessi e organizzazione dal 30/7 al 20/8
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 29/07/2017
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