News e Annunci ASoIaF - Il Grande Inverno
Riapertura login e iscrizioni
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 30/03/2019
Lo Staff
Chiusura temporanea registrazioni e login
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 28/03/2019
Dispiaciuti per eventuali disagi,
la Gestione
Aggiornamenti vari e quest Brace Yourself
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 25/03/2019
La difficile missione diretta all'Incollatura, recentemente teatro di duri scontri fra i popoli del nord da una parte e gli scorridori delle Isole di Ferro e i tentativi di sfondamento a nord delle truppe dell'Altopiano, è giunta a metà del percorso. Dopo una tappa a Castle Cerwyn ha proseguito lungo Strada del Re, passando i valichi delle montagne mediane ed iniziando la discesa sull atundra e le pianure che costeggiano le Barrowlands.
I personaggi dei giocatori che entrano in gioco in questo momento possono aggregarsi in qualunque momento alla missione.
TOOL DI RICALCOLO COSTO SKILL
Completata la realizzazione del tool che permette di ricalcolare i propri punti esperienza automaticamente, qualora si avessero dei dubbi circa i prezzi delle skill acquistate in seguito ad avanzamenti di orientamento o cambiamenti nei prezzi delle skill. Il tool rende peraltro più semplice anche la reimpostazione del personaggio nella prima settimana di gioco, qualora il giocatore si accorga di aver scelto un orientamento inadatto al gioco che vuole fare e decidesse di cambiarlo, senza rendere necessario l'azzeramento completo delle skill già acquisite e il loro reinserimento manuale.
AUMENTO MUSCOLATURA MASSIMA PER FASCE D'ETA' DI PASSAGGIO
A seguito di una segnalazione si un caso molto particolare che si è verificato, abbiamo deciso di rivedere al rialzo i massimali di tono muscolare raggiungibile dai PG tramite allenamento e/o uso di skill che comportano uno sforzo muscolare.
Il rialzo riguarda soprattutto le età "di passaggio" dall'adolescenza all'età adulta, e dalla maturità all'anzianità. I punteggi massimi nella fascia mediana e agli estremi restano sostanzialmente invariati.
Temporanea irraggiungibilità per manutenzione DB
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 05/03/2019
Ciao a tutti, avvisiamo nostro malgrado che la land risulterà irraggiungibile per un paio d'ore, causa interventi di manutenzione da parte del servizio che ci ospita.
Desolati per non aver avvertito per tempo, purtroppo anche noi abbiamo "saputo" quando il disservizio é iniziato. Per le giocate attualmente in corso domani verrà rivisto il calendario.
Scusandoci per il disservizio,
La Gestione
L'uomo nuovo
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 22/02/2019
Una straordinaria avventura ha coinvolto i personaggi, alle prese con una scoperta risalente all'età dell'alba.
Un avvenimento che sconvolge il gruppo di delegati, li tiene ancora fermi nella misteriosa Greenstorm tower.
---
Una nuova bellissima atmosfera, ispirata dalla Frame Quest e un assaggio di un altro bel personaggio giocante, su IGI.
Cronache mercantili, storia di un uomo nuovo.
Lettere ad Elisabeth.
167 BT, Grande Inverno.
Come il viaggiatore che naviga tra le isole vede levarsi a sera i fumi dei camini delle abitazioni e scopre piano a piano la linea della costa, così comincio a scorgere i profili della mia persona.
Vi sono zone della mia formazione simili alle sale spoglie di un palazzo troppo vasto, che un proprietario in parte decaduto non riesce ad occupare per intero, è per questo forse che ho scelto una dimora così ampia a Grande Inverno, riempiendola di libri e ricordi per colmare i vuoti del mio spirito.
Con la letteratura ho avuto sempre rapporti mutevoli ed appassionati, simili a quelli di un uomo con la donna amata.
Con essa ebbi le prime occasioni di discernere dell’autorità, della capacità e del pericolo. Mi ci dedicavo con passione, la letteratura mi eccitava, fronteggiavo mille lotte segrete contro avversari di volta troppo fini, di volta troppo potenti eppure tutti cedevoli sotto i colpi arguti dell’astuzia, dell’esperienza. Amavo i personaggi di quei libri, auspicando un giorno di esserne all’altezza. I ricordi dei giorni della nostra fanciullezza tornano spesso oggi tra i miei pensieri così come il ricordo dello splendore del benessere che avevo raggiunto e della semplicità con cui realizzavo risultati che oggi vivono mediante altre vie ed artifizi. L’accesso di un terzo genito, malgrado la mia fama e risma, nell’altissima borghesia occidentale per tramite di un matrimonio era troppo lesivo per l’orgogliosa tradizione dei banchieri. Si badava a quei tempi, regolati da una subordinazione servile ed alle volte ampollosa a non divergere mai dalle linee canoniche tracciate dalla superbia degli altolocati, non ebbi mai a vedere nell’occidente una spocchia tale da paragonarsi a quella dei banchieri, giudici repentini dell’altrui peccato ed assolutori lesti dei propri sbagli. Non trovai simile inettitudine nella medesima classe borghese nordica. Per diversi mesi ho prestato servizio nella Rocca di Grande Inverno. Ho voluto bene ai miei colleghi, per i rapporti intimi che si creavano, rapporti evasivi portatori dell’incanto della magnificenza ove un capolavoro si palesa o un’idea nuova nasce dal confronto. Il mio astro non ebbe tuttavia lunga soddisfazione, malgrado celebri successi che troveranno spazio nelle cronache, poiché le contingenze dell’ambizione travolsero la costruzione del potere arrecando un danno, forse misero al confronto del silenzio di coloro che condivisero con me il percorso. Ove i dipendenti subodorano l’irrevocabile desio del padrone, ivi ricacciano in se stessi l’affetto e la stima a vantaggio di un assordante silenzio che rasenta l’ipocrisia e l’avarizia. Come ben sai sono uomo di lunga memoria e più d’ogni altra cosa ho odiato l’indifferenza alla storia, alle ragioni. Tra i sapienti apprezzai fra tutti Azaroth. Egli appartiene a quella schiera di occidentali spiriti rarissimi, profondi conoscitori di una dottrina, capaci di vederla dall’interno, da un punto di vista inaccessibile ai profani. Più esperto di chiunque nelle prassi della sperimentazione, non esita mai innanzi ad innovazioni utili. E’ questi un uomo su cui ho investito molto denaro, certo che sarà un prezioso affluente al fiume delle conquiste, è dopotutto raro trovare in queste terre nordiche uomini avvezzi ai costumi occidentali, degni della mia compagnia.La superbia e l’estro tuttavia si rivelano col tempo di cattivo consiglio. Dall’impronta di Keith, l’uomo di cui ti accennai al matrimonio, iniziò a formarsi la mia leggenda, un riflesso luccicante in parte composto dalle mie azioni, in parte costruito dal pensiero che suscitavo negli altri. L’umiltà non è più la mia principale virtù ormai da anni. Non posso tuttavia non ripensare con rossore all’ignoranza che avevo del mondo e che invece credevo di conoscere, alla mia impazienza e ad una sorta di frivola ambizione. Realizzai col tempo che la discussione sulle più disparate missioni mi rendeva più edotto della vita rispetto ad ogni trattato, manuale o lezione sulla stessa.
Nel commercio sono bravo.
Una simile capacità comporta come molte altre, il rischio di un errore per chi la esercita ma il piacere di tentare il proibito, per saltare gli ostacoli ed i limiti che il mio potere contingente imponeva, l’ambizione era troppo grande per non compensare il rischio di una caduta.
Ho scoperto in quel di Waterguard alcune delle sensazioni deliranti della fatica, lì dove raggiungevo il limite della resistenza, percepivo il cuore saldo, l’affanno e l’estasi dei polmoni che riequilibravano il fiato freddati da un gelo innaturale.
Così da ciascuna delle arti che praticai a quel tempo per sopravvivere traggo una conoscenza che mi compensa delle fatiche e dei piaceri degli agi in quel tempo perduti.
Gli uomini spesso sottovalutano l’importanza della sopravvivenza, di quel che la difficoltà innesca nel corpo e nella mente portando l’uomo a nuove mete.
L’insidia ci guarisce dalla stanchezza che deriva dal quotidiano, in essa vi è anche la permanente situazione di essere più deboli e più sottili, del pericolo di allontanarci dalla grandezza e completezza a cui la vita ci porta.
Cara Elisabeth, se sei giunta a questo mio testo è perché in te è forte il desiderio di poter valutare in autonomia e crescere nel tuo percorso con la pienezza della consapevolezza.
Non prendere questo testo come lo sfogo di un più anziano fratello poiché l’ho scritto con l’obiettivo di raccontarti il mio percorso e tramandarti la mia esperienza, nella speranza che essa ti rischiari la via e ti porti a diventare una persona ben più brillante di me.
I Maestri che ti hanno accompagnata, ti hanno impartito un’educazione severa, secondo i dettami della nostra società in una maniera forse troppo protetta ma che sono sicuro sia giusta per il tuo miglior bene.
In questi miei scritti ti offro come un correttivo, una prospettiva per un migliore inquadramento, un racconto privo di preconcetti, con riflessioni realmente avvenute, tratte dall’esperienza di un mercante che più di tutti si è spinto oltre l’immaginabile, in terre lontane, misteriose e fredde. Il racconto dell’esperienza di un uomo che ha conosciuto dei giganti, degli antichi e di molte altre leggende che alla notte le madri narrano ai propri figli.
Ignoro ancora a quali conclusioni queste riflessioni mi porteranno poiché le porto avanti, assecondando il flusso dei pensieri e dei ricordi.
Importante è che tu sappia che conto su questo testo per meglio definirmi, per meglio comprendere la mia stessa storia e per meglio conoscermi e giudicarmi.
Spesso quando qualcuno si confida lo fa per perorare la sua causa, spero invero che fuori da qualche esuberanza ed una leggera saccenza tu possa trovare ottimi spunti in questo mio racconto.
Nel mio profondo, malgrado gli anni la conoscenza di me stesso è oscura, interiore, inespressa, talvolta complice. Nella mia vita ho sempre cercato più la libertà che il potere e quest’ultimo solo perché in parte assecondava la libertà, la libertà di proseguire e di crescere nella società. Quando riceverai questa mia sarò in viaggio verso le Barrowlands, con una pietra di onice nero nella tasca e la speranza di ricevere tue nuove al mio ritorno a Grande Inverno.
Nicolas
Atmosfere: Teoricamente parlando
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 14/02/2019
In questa bacheca sono raccolte pagine di interiorità dei personaggi.
Non si tratta di soliloquio, ma di pagine creative in cui, attraverso l'espressione dei sentimenti del personaggio, venga resa l'atmosfera dell'ambientazione e del giocato.
Ne viene un quadro di solitudini, malinconie, calore e bellezza stessa, anche ambientale, del *clima* martiniano che i giocatori traspongono quotidianamente in chat, reinventando una nuova storia.
Le atmosfere possono avere la forma che si preferisce....: diaristica, un'epistolario ideale a qualche legame del personaggio o anche soliloqui, pensieri. Si tratta di resa dell'ambientazione, di effetti del gioco sul personaggio, di sensazioni, emozioni, atmosfere propriamente dette, non di contenuti di giocate o resoconti.
Ongame nessuno legge questi scritti, ovviamente, a meno che non sia giocato ed è ovviamente vietato conoscerne il contenuto a meno di diretta espressione in chat o tramite missiva.
Lo scopo è chiaramente narrativo, un modo in più di aprire il personaggio e la sua interiorità alla consapevolezza dei giocatori, ma anche alla ricchezza stessa della narrazione collettiva.
Dalla Bacheca atmosfere è in lavorazione una sezione sul sito dedicata ai personaggi, a scritti di questo tipo e qualche giocata linkata.
Ci limitiamo a presentare lo scritto di uno dei personaggi più interessanti di questa IGI 2.0, Azufel Azaroth e il suo...
Teoricamente parlando

Non so perché io lo stia facendo. Teoricamente parlando, un buon amico potrebbe risultare un formidabile confidente, così come un ottimo suggeritore. Tuttavia bisogna possedere il dono dell'udito, così come della parola. Ecco, Solikis incarna quello della parola. I suoi consigli sono sicuramente preziosi e il suo tenermi a freno mi ci vuole, lo devo riconoscere. Budney, invece, possiede quello dell'udito. E' ancor più diretto di Solikis e non si esprime tanto facilmente sulle questioni che gli racconto. Lui ascolta e basta. Una fusione tra i due sarebbe l'ideale, ma la loro forza lavoro mi servirebbe separata. Inoltre non conosco nessuno dei due abbastanza da potermi fidare interamente di loro. Li conosco da poco, anche se il mio legame con loro è indubbiamente più forte di tutti quelli che ho costruito con gli altri dal mio arrivo a Grande Inverno. Ironia della sorte, potrebbe essere colpa mia. Loro, però, sembrano infischiarsene, accettandomi per quello che sono. Forse mi conoscono troppo bene. Forse non mi conoscono affatto.
Dunque ritengo che l'utilizzo di questo diario possa essere estremamente importante per la mia persona. E' perfetto, poiché ascolta e parla allo stesso tempo. Contiene i miei pensieri e le mie idee, così come i miei errori e i miei successi. Quindi sa ascoltare. Inoltre, qualora io sia in dubbio nello scegliere il modo di comportarmi in una qualunque situazione, sicuramente conterrà i miei precedenti sbagli e quindi mi farà ravvedere sulla giusta via da seguire. Si spera. Lo considero come una sorta di casa segreta. Solo io la vedo e solo io ho le chiavi per accedermi e quando lo faccio nessuno mi vede. Più sicurezza di così che vuoi?
Per il mio carattere non facile, arma a doppio taglio sicuramente, sin dal mio arrivo ho portato un certo scompiglio che spesso finiva in polemica. Ho arrecato disturbo, fastidio e qualche volta mi veniva perdonato. Altre volte no. Non me ne pento. Il Leone è sempre quello, solo che ha dovuto adattarsi, scegliendo con più cura le parole e il modo di comportarsi. Del resto, bisogna riconoscere che vivere in pace è molto meglio che vivere in guerra. La guerra, nel termine ampio della parola, porta morte e sofferenza. Non voglio questo. Non dimenticherò mai il modo fermo e le minacce di Keith McGrannit una sera a Blue Docks dinnanzi ad Oliver Silverstone e Weylyn Kheldar. Per un attimo mi è tornato in mente mio padre o il capitano a cui dovevo fare rapporto per i due anni del mio servizio militare. Parole ferme, dure. Me le meritavo, ovviamente. Per i primi due giorni ho pensato di avvelenarlo. Anzi, di avvelenarli quasi tutti. Ma è stata una delle mie solite pensate folli che si è conclusa quasi subito. Ero in minoranza e le ripercussioni non mi sarebbero piaciute. Inoltre non sono un assassino crudele.
Blue Docks è stato un punto di partenza piuttosto soddisfacente, tuttavia. Le chiuse sono state riparate, nonostante qualche intoppo involontario. Dico involontario perché in realtà è stato, purtroppo, volontario, ma non era nei miei piani. Un errore. Siamo essere umani, si sbaglia. Poteva morire qualcuno. Non devo sbagliare più così. Come il bastardo che sono, ho approfittato dell'animo gentile di Weylyn per scucire qualche soldo in più alla gente del Nord, che ho scoperto essere poco ricca. Chissà che mi credevo. Altro errore. L'unico realmente ricco parrebbe Nicolas Howard, membro, adesso capo, del Consorzio dei Soci. Compagnia che ritengo l'unica valida della sua esistenza, attualmente.
A Grande Inverno ho aperto la mia personale bottega e questo mi ha quietato di molto. A quanto pare, più facevo lo stronzo e più venivo ricompensato. Devo ringraziare Weylyn Kheldar, ai tempi Fiduciario della Rocca di grande Inverno. La Rocca non mi ispirava come istituzione e continua a non ispirarmi tutt'ora. Non mi piace come viene intesa. Potrebbe fare cose straordinarie con l'uomo giusto al comando. Fossi io, la condurrei verso il progresso, la scoperta e invoglierei, o costringerei, chiunque a farlo. Ma io sono adatto? So dare ordini e comandare? Non lo so nemmeno io. Tuttavia sembrano contenti così. Bene. Con la bottega ho ammesso Solikis. Ottimo lavoratore e buon amico. Non lo cambierei per niente al mondo. O forse accetterei di buon grado cinquemila monete. Ho dato un valore all'amicizia che provo per lui, adesso. Una parte di me dice che faccio schifo. L'altra che faccio bene. Poi è nata la Consorteria di Grande Inverno. Durata pochissimo perché Elian, l'altro membro, di cui mi son dimenticato il cognome, è scomparso. Mi auguro sia tornato a casa. In tal caso, ha fatto bene. Poi è giunto Budney Crest, Andalo della Tempesta. Anche lui molto simpatico e prezioso. Un ragazzone incredibile, dalle straordinarie doti. Anche lui non vale più di cinquemila monete. Di nuovo la sensazione di prima.
Si parte, di nuovo. Si va a Sud, nei pressi di Saltspear. So perché andiamo lì. Almeno so perché ci vado io. Troppo a lungo ho voluto vivere un'avventura. Troppo a lungo ho voluto far parte di una battaglia. Combattere, sentirsi liberi ed ottenere la gloria. Sono figlio delle mie terre: l'Ovest. Il lavoro di gruppo è essenziale, ma non mi sento parte di questo gruppo. Loro si sentono parte del Nord, che è casa loro. Io mi sento parte dell'Ovest, di Lannisport, che è casa mia. Non riesco ad immedesimarmi con loro. Non mi sento legato a loro. Ma come loro condivido le preoccupazioni che attanagliano le loro terre. Mi sembra giusto aiutarli. Potevamo essere noi gente dell'Ovest ad avere lo stesso problema ed un aiuto sarebbe servito. Forse riuscirò a mettere le mani sui forni antiestraneo, un'invenzione sensazionale. Me lo auguro, ma non credo di poter conquistare la loro fiducia facilmente. Staremo a vedere. Nei primi giorni di viaggio Asteria Rose è rimasta ferita. Una sciocca ragazzina di sedici anni che è innamorata pazza di me. Io non ricambio. Ha meno anni di mia sorella e non mi pare etica questa cosa. Dicono che l'amore non abbia età. Balle colossali. Dicono anche che i soldi non comprano la felicità. Altra balla colossale. Per certi versi vorrei mettermi alla prova, senza compromettere il gruppo. Vorrei trovarmi in una situazione in cui qualcuno sta per morire infilzato da un nemico. Vivo, s'intende. Allora io arriverei e lo ucciderei. Ma sono convinto che questo gesto non lo compirei per salvare la persona in sé, ma per poter essere visto come un eroe. Ricevere ammirazione e rispetto. Non ne ho bisogno, francamente, per un fattore estetico, ma per saziare il mio incredibile ego. E' come un mostro che mi divora dall'interno e ciò che è peggio è che lo lascio fare. Lo assecondo.
Prima di partire ho incontrato, per caso, Barrett Bonden. Ero giunto a casa di Jerome Smith, un Freeman, con l'intento di scusarmi. Non perché volessi davvero farlo ma perché in caso di problemi futuri con lui, che è una testa calda al pari mio, forse meno, non sarei stato imputabile di colpa alcuna. Forse. Sono incontri che ti cambiano la vita. Poter conoscere una persona considerata da tutti un genio, un Uomo con la U maiuscola. E' stato un onore. Mi ha regalato una portabile. Ha un valore in più rispetto alle altre. Mi ha detto qualcosa sui forni ed io ero lì, imbambolato, mentre prendevo appunti e lo ascoltavo. Nutro rispetto e ammirazione verso di lui. E' anche saggio, come io non lo sarò mai. Mi ha dato la carica giusta per partire e dunque, preso da questo spirito istruttivo, ho deciso di comportarmi bene fin quando durerà. Comprensivo, gentile e aiuterò chi me lo chiederà. Non spalerò mai le feci, sia chiaro. L'ho ben detto a tutti. Chissà cosa riuscirà a farmi tornare sui miei passi, come l'insopportabile cretino che sono. Non me ne pento, tuttavia.
In merito alle mie qualità migliori, posso sicuramente annoverare l'ironia. Amo essere ironico. E' la mia ragione di vita. Non l'ho mai presa sul serio la vita. Non temo la morte, almeno spesso mi ripeto. Io non temo la morte. Sarà così? Ad ogni modo, nessuno adotta un'ironia come la mia, qui a Grande Inverno. E' un vanto che non ho paura di dire in giro. Qui si prendono tutti sul serio. Gli dei solo sanno cosa questa gente ha visto o ha vissuto in passato. Per inciso, non credo negli dei. Ogni giorno mi sforzo di portare una comicità nuova in giro, con la speranza di accumulare adepti. La gente, soprattutto qui, ha bisogno di ridere. Ha bisogno di essere felice. Almeno, così la penso io. Non obbligo nessuno, sia chiaro. Halaina Sung, una socia, con due palle quadrate, non lo sopporta. La vedo sbuffare. Non mi importa. Nessuno mi toglierà le mie battute e il mio diritto a farle. Non offendo nessuno del resto. Qualcuno mi viene dietro. Dapprima Jon Rasion, Medico della Rocca, un ragazzo di sedici anni, mi pare. Uno dei pochi buoni, in generale. Adesso mi viene dietro anche un certo Logen Ninefingers. Apprezza le mie supercazzole. Mi fa molto piacere. Vedremo come si evolverà la situazione
Nicolas Howard, due parole dovrei spenderle su lui. E' uno furbo e anche molto. Non so se fa finta di essermi amico e lo è davvero, ma di sicuro gli servo. Sono una risorsa preziosa per lui. Solo per questo, è anche intelligente. Ha tanti progetti che lo porterebbero ad arricchirsi, suppongo. Arricchisce me, perché chiede a me di eseguirli. Non mi critica mai, né mi asseconda. Anche lui ha la sua dose di ironia. Forse ne ha di più, ma è sepolta dentro di lui. Spenta, come cenere di un sigaro. Vedremo cosa potrò fare.
Basta, alla fine. Mi sono seccato di scrivere. Di una cosa sono certo: questo mi ha fatto un gran bene. Mi ha fatto bene ricordarmi di cose passate. Mi ha fatto bene poter dire quello che penso senza problemi. Nella mia testa ci sono solo regole, precisione e rigore. In questo diario sento di poter fare quello che voglio, come lo voglio. Comando io ed io decido cosa fare. Mi fa stare un gran bene. Sì, decisamente, tornerò a riempire queste pagine. Posso riempirle come voglio. Nessuna logica, nessuno schema. Disordine invece di ordine. Caos invece di rigore. E' un gran bene. Ma solo qui dentro, s'intende.
Avvio della fquest: chiusura iscrizioni per oggi
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 10/02/2019
Questa sera, dato l'avvio della frame quest Brace Yourself, le iscrizioni sono chiuse ai nuovi giocatori. Non sarà possibile neanche fare l'assistenza e perfezionare l'accoglienza ai nuovi iscritti.
Domani saranno nuovamente sbloccate le iscrizioni.
Assaggio del nord sud-occidentale.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 02/02/2019
Ed ecco come sono ridisegnate alcune zone mitiche della saga, che i nostri vivranno nei prossimi mesi. Lavoro straordinario dei giocatori che, muovendo i personaggi nella biblioteca di Grande Inverno e attraverso giocate di recupero di informazioni, hanno fattivamente contribuito alla stesura della nuova zona, fino ad oggi, sconosciuta.
The Rills

30° giorno, 1° mese, 167 BT
Di Claere Douglas
D’improvviso, la pianura non è più pianura. La tundra inizia a sollevarsi, mentre la scogliera addolcisce le sue asperità pietrose. Si entra nelle Rills senza quasi accorgersene, finchè d’improvviso ci si trova davanti a un paesaggio ondulato, più verde, apparentemente privo di ostacoli...
È un’illusione. Gli innocenti specchi d’acqua sono, in realtà, profondi laghi attraversati da pericolose correnti di acqua gelida, capaci di ingannare anche i nuotatori più esperti. D’inverno spesso ghiacciano completamente, creando lastre luccicanti sotto il debole sole del Nord. Le colline offrono poca protezione, anzi, spesso nascondono torbiere o valli profonde difficili da individuare.
Eppure, nonostante l’ostilità verso i forestieri, è difficile non trovare affascinante questa regione, bellissima e altera; la vegetazione è in genere limitata a cespugli bassi, ma sulla sommità delle colline o sulle isolette emergenti al centro dei laghi si possono spesso trovare macchie di boscaglia, querce, betulle, conifere, ma soprattutto salici i cui rami scendono fino a immergersi nelle acque lente sottostanti o a strisciare sul terreno, dando rifugio ai piccoli animali e agli uccelli che vivono nella regione. Sollevando lo sguardo, poi, si può spaziare con gli occhi fino a quando le colline sembrano incontrare il cielo e le nuvole scendono a coprire le cime più elevate, scivolando poi fino alla pianura sotto forma di nebbia spessa, densa e bianca come il ghiaccio. Il verde intenso dell’erba estiva è interrotta dal viola del cardo, mentre d’Inverno la neve crea una coltre interrotta solo dalle impronte dei conigli, dei cinghiali, dei caprioli o delle greggi addomesticate da chi vive in questa terra. Di tanto in tanto vengono avvistate renne o lupi spintisi più a meridione in cerca di cibo.
Un tempo, questa regione era retta dalla Casata dei Ryswell, una famiglia nota per il suo alto senso dell’onore: una leggenda narra che un Lord arrivò ad arrestare il suo stesso figlio, che aveva disertato dai Guardiani della Notte, e lo aveva restituito loro per la giusta condanna a morte; poi, lui stesso aveva preso il Nero, per fare ammenda alla vergogna del suo stesso rampollo. Oggi questa famiglia è estinta, ma la gente che percorre queste colline è ancora fortemente ancorata al proprio passato e fedele a quello stesso onore guerriero dei suoi lord: sono pastori, perlopiù, che si spostano per miglia a cavallo, in gruppi da poche decine di persone, dalla pianura delle Barrowlands fino alle coste a sud e a Stony Shore all’estremo ovest del continente. Evitando il più possibile i contatti con gli altri Nordici, pur essendo anch’essi Primi Uomini, mantengono uno stile di vita spartano e si abbigliano ancora oggi con il kilt, l’abito tipico del Nord che ormai dalle genti di città viene usato solo per occasioni formali, o comunque come abito tipico. Ancora oggi i colori dei diversi tartan distinguono le famiglie di Rillsmen, permettendo loro di riconoscere gli amici dai nemici... entrambi numerosi, perché i Pastori (come li chiamano, in modo più o meno sprezzante, le genti sedentarie) sono leali a chi si dimostra amichevole ma conservano odi e rancori per generazioni.
La sussistenza di questa popolazione è strettamente legata, come si può immaginare, all’allevamento: greggi di pecore e capre o più raramente scarne mandrie di mucche; nelle zone settentrionali anche renne. Tutti quanti, poi, portano con sé dei Malamute per trainare le loro slitte, in mancanza di carri veri e propri. Verso i cani, in effetti, hanno un vero attaccamento: addirittura, se un randagio entra in una tenda, è assolutamente proibito cacciarlo fuori in malo modo, perché è considerato un segno fortunato. Gli abitanti gli donano qualche boccone o una ciotola di latte e attendono che se ne vada da solo – o, se si dimostra aggressivo, cercano di allontanarlo senza ferirlo in maniera letale.
Le tende Rillsmen meritano una menzione particolare: vengono chiamate yarangas, e tecnicamente sono strutture relativamente semplici, con una struttura in legno su cui vengono stese pelli conciate. Tuttavia, i Rillsmen usano appendere delle pietre allo scheletro interno, cosicché la costruzione assume una forma intermedia tra la tenda conica e la yurta del Popolo Libero, più panciuta per resistere meglio al vento che spazza sia le Rills che le Barrowlands in cui i Pastori si avventurano in cerca di erba per gli animali e selvaggina per se stessi. Quando si stabiliscono in un villaggio per far passare i mesi più freddi, o entrano in una città per vendere i loro prodotti, pare che qualcuno tra i più anziani si senta così a disagio in una casa vera da erigere la yaranga all’interno dell’abitazione di pietra.
-----
Le Barrowlands
Di Claere Douglas e Nicolas Howard

Ad ovest di Porto Bianco e del Coltello Bianco la terra si apre in un immenso paesaggio di campagna pianeggiante, campi e pianure, che si estende per quasi 400 miglia fino ai fiumi e alle colline delle Rills. La Strada del Re passa attraverso la parte orientale di questa zona. La campagna in mezzo è punteggiata da occasionali sepolture e colline che possono essere i resti delle camere di sepoltura di massa dall'età dei primi uomini. Per questo motivo la regione è conosciuta come Barrowlands. La vastità del paesaggio è inversamente proporzionale alla presenza di abitanti.
Passata la zona montagnosa, la Strada del Re discende in pianura ed entra nella regione nota come Barrowlands. La parola proviene dalla Lingua degli Antichi, letteralmente significa “Terre dei tumuli”, e il motivo si può intuire non appena questa spianata si apre davanti agli occhi dell’osservatore: un mare verde, con pochi cespugli e file di piante frangivento regolari come se fossero state piantate a bella posta, su cui si sollevano cippi, tombe e tumuli antichi, in pietra ormai semicoperta di muschio o erba.
Nessuno sa esattamente per chi furono edificati, nè sono rimaste scritte o incisioni leggibili che aiutino a comprendere. Nei pochi casi in cui qualcuno è stato smosso, sotto non si è trovato alcun cadavere, perciò o non c’è mai stato oppure risalgono a tempi tanto antichi da precedere le leggi del Nord sulla cremazione dei morti, e il tempo ha posto rimedio ciò che gli antichi abitanti non hanno fatto, polverizzando ossa e carne.
Sulla pianura delle Barrowlands, le precipitazioni non sono abbondanti e le estati sono sufficientemente calde da provocare una certa aridità che impedisce lo sviluppo della foresta. Il suolo è estremamente fertile, una terra nera su cui le coltivazioni potrebbero crescere rigogliose se non fosse per i forti venti, la cronica mancanza di genti stabili nella zona e il frequente passaggio di eserciti in guerra. I fiumi sono scarsi, tutti provenienti dalla zona montuosa settentrionale e in gran parte a carattere torrentizio.
La vegetazione è composta prevalentemente da specie decidue: compaiono quindi querce, aceri, tigli di varie specie. Le foglie di queste piante si depositano sul terreno, formando una spessa lettiera che rende anche il sottobosco molto fertile, ricco di cespugli di bacche e frutti di bosco oltre che di funghi.
Analogamente alla flora, anche la fauna è piuttosto povera, con solo poche decine di specie: piccoli animali come conigli, volpi, donnole, scarsi branchi di lupi spinti a sud dall’Inverno. Tra gli uccelli si distingue l’urogallo, un curioso gallinaceo che spesso si vede arrampicato sui tumuli a godersi i raggi del sole e per questo, specie nei tempi passati, era visto con timore dagli abitanti della zona, che credevano si trattasse dell’anima del morto tornata a controllare la propria tomba. In tempi più recenti e meno superstiziosi si è tentato di cacciarlo, scoprendo che le carni del maschio – riconoscibile dal caratteristico piumaggio nero, dall’occhio cerchiato di rosso e dalla coda a ventaglio – sono immangiabili, mentre la femmina – marrone e quasi identica a un fagiano – ha carni tenere e commestibili. La caccia è dunque fortemente regolamentata, se non da leggi vere e proprie almeno da consuetudini, per non rischiare di cancellare questa specie.
Gli insediamenti delle Barrowlands non sono mai nulla di più che villaggi, talvolta addirittura senza nome, formati da case strette in semicerchi per difendersi dalle raffiche di vento, divise da strade piccole irregolari. Non è raro vedere delle corde legate a qualsiasi infisso ben piantato nel terreno, a cui ci si può aggrappare per trattenersi se si viene sorpresi da una folata o se si è costretti per qualche motivo a uscire durante una giornata ventosa; la popolazione spesso è seminomade, e si muove lungo la strada del Re lungo l’asse nord-sud oppure verso ovest e le colline. Difficilmente vanno in direzione di Porto Bianco.
In larga misura le genti delle pianure vivono di caccia, pastorizia e delle piccole coltivazioni che possono riuscire a salvare dalle intemperie e dalla guerra: non si tratta mai di campi coltivati come quelli del Sud, quanto di orti, strisce di terreno lungo un torrente, un’agricoltura di sussistenza che permette a poche famiglie di mettere via un po’ di cibo per l’Inverno o sopravvivere qualche mese prima di abbandonare la zona e spostarsi.
All'estremità occidentale della Barrowlands si trova Barrowtown. La seconda città più grande del Nord, dove vivono diverse migliaia di persone, Barrowtown è fortificata in pietra e domina la campagna circostante dalla Great Barrow, una grande collina nella città che si dice sia la tomba del Primo Re dei Primi Uomini, forse una gigante, secondo le fonti riportate nella prestigiosa scrittura di Maestro Kennet. Barrow Hall, la sede originaria di Casa Dustin, oggi nota per governare Castle Cerwyn, si trova in cima al Great Barrow. Goldgrass, la sede di Casa Stout, si trova appena fuori Barrowton, vicino al cancello orientale a meno di due miglia di distanza.
Diverse fonti indicano come la zona fu teatro della "Guerra dei Mille Anni" nell'antichità tra i i Re Stark ed i Re Barrow, secondo alcuni cantastorie in alcune cavità naturali sono sepolti bottini di guerra e le incisioni attribuibili ai primi uomini sono indicative di mappe per ritrovarli.
La maggior parte degli storici ritiene tuttavia queste interpretazioni poco attendibili, non essendoci alcuna nota storica su presunti ritrovamenti.
Si tende a credere tuttavia che tali storie siano state rimaneggiate dai menestrelli traendo ispirazione da alcune profanazioni relative a tombe, essendo usanza dei Primi Uomini praticare la sepoltura.
---------------
Incollatura: Declino e Ascesa delle nobili casate
Di Maestro Dominicus Assenti
Compilatore: Oliver Silverstone.
Prefazione
Nel Nord di Westeros dalla venuta dei primi uomini, per secoli l'incollatura è rimasta immutabile, come le acque ferme che ne hanno segnato la sua propria conformazione geografica. Sul territorio è risaputo che per secoli le famiglie non hanno avuto grossi scossoni almeno fino ai giorni nostri. Questo tomo vuole prendere in esame tutte le casate nobili appartenenti a questa specifica zona del Nord.
Capitolo I - I governanti sull'Incollatura
La Nobile Casata dei Reed di Torre delle Acquegrigie
Stemma: Su campo grigioverde, Lucertola-leone nera, fauci spalancate.
Motto: Hearth, Heart and Harvest
Una delle più antiche e nobili casate fedeli alla causa degli Stark prima e altrettanto ora appoggiando e riconoscendo pienamente la reggenza di Blackhaven. Gli ultimi lord di Acquegrigie, hanno dato inizio a un processo lento di apertura all'esterno e di integrazione dei popoli provenienti dalle terre dei fiumi.
Incentivato la bonificazione di una parte delle paludi da un lato mantenendo saldi i rapporti con le famiglie più antiche e fedeli
Capitolo II - Le Casate Vassalle di palude
Casata dei Fenn di pozza delle tre sorelle
Stemma: Su campo viola, tre fiori di loto alternati
Motto: Nell'intreccio di radici vi è la forza di crescere
La casata dei Fenn ha sempre goduto di un'ottima considerazione tra le grandi casate del nord, nota per la durezza con cui vengono addestrati fin da giovani i militari. La loro roccaforte, pozza delle tre sorelle, è un enorme complesso costruito su tre crannog che vengono mossi solo in tempo di guerra, anche indipendentemente, qualche storia, non verificata racconta di passaggi che permetterebbero di passare da un crannog all'altro sotto il pelo dell'acqua.
Casata dei Greengood di Pietramuschiata
Stemma: Campo verde trinciato rosso, sette spighe di grano oro in pugno bianco.
Motto: Acqua e pietra, cibo e bronzo.
Sono una delle famiglie che vive nella parte più interna delle paludi vengono chiamati anche i coltivatori delle paludi, tra le loro fila si annoverano esperti conoscitori delle piante di palude, da cui sono abilissimi ad estrarre i nutrienti e i veleni con cui cospargono le loro armi. Hanno inoltre sviluppato una qualità autoctona di Riso che riescono a coltivare in punti poco profondi delle paludi in maniera non intensiva. Tra le casate di palude sono quelle che meno hanno accettato la bonifica voluta dai Reed e raramente gradiscono aprire le porte agli stranieri.
Pietramuschiata è una semplice torre costruita su un'isolotto fisso, risalente si dice al periodo dei primi uomini e su cui si sarebbe abbattuto il martello d'acqua. Attorno alla torre si diramano diverse decine di crannog più piccoli che durante i periodi di raccolta vengono spostati fino ai punti dove vengono effettuate le piantagioni.
Casata dei Peat di Specchio di Ossidiana.
Stemma: su campo bianco, tre barre nere tagliate imprigionano fiamma azzurra.
Motto: non piangiamo sulla cenere, non ridiamo delle fiamme.
La famiglia dei Peat pur non essendo tra le più antiche dell'incollatura si è spesso e volentieri resa fondamentale garantendo anche nei più rigidi inverni un costante rifornimento di combustibile per le altre casate, al punto da far nascere un detto molto famoso nella zona che recita "In mano a un Peat qualsiasi terra brucia". Tuttavia, questa fama è dovuta più al seggio della loro casa: Specchio di Ossidiana infatti è rinomato per essere uno dei luoghi più scuri di tutta l'incollatura, ma è anche una Torbiera molto antica e pura dall'alto potere calorifero.
I cittadini di specchio di ossidiana sono tipi abbastanza socievoli anche per via dei frequenti scambi commerciali, in battaglia si distinguono per l'utilizzo di lance e forche con cui sono parecchio abili e nella loro abitudine di coprire le loro armature leggere e il corpo col fango scuro di specchio di ossidiana riuscendo spesso a passare inosservati nottetempo.
Casata dei Boggs di bell'acquitrino
Stemma: inquartato in decusse alternato di bianco e azzurro. Martello dorato in posto d'onore.
Motto: Pronti a difendere.
I membri della famiglia dei boggs non di rado hanno ricoperto l'importante ruolo di attendenti di casa Reed. loro è il territorio di bell'acquitrino la parte paludosa più a settentrione dell'incollatura, tagliata dalla strada del re, famosa per la bellezza del paesaggio a dispetto della pericolosità del luogo notoriamente molto battuto da lucertole-leone e serpenti corallo. Abitano in crannog piccole, spesso monofamliari e vivono principalmente di caccia, e raccolta dei funghi, ogni famiglia è in grado di provvedere a se stessa e difendere un'area anche abbastanza vasta attorno al loro crannog. La casa di bell'acquitrino tra gli altri crannog è quella che si muove maggiormente, pare che in un anno i boggs passino per ogni casa dei loro sudditi offrendo accoglienza alle famiglie a bell'acquitrino per una settimana, e ricevendo i tributi, spesso le monete ricavate dalla vendita delle pelli di lucertole leone.
Casa Marsh - Estintasi con Sullivan "il nero" Marsh morto senza eredi
Casa Cray - Legatasi alla famiglia Haigh con l'ultima figlia femmina Marianne Cray. dal 165 BT Casa Haigh
Casa Quagg - Espropriati del titolo per alto tradimento (tentata alleanza con i manderly di porto bianco)
Casa Blackmyre - Unione familiare con i Blackwood. dal 158 BT nuova casa dei Blackmyre-wood
Frame quest: ultima settimana di preparativi
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 31/01/2019
4 gruppi operativi: logistica, sicurezza, conoscenza degli obiettivi, addestramento.
In questa frame quest i giocatori collaborano attivamente al setting di ambientazione, in un grandissimo lavoro corale, di ricerca e studio.
Tutti stanno giocando l'integrazione mentre il tipo di organizzazione consente un'interazione massiccia con tutti i settori del gioco.
La partenza è prevista per domenica 10 febbraio.
Due parole per concludere, una per iniziare.
News di ASoIaF - Il Grande Inverno del 01/01/2019

Questo è un gioco.
Alla fine della fiera ci basta un click per esserci e un click per chiuderlo, nascondendolo tra quegli aspetti che nella vita "reale" emergono poco, si condividono poco, persino tra gli amici di una vita.
Per noi, che abbiamo cominciato da ragazzini e che ci siamo un po' invecchiati, con questo click, ogni anno è la domanda: non sarà ora di crescere?
Perchè poi va così... che il tempo si fa davvero un miraggio, diventa poco, davvero poco, persino per le cose che contano di più a questo mondo: l'affetto che fa i conti col tempo, e noi, migliaia di Momo in giro per il mondo, ci ingrigiamo un po', alle prese con cose serie, che ci rendono rispettabili e adulti.
Ogni anno una domanda, ogni anno una risposta: in fondo, ci sono poche isole che non c'è, nella sfera umana: la famiglia, la fede, l'amore, l'amicizia. La fantasia, la musica, quella penna inascoltata che evidentemente ognuno di noi vive come un secondo se stesso, quell'esigenza di "immaginazione" che ti porta a camminare all'indietro, nella regione dove il tempo si fa assoluto.
Voi ci accompagnate in questo viaggio, con le unghie e con i denti lottando, per tenerci aggrappati a uno spazio libero e siamo certi che questo non si riferisca solo a un gioco di ruolo, ma alle altre isole che non c'è, quelle che contano davvero e di più.
Ogni sera, quasi ogni sera di quest'anno, avete inseguito e regalato emozioni.
Avete consolato, avete fatto sorridere e commuovere, vi siete illuminati e anche arrabbiati, avete condotto per mano il vostro personaggio, come un amico, a cui confidate, senza accorgervene a tratti, alcune cose di voi stessi così belle e così profonde, così nascoste nel silenzio che ognuno di noi cela un po', ma la notte di Capodanno, nella malinconia intrinseca a una festa dove il mondo grida i suoi auguri, ma viene naturale guardarsi indietro, emerge a tratti, tra un brindisi, un passo battuto nella danza, o anche davanti a un camino, in solitudine, per scelta.
L'augurio più bello che vogliamo farvi è di portare nella vita la magia che regalate ai vostri personaggi, alla vostra vita che vi rende persone nel mondo, che non conosciamo ma a cui, davvero, auguriamo di essere speciali come il regalo che avete fatto ad IGI, dedicandole il vostro talento, la vostra capacità di capire anche noi e dare quel piccolo capolavoro che tenteremo di custodire.
Quella magia sia davvero in tutti i momenti che l'anno a venire vi regalerà, belli, entusiasmanti, tristi.
Siano una vita, da raccontare.
Buon anno.
PS. il consiglio per gli scampoli di vacanze che restano è un libricino che magari avete già letto, ma Momo di Michael Ende, è un regalo straordinario da farsi.
Pagine → 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45
Articoli, Interviste e altre Risorse!
World of the Sea Battle
Solca mari misteriosi, combatti piaghe oscure e forgia il tuo destino in World of the Sea Battle. Il viaggio comincia ora!
Seconda Era
Vaste terre coperte di ombre e misteri, dove ogni eroe scrive la storia del Mondo di Eidel. Seconda Era, play by chat